Klaus Berggreen è tornato a Pisa e riabbracciato i tifosi

03.04.2013 20:05 di Lorenzo Vannozzi Twitter:   articolo letto 2013 volte
Klaus Berggreen è tornato a Pisa e riabbracciato i tifosi

Klaus Berggreen è tornato a Pisa, non come giocatore ovviamente (anche se qualcuno dalla platea l'ha anche suggerito vista ancora l'ottima forma del danese), ma per incontrare i suoi vecchi tifosi e ritornare in una città che, durante la sua permanenza in nerazzurro, gli ha regalato tanto affetto. Sentimento che non sembra essersi affievolito dopo anni visto il pubblico che affollava l'auditorium della Provincia di Pisa nel centro Maccarone dove l'associazione Cento aveva organizzato questo incontro pubblico con l'ex calciatore.  Molti aneddoti, immagini e ricordi hanno riportato indietro di qualche anno, verso un calcio che, inutile e retorico dirlo, non c'è più. Quello a tinte nerazzurre di Berggreen si è sviluppato tra il 1982 e il 1986 prima della cessione alla Roma con 124 presenze e 29 reti contribuendo ad una salvezza in A al suo arrivo e alla storica promozione del 1984-85. Tutto sotto la presidenza di Romeo Anconetani a cui Berggreen era molto legato e per il quale ha molti aneddoti "su di lui avrei potuto scrivere un libro – dice il danese – sin dal mio arrivo (che avvenne nell'estate 1982 dal Lyngby per 270 milioni di lire come primo straniero dell'era Anconetani assieme a Caraballo) . Mi presentai vestito alla danese e lui praticamente mi rivestì. Era solito farci molti regali portandoceli il sabato in ritiro, anche se alla fine poi ce li toglieva dai premi. Ricordo una persona molto superstiziosa: una volta, sempre in ritiro, un calciatore ruppe un bicchiere e il giorno dopo vincemmo. Vi lascio immaginare nei tre mesi successivi cosa c'era in terra ogni sabato, ma alla fine poi vedemmo che non ci portava più a niente e interrompemmo questo “rito””. Adesso Berggreen non gioca più se non “con una squadra di over 40 con la quale ci divertiamo il lunedì sera assieme ad un altro “pisano” come Larsen e i due fratelli Laudrup”.  Ma il racconto più carino forse è quello sul suo rinnovo contrattuale:”Romeo era solito far firmare i rinnovi alla cifra che voleva lui, con la sua autorità. Al momento del mio rinnovo, io ero contento anche del lavoro che avrei potuto fare con la laurea in economia e commercio per cui, se non avessimo rinnovato alle cifre che leggevo sui giornali  che rispecchiavano il mio valore sarei tornato in Danimarca. Lui rinunciò, ma l'ultimo giorno di mercato venne con un volo privato in Danimarca per farmi firmare alla cifra che avevo chiesto”. Quindi poteva essere considerata come una sconfitta per lui”Direi di no visto che poi mi vendette alla Roma per 4 miliardi di lire. Anche su questo trasferimento poi ci fu una cosa curiosa: inizialmente lui trovò l'accordo col Napoli per 2,5 miliardi, ma io ero in parola con Eriksson e questo lo fece molto arrabbiare. La sua arrabbiatura però durò solo fino al momento in cui seppe che ci avrebbe guadagnato quasi il doppio,  abbracciandomi e baciandomi per questo”. Anche una notizia riguardante la sua attuale attività con un azienda che impegnata nel settore tessile: "Che ho chiamato Pi.Ro. in onore delle due squadre a cui sono rimasto più legato". Al termine dell'incontro cena presso la Pizzeria "Da Giorgino" dove Klaus ha ricevuto ancora tanto calore dai presenti rimanendo visibilmente colpito ed emozionato. Adesso non resta che rivederlo all'Arena per assistere ad una partita del Pisa per salutare quello stadio che era una bella cornice delle prove sue e di quella squadra, ma che speriamo in futuro possa tornare ad esultare per campioni del genere.