Lucchese, con Gipo Viani quasi ai vertici del calcio italiano

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25.11.2015 18:00 di Andrea Chiavacci  articolo letto 931 volte
Fonte: Wikipedia, almanacchi panini
Gipo Viani
Gipo Viani

Una storia lunga 109 anni quella della della Lucchese, fatta da grandi allenatori come Erbstein e di giocatori arrivati fino alla nazionale. Negli anni 40 le imprese più importanti con Gipo Viani dove tenne testa anche al grande Torino. Il declino  e poi il rilancio con Maestrelli, Vitale e Orrico. Dopo due fallimenti prova a tornare in alto.

Il calcio a Lucca nasce nel 1905 grazie all'dea dei tre soci fondatori, i fratelli Felice, Vittorio ed Ernesto Matteucci, che di ritorno da un viaggio in Brasile vennero affascinati dal gioco del pallone. I soci inoltre scelsero il rossonero per simpatia verso il Milan, club nato nel 1899 e già vincitore di uno scudetto, e il nome di Lucca Football Club. Il primo presidente del club, oltre ad essere giocatore e capitano fu Pietro Lavatorini. Il primo campionato toscano lo disputò nel 1909, arrivando secondo dietro il Firenze, e nel 1913 conquisto la promozione in prima categoria toscana. Uno dei primi idoli locali fu il portiere Filippo, detto pippo, Dovichi, un pioniere del ruolo che ebbe una parentesi fortunata anche nel Pisa verso la fine degli anni dieci. Nel 1914-'15 arrivò fino alle semifinali nazionali del centro sud, ma il campionato venne interrotto per la grande guerra.

Dopo la guerra venne cambiato il nome in Unione Sportiva Lucchese, con presidente Primo Casentini. Il 2 Maggio del 1920 viene scritta una delle pagine più nere della storia del calcio Lucchese e non solo. Durante un acceso derby contro il Viareggio scoppiò una rissa tra il pubblico, nel caos un carabiniere sparò un colpo di pistola che ferì a morte il guardalinee Morganti.

Nel 1924 avviene la fusione con la ginnastica Lucchese e quindi il club prese la denominazione di Unione Sportiva Lucchese Libertas che adotterà il simbolo della città, la pantera. Sembra che proprio a Lucca in quegli anni si siano viste le prime forme di professionismo nel mondo del calcio, si narra che i terzini Conti e Gattini minacciarono di non scendere in campo se non fossero pagati dalla società . Con quei guadagni sembra che saldarono alcuni debiti accumulati con il biliardo e le carte. Dopo la riforma dei campionati la Lucchese si ritrova in prima divisione nord, paragonabile all'attuale girone settentrionale di lega pro, e vince il campionato conquistando la serie B.

Negli anni trenta, dopo una ricaduta in serie C, la squadra conquista la prima storica promozione in serie A nel 1936 grazie alle intuizioni del mister Ernest Erbstein, che qualche anno dopo costruì la leggenda del Grande Torino, alle 34 reti in altrettante partite dell'attaccante Vincio Viani, che pèasserà alla Fiorentina. Nel 1936-'37 la squadra disputa un fantastico campionato da debuttante in serie A dove centra un settimo posto per merito soprattutto dellle parate del portiere della nazionale AldoOlivieri campione del mondo nel 1938 a Parigi. Nel 1939 la Lucchese torna in B e prima dell'interruzione per la seconda guerra tocca nuovamente la serie C. Nel dopo guerra la nuova ascesa con il doppio salto che riporta la squadra in A nel 1947 sotto la guida tecnica di Aldo Olivieri, passato dal campo alla panchina. 

Nel 1947-'48 i rossoneri si salvano con 36 punti in una serie A extra large a 22 squadre, dopo una lunga lotta con la Salernitana, con il grande contributo delle 19 reti di Conti I, appena due rigori, e nonostante ben tre cambi di allenatore. Proprio dalla Salernitana, laLucchese prende il tecnico Giuseppe Viani, detto Gipo, che gioca con il libero aggiunto e senza attaccante centrale, creando il sistema vianema. La partenza dei rossoneri è eclatante. ed arrivano 4 vittorie di fila e la prima sconfitta, 2-1, per mano del grande Torino alla quinta d'andata, messo in difficoltà in casa propria dopo il momentaneo vantaggio di Fabian allo scadere del primo tempo. I rossoneri chiudono l'andata al primo posto dopo un 5-1 alla Roma e nella gara di ritorno fermano il Torino sull'1-1, con Conti I che risponde alla rete di Valentino Mazzola. La Lucchese nel finale di stagione subisce un vistoso calo e termina il campionato all'ottavo posto. Il Torino finirà la sua magnifica e tragica epopea il 4 maggio sulla collina di Superga, dopo aver conquistato il quarto scudetto di fila, cinque se si conta l'interruzione per il conflitto bellico.

Viani andrà al Milan e la Lucchese da quel momento non avrà più un ruolo da protagonista assoluta e finirà in B nel 1951-52 dopo lo spareggio con la Triestina perso per 1-0 nella ripetizione a Bergamo, dopo un drammatico 3-3 a Milano; i giuliani poi si salveranno in una sorta di inedito e ulteriore spareggio contro il Brescia che era giunto terzo in B. La Lucchese entrerà in un tunnel che l'accompagnerà per anni nelle serie minori e nel 1954 si la società che era stata di Della Santina e Fontana è già in quarta serie. La rinascita nei primi anni sessanta con il ritorno in B con mister Leo Zavatti, ma dopo una salvezza faticosa già nel 1962 c'è il ritorno in C e poi nel 1966 in serie D. Nel 1968-'69 la squadra riesce a vincere un drammatico spareggio con la Sarzanese e torna in serie C.

Negli anni settanta i rossoneri disputano ottimi campionati in serie C, sfiorando più volte la B. In quegli a Lucca fece capolino anche Romeo Anconetani, il figlio Adolfo era direttore sportivo rossonero, come consulente esterno, visto che era radiato dopo un tentativo d'illecito ai tempi di Prato. Romeo, poi scelse Pisa, cambiando radicalmente la storia nerazzurra. Tornando alla Lucchese il decennio si chiude con la retrocessione in C2 e negli anni ottanta la risalita sarà lenta e faticosa.

La svolta dopo il ritorno in C1 nel 1986, con l'avvento dell'attuale direttore sportivo del Pisa Pino Vitale e del presidente Egiziano Maestrelli. Prima il duo si affida all'esperto Renzo Melani, poi prova a rilanciare Corrado Orrico, che nel 1979 aveva fatto una breve apparizione in A all'Udinese. Dopo una buona stagione chiusa al sesto posto nel 1988-'89, la stagione seguente la squadra viene rinforzata e realizza una grande doppietta: promozione in B e Coppa Italia di serie C, vinta alla favorita di Palermo contro i rosanero ai calci di rigore. Protagonisti di quella vittoria il bomber Roberto  Paci, 14 reti, e l'attaccante di movimento Simonetta, 8 gol, il fantasista Di Stefano, i centrocampisti Giusti, Monaco, Russo e Donatelli, i quali garantivano quantità e qualità. In difesa il libero  Montanari, lo stopper Pascucci, il compianto Massimiliano Fiondella, e il pittoresco e bravo portiere Pinna.

In B la squadra cambia poco e il gioco a zona di Orrico conquista tutti anche per i suoi metodi di allenamento innovativi, come la cosidetta gabbia. Importante fu l'arrivo dell'ala Massimo Rastelli che contribuì all'ottima stagione in cui la Lucchese sfiora addirittura la A, perdendo le ultime chance alla penultima giornata a Brescia. Orrico va all'Inter, portando con se Montanari, e lascia la squadra a Marcello Lippi che non ripete i fasti dell'omone di Volpara, almeno a Lucca. Dopo un avvio difficile il futuro C.t. campione del Mondo  centra la salvezza con un ottavo posto che vale anche l'accesso al torneo anglo italiano. Nel 1992-'93 torna Orrico, ma viene esonerato, per esser sostituito da un'altro tecnico amatissimo: il professore Franco Scoglio. Il tecnico di Lipari mette insieme una lunga striscia positiva e coglie una bella salvezza con i gol del solito Paci e le volate sulla destra di un giovane Eusebio Di Francesco. La Lucchese disputerà ottimi campionati di B fino al 1999, quando retrocede al termine di una stagione difficile, in cui non bastano le reti dell'eterno bomber Roberto Paci che è il rossonero con il maggior numero di reti 137, ed anche quello con più  presenze 375, nella storia del club.

La società con l'addio di Maestrelli e  l'avvento di Grassi prima, e di Hadji poi non riuscirà nella risalita. Sfiora la B nel 2001-2002, perdendo in modo rocambolesco la finale play-off con la Triestina, con il mister nativo di Lucca Francesco D'Arrigo,dopo i successi a Pisa, non smentisce il detto nemo profeta in patria. Non basta un bomber come Eupremio Carruezzo, secondo bomber di sempre con 79 reti in 7 stagioni, e nel 2007 al termine di una stagione deludente con Braglia in panchina, arriva il primo fallimento.

Qui si intrecciano di nuovo le strade di Lucca e Pisa, con l'avvento dell'imprenditore pisano Giuliano Giuliani che in tre anni riporta i rossoneri in C1, ma alla fine ci sarà il secondo fallimento. Il nuovo club presieduto da Bacci cerca di riportare tranquillità e pubblico a Lucca. Dopo la vittoria della D con Guido Pagliuca e la brillante salvezza con Galderisi i rossoneri quest'anno sono partiti male con mister Baldini. L'arrivo di Lopez ha riportato un po' d'entusiasmo.

Qualche  curiosità per chiudere: oltre a Olivieri hanno vestito la maglia della nazionale anche  l'attaccante Ernesto Bonino, 2 presenze negli anni 20, il difensore Libero Marchini che vinse con Vittorio Pozzo Commissario Tecnico le olimpiadi di Berlino del 1936, ed infine Giovanni Moscardini che ha  segnato 7 reti in 9 partite dal 1921 al al 1925 in maglia azzurra. Sono invece 40 i gol in rossonero, prima di passare al Pisa. Il meno amato tra i tanti bravi allenatori è stato il viareggino Eugenio Fascetti, anche lui nerazzurro da giocatore, che spesso litigava con i tifosi, come testimoniano varie immagini anni 90 della gialappas band a mai dire gol.