Estati nerazzurre: 1990, arriva Lucescu ma sfuma Raducioiu

Alcuni aneddoti sulla storia di Raducioiu sono estratti dal sito Cristiano Carrero lo story telling
 di Andrea Chiavacci Twitter:   articolo letto 636 volte
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Il Pisa 1990-91
Il Pisa 1990-91

Nell'estate del 1990 l'Italia è completamente nel pallone. Stavolta in modo positivo, visto che è l'anno delle notti magiche di Italia 90. In quel mese di sogni, illusioni e grandi partite il Pisa prepara la stagione del ritorno in Serie A. Proprio i Mondiali sono una vetrina importante per fare mercato. Romeo Anconetani dopo l'ultima di campionato con il Parma è salito sulla Torre, chiusa da sei mesi, e ha promesso:"Faremo una grande squadra per andare in Europa". Forse il presidentissimo si era un po' allargato però le premesse sono buone. Dal Velez Sarsfield è arrivato il promettente centrocampista argentino Diego Pablo Simeone, già attenzionato dal C.t. biancoceleste Carlos Bilardo che però non lo porta ai Mondiali. A centrocampo arriva anche il dnese Harnrik Larsen dal Lingby. Il terzo straniero è Mario Been e il Pisa vorrebbe venderlo. In attacco il Pisa scommette sul rapido attaccante del Cosenza Michele Padovano che prende così il posto di Incocciati, ceduto al Napoli, al fianco del bomber Lamberto Piovanelli, reduce da una stagione trionfale con 18 reti.

Il fascino dell'Est. Il muro di Berlino non c'è più, l'Europa orientale inizia a sgeretolarsi. Il 25 dicembre del 1989 un colpo di stato mette fine al regime di Ceaucescu in Romania. Il vento dell'Europa sta cambiando e influenza anche il calcio italiano. La Juve ha già rispedito al mittente Zavarov, il primo sovietico arrivato in Italia,  e la Samp acquista il solido Mikhailichenko . A Romeo piace il calcio innovativo di Mircea Lucescu, già C.t. della Romania e tecnico della Dinamo Bucarest affrontata in amichevole nel febbraio del 1990 all'Arena. Proprio al termine di quella sfida Romeo contatta Lucescu e in breve tempo lo porta a Pisa, affiancandogli Luca Giannini, il mister della promozione in A. Lucescu vuole a tutti i costi un altro attaccante da affiancare a Piovanelli e Padovano. Si tratta del suo pupillo Florin Raducioiu in campo nell'amichevole vinta dalla Dinamo per 1-0 a Pisa. L'attaccante però dal ritiro della sua nazionale in vista dei mondiali a Bisceglie fa sapere che non intende venire in Italia. In pole c'è l'Anderlecht. Il Pisa però insiste e batte anche la concorrenza del Bologna. Raducioiu stavolta non parla ma sembra ormai un giocatore nerazzurro.

Vince l'amore.  Raducioiu è titolare nel debutto della Romania a Italia 90 contro l'Urss a Bari il 9 giugno. In quella gara vinta 2-0 dalla Romania. Il 20enne centravanti  si mette in mostra, tanto da destare l'interesse del presidente del Bari Giuseppe Matarrese, fratello dell'allora numero uno della Figc Antonio. I pugliesi si inseriscono nella trattativa quasi conclusa dal Pisa e puntano anche al cuore di Florin. L'attaccante si è innamorato di una ragazza di Bisceglie, tanto da lasciare la fidanzatina 17enne con cui stava insieme a Bucarest. I tifosi del Bari iniziano ad esporre durante le partite striscioni per la stellina rumena:"Raducioiu Bari ti ama" e Mataresse entra a gamba tesa nell'affare tanto da ridiscutere un contratto ormai pronto che diventerà carta straccia. “Lucescu ci trattava come oggetti- dichiara in un'intervista Raducioiu- Matarrese è una persona davvero squisita. La qualità che apprezzo di più negli uomini è l’onestà. Ebbene, il presidente del Bari mi ha colpito proprio per la sua grande onestà. Lo ripagherò…” Apriti cielo. Anconetani grida all’estorsione, Lucescu invece parla di tradimento. Alla fine della telenovela paragonabile a un Topazio dell'epoca Raducioiu va a Bari, oggi si direbbe una scelta di cuore, ma ad Anconetani la cosa non andrà giù per diverso tempo, compromettendo il rapporto con i Mataresse. Raducioiu diventerà più famoso per i gol  sbagliati che per quelli fatti, anche se tecnicamente non era male e cercava sempre le cose più difficili da fare,  e idolo indiscusso della gialappas band. Troverà comunque il tempo di segnare ai nerazzurri al San Nicola il giorno dell'Epifania del 1991 e di vendicarsi davanti al vecchio maestro Lucescu; salvo poi riabbracciarlo nell'estate 1992 al Brescia. Tornando all'estate del 1990 a Pisa resta Mario Been,  poi l'olandese sarà tagliato a ottobre per prendere Chamot visto che il numero massimo di stranieri in A è sempre di tre.

Tourneè in Belgio e l'illusione di fine estate.  Intanto si inizia a preparare la stagione. Dopo il classico ritiro a Volterra il Pisa di Lucescu  parte per una tourneè in Belgio. I rapporti sono buoni dai tempi dell'ingaggio di Severeyns dall'Anversa e il Pisa rimedia un cartellone con tre partite. L'8 agosto l'esordio è disastroso visto che proprio l'Anversa , squadra che parteciperà all'Uefa, travolge il Pisa per 4-0. L'11 agosto il Pisa si riscatta e impone il 3-3 ai vincitori della coppa nazionale del Liegi e l'indomani i nerazzurri bloccano sullo 0-0 il Gent. Il Pisa comunque inizia alla grande la stagione vera. In Coppa Italia elimina l'Udinese con un doppio 1-0  firmato sia al Friuli che all'Arena da Piovanelli e parte di slancio in campionato. Piovanelli segna il primo gol della nuova serie A regalando la vittoria per 1-0 a Bologna il 9 settembre, poi sette giorni dopo firma una doppietta nel 4-0 al Lecce, dove vanno a segno anche Simeone e Padovano. L'estate si chiude con il Pisa primo in A assieme a Milan e Inter. Sarà solo una grande illusione. La sfortuna tartassa i nerazzurri con tanti infortuni, il più grave dei quali lo subisce Piovanelli dopo l'entrata killer di Domini nella sfida contro la Lazio all'Olimpico. Lucescu viene esonerato e il Pisa retrocede. Raducioiu si salverà con il Bari ma dopo un buon avvio segnerà appena 5 gol. I pugliesi lo cedono al Verona per ingaggiare Platt. Quel 1990 resta comunque un dolce ricordo, visto che in quelle notti magiche il Pisa respirava il profumo della serie A quando il nostro era sempre il campionato più bello del mondo.