Il doppio ex Petar Golubovic: "Pisa resterà per sempre nel mio cuore. Pistoia esperienza molto formativa"

07.02.2019 19:00 di Andrea Martino Twitter:    Vedi letture
Petar Golubovic
Petar Golubovic

Partito in sordina e poi affermatosi come il proprietario della fascia destra difensiva del Pisa allenato da Gennaro Gattuso, il serbo Petar Golubovic in nerazzurro ha trascorso due stagioni. Dal 2015 al 2017 ha collezionato 63 presenze e 1 rete, quella bellissima messa a segno contro la Maceratese sotto alla Curva Nord. Lo abbiamo raggiunto per farci raccontare le sue sensazioni e i sui ricordi legati alla squadra nerazzurra e alla Pistoiese, formazione con cui ha disputato il campionato di Serie C nella stagione 2014-2015.

Pisa nel difensore serbo evoca ricordi bellissimi. "Posso affermare senza esitazioni che a Pisa ho trascorso i due anni più belli della mia carriera, e a livello personale sono maturato tantissimo avendo avuto la fortuna di conoscere persone molto importanti per me". "Ogni domenica allo stadio era uno spettacolo - prosegue Golubovic - la passione e l'attaccamento che i tifosi dimostravano non l'ho mai provata da nessun'altra parte". "Giocare per il Pisa è una fortuna".

In due anni Golubovic è passato dalla gioia per la promozione in B al campionato cadetto travagliato dai problemi societari, concluso con la retrocessione in Serie C. "Il ricordo della retrocessione fa ancora male - spiega - purtroppo la situazione al termine della stagione era irrecuperabile. Ma già essere arrivati a giocarci la permanenza in Serie B fino a poche partite dalla fine è stato un miracolo per come avevamo iniziato quella stagione". "Con la vecchia società non funzionava niente, eravamo completamente soli". "Soltanto grazie alla presenza di mister Gattuso e al suo staff siamo riusciti a rimanere tutti uniti remando fino in fondo dalla stessa parte. Senza di lui probabilmente ci saremmo sfasciati molto prima".

"Anche nel campionato precedente - continua il difensore serbo - il carisma del mister avevano fatto la differenza. Centrammo un risultato incredibile grazie ad un'unione di forze totale". E parlando proprio di Gennaro Gattuso, Golubovic svela che "onestamente mi aspettavo una sua carriera così veloce. Ha tutto per diventare un grande allenatore: dall'esperienza passata come campione in campo, alla preparazione come tecnico. Inoltre è contornato da uno staff di primissimo livello, che fa lavorare la squadra al massimo delle potenzialità". "E' una persona dal cuore grande, che dà tutto ai suoi giocatori - continua - ma ovviamente chiede indietro il massimo dell'impegno. Sono sicuro che continuerà a crescere anche come mister ottenendo molti successi". I contatti con i ragazzi che componevano quella squadra sono ancora intensi: "Mi sento sempre con quasi tutta la squadra. Eravamo amici oltre che compagni. Condividevamo praticamente tutto, e anche oggi non passano troppi giorni senza che ci telefoniamo o scambiamo qualche messaggio".

Prima di approdare a Pisa nell'estate del 2015, Golubovic aveva disputato una stagione a Pistoia. "Fu un bell'anno anche quello. Nel campionato precedente avevo disputato quattro spezzoni con il Novara, per cui si può dire che la Pistoiese è stata il mio battesimo nel calcio vero. Ero molto giovane, e ho potuto giocare con continuità in una squadra con degli ottimi valori tecnici e un grande rapporto umano". "Ci salvammo alle ultime giornate - commenta - perché durante il cammino incontrammo qualche difficoltà. Ma fu comunque una bella annata, della quale conservo ricordi positivi sia della società che dell'ambiente".

Adesso Petar Golubovic gioca nella Serie A belga, con il Kortrijk. "Quando sono arrivato ho giocato titolare per un paio di partite. Poi per scelta tecnica ho trascorso qualche gara in panchina e adesso gradualmente sto ritrovando il campo. Sono felice e sono contento di potermi misurare con una realtà completamente diversa dall'Italia". Diversa in meglio? "Non direi così. Semplicemente qui in Belgio il calcio è inteso in un modo differente. Difficilmente le partite terminano 1-0. C'è molta più libertà a livello tattico, e quindi le squadre giocano sempre a viso aperto. Per gli spettatori forse è più divertente, ma dal punto di vista di un difensore come me si impara meno. L'Italia, a qualsiasi livello, è il top per chiunque giochi in difesa". "In Belgio viene data molta più importanza all'aspetto fisico: bisogna essere sempre al top perché altrimenti si fa fatica contro chiunque".

In chiusura Golubovic dedica un pensiero al Pisa e ai suoi tifosi: "Vorrei salutarvi tutti, uno per uno, e ringraziarvi per gli splendidi ricordi che mi avete lasciato. A Pisa c'è un pezzo del mio cuore: vi abbraccio e vi dico che vi voglio bene".