Il Pisa fa 13. Nerazzurri convincenti: qualità, idee e comunità d'intenti alla base della svolta

14.04.2019 19:00 di La Redazione Twitter:    Vedi letture
Il Pisa fa 13. Nerazzurri convincenti: qualità, idee e comunità d'intenti alla base della svolta

La vittoria di Arzachena lancia sempre di più il Pisa al terzo posto ma la squadra di D'Angelo soprattutto convince di più di partita in partita ed i numeri assumono contorni davvero importanti.

13, i risultati positivi conquistati consecutivamente. Striscia davvero notevole con 31 punti fatti sui 39 disponibili. Eguagliato il filotto del Pisa 2016 targato Gattuso, ma nello stesso numero di match i punti fatti furono 27. Tra i dati che risaltano il numero delle reti subite: 2 nelle ultime 8 gare. Soltanto 3 invece in trasferta in tutto il girone di ritorno, ma nessuna su azione (2 rigori ed una palla inattiva). Ritrovati gli attaccanti: Moscardelli e Marconi a braccetto con 8 gol ciascuno per una cifra complessiva di 16. Non male considerando che alle loro spalle ci sono due elementi di spessore come Masucci e Pesenti.

Probabilmente neanche il tifoso più ottimista avrebbe pronosticato il Pisa in pole per il terzo posto a 270' dalla fine della stagione regolare ed invece i nerazzurri sono in corsa per tutto (difficile) e rischiano di avere molti rimpianti. E poi un gruppo forte come poche altre volte: elementi come Gamarra e Lidin che trovano spazio, senatori come Di Quinzio che si sacrificano nel ruolo di terzino. Piccole cose che fanno capire quanto sia grande lo spogliatoio del Pisa di Luca D'Angelo.

Un allenatore che si sta conquistando il rinnovo che arriverà a stretto giro di posta: l'intelligenza di non essere integralista ma non solo. Intuizioni imprevedibili: da Lisi terzino alla volontà di interpretare il ruolo di trequartista in una certa maniera. Minesso ed Izzillo hanno recepito. Quest'ultimo tra l'altro in crescita, così come Meroni e Birindelli nelle ultime settimane oltre ad un ritrovato Brignani. Il tutto al netto di 3 assenze pesanti: Verna, De Vitis e Liotti. Uno dei segreti adesso sarà la convinzione di non aver ancora fatto nulla. Finire al meglio la stagione regolare e poi, ancora di più, tutti insieme verso un unico obiettivo.