Numeri 1, Franco Cacciatori e la riscossa nerazzurra degli anni 60

Il sogno nerazzurro, un secolo di calcio a Pisa, Almanacchi del calcio Panini.
18.06.2014 13:00 di Andrea Chiavacci  articolo letto 3311 volte
Numeri 1, Franco Cacciatori e la riscossa nerazzurra degli anni 60

Franco Cacciatori è stato il portiere simbolo dei primi anni 60', che rappresentano il rilancio nerazzurro, dopo le sofferenze degli anni 50. Tre anni tra i pali con un crescendo incredibile. Da una salvezza sofferta alla serie B. Il saluto con la promozione e poi  Il ritorno con la fatal Novara.

Cacciatori nasce a Carrara il 19 ottobre del 1940 e cresce nelle giovanili della squadra gialloblu. Carrara, e più in generale tutta la provincia assieme a Massa, è da sempre fucina di grandi portieri. In quegli anni si sta imponendo Enrico Albertosi, della vicina Pontremoli, e Cacciatori nello stile e nel fisico un po' lo ricorda, chiaramente con minore qualità tecnica. E' alto 1,82 e pesa chili 76 chili, un portiere messo bene per l'epoca.

Nel 1961 va al Monza e l'anno seguente è a Pisa. Il primo anno è un mezzo disastro: C'è un nuovo presidente, l'avvocato Tumbiolo, cambiano 3 allenatori  e la squadra lotta per non retrocedere, dopo che la stagione precedente sfiorò la B. Cacciatori esordisce a Prato con uno 0-0 il 23 settembre del 1962, poi gioca una stagione fatta di alti e bassi. Alla fine la squadra si riprende, soprattutto con mister Trevisan,  e si salva alla terz'ultima nonostante un 2-0 subito proprio a Carrara. La stagione migliore per Cacciatori è la seconda dove la squadra getta le basi per il futuro e lotta subito per la B. In quella squadra ci sono Cosma e Barontini, che giocheranno anche in A, e il capitano De Petrillo all'ultima stagione in nerazzurro. Cacciatori mostra sicurezza e con la sua maglia nera e colletto grigio vola da palo a palo, disputando una stagione che non ripeterà in carriera. Subisce appena 23 reti, ma i nerazzurri non riusciranno ad andare in A per la sterilità dell'attacco, appena 28 reti, e chiudono comunque con un ottimo terzo posto dietro i nemici di sempre del Livorno e il Forlì. Cacciatori lascia la porta solo nell'ultima di campionato per far esordire il giovane De Min contro la Pistoiese.

Se Livorno va in B, Pisa non può aspettare troppo e il nuovo presidente Donati investe subito per vincere il campionato, anche se dirà:" Dopo gli investimenti della passata gestione, costruiremo un Pisa pratico ed efficiente". Allora, come adesso, passa solo la prima, e ovviamente i play-off non sono ancora nei pensieri degli organizzatori ne in quelli di un Macalli bambino. Per vincere ci vuole uno squadrone  e Donati affianca Cervetto a Cosma e la squadra vola anche in attacco. Cacciatori parte titolare, ma gli è stato affiancato Ceschia, un secondo di tutto rispetto. Nelle prime cinque partite Cacciatori resta imbattuto e subisce i primi gol nel vittorioso 3-2 all' Arena Garibaldi con la Lucchese. Fino al 3 gennaio, 2-2 a Siena, è titolare inamovibile e in 15 partite ha subito appena 9 gol, poi subentra Ceschia. Il Pisa ritrova la B dopo 13 anni, altra coincidenza, all'ultima giornata grazie allo 0-0 di Rimini che tiene l' Arezzo un punto sotto. Purtroppo Cacciatori non ha più posto tra i nerazzurri di mister Pinardi e torna alla Carrarese, dopo 84 presenze in nerazzurro.

Qui però si rilancia e nel 1966-67 va a Perugia dove è protagonista di una storica promozione in B, che lancerà il grifo nell'elitè del calcio. Rimane fino al 1970 nel vecchio stadio Santa Giuliana e poi ritorna a sorpresa al Pisa nel 1970-'71. I nerazzurri sono in serie B e lottano per salvarsi. Cambieranno tre portieri: Lorenzetti, Leardi e infine proprio Cacciatori. Giocherà 11 partite subendo il clamoroso 7-1 a Novara che costerà ai nerazzurri la retrocessione per differenza reti. Chiude definitivamente la sua storia in nerazzurro con l'inutile vittoria per 3-1 all'Arezzo.

Tornerà nella natia  a Carrara, dove nasce sua figlia, la futura campionessa di volley Maurizia Cacciatori