Calciomercato story: quelli che ritornano

09.01.2019 15:00 di Andrea Chiavacci Twitter:   articolo letto 1131 volte
Calciomercato story: quelli che ritornano

Luca Verna è il sesto giocatore che ritorna a Pisa durante il mercato di gennaio. Tutti casi diversi e con il particolare che Verna torna da un prestito e vestirà il nerazzurro per la terza volta. L’impatto migliore a gennaio lo ha dato sicuramente Gabriel Raimondi nella stagione 2010-2011.

Cuore di capitano. Ceduto con suo grande dispiacere nel mercato di gennaio del 2009, con un Pisa in piena emergenza difensiva, Gabriel Raimondi dopo due anni esatti torna a vestire il nerazzurro. E’ un altro Pisa, che da neopromosso lotta per restare in C1. Lui che nel 2007 è stato tra i protagonisti del ritorno in B con Piero Braglia e nella stagione successiva pilastro della squadra dei sogni che sfiorò la A con Giampiero Ventura. Il Pisa è allenato da Leonardo Semplici, che ha sostituito da poco Stefano Cuoghi. Raimondi da combattente nato si cala nella parte, ma la squadra non ingrana. Il presidente Battini esonera Semplici che è a un passo dall’ultimo posto alla vigilia dello scontro diretto con la Cavese e chiama Dino Pagliari: sarà la svolta. Il Pisa vince soffrendo a Cava e Raimondi guida una difesa che ritrova compattezza e conserva quanto di buono in avanti riescono a fare Fanucchi e Carparelli. La salvezza arriva in anticipo e senza grossi affanni. Raimondi resta fino all’estate del 2012 quando la società decide di non rinnovargli il contratto poco dopo aver festeggiato le cento presenze in nerazzurro.

D’Anna e Genevier non incidono. Altri due protagonisti del Pisa di Ventura torneranno in nerazzurro, ma senza grande fortuna. Nel gennaio 2009 l’esterno sinistro Emanuele D’Anna viene richiamato dopo appena sei mesi dal suo passaggio in al Chievo Verona. Nel gennaio 2007 il suo arrivo fu importante per il ritorno in B, 15 presenze e un gol inutile nella sconfitta per 2-1 a Padova, ma soprattutto è stato uno dei punti di riferimento del 4-2-4 di Ventura. Il giocatore che sulla fascia garantiva si9a spinta che copertura. La seconda avventura è deludente e si chiude con la retrocessione nel tristemente famoso Pisa-Brescia, deciso dal gol in pieno recupero di Zambrella. In campo quel giorno c’era anche Gael Genevier quel giorno. Il francese dopo il fallimento del Pisa passerà prima al Siena, poi al Torino e infine al Livorno. In B però trova poco spazio con gli amaranto e allora nel gennaio 2012 nasce l’idea di riportarlo a Pisa. Purtroppo arriva in un momento difficile. Tra gennaio e febbraio la squadra raccoglie appena un punto e passa dalla zona playoff all’anonimato. Pagliari viene esonerato si punta su Pane. L’obiettivo è vincere la Coppa Italia di serie C , ma il regista Francese non riesce a incidere come ai tempi della B quando dai suoi piedi partivano tante azioni pericolose. Appena 9 presenze e zero reti, con il sogno di vincere la Coppa che svanisce nella finale di ritorno con lo Spezia all’Arena.

Mannini, bene la terza. Il colpo arriva l’ultimo giorno del mercato di gennaio del 2014. Fabrizio Lucchesi riesce a portare a Pisa dopo dieci anni Daniele Mannini. In rotta con il Siena Mannini firma un contratto fino al termine della stagione, parla poco e ha voglia di tornare a buoni livelli dopo aver visto poche volte il terreno di gioco. L’impatto è buono con una prestazione positiva nello 0-0 con il Catanzaro in casa e con il gol nel 2-2 di Pontedera, punto esclamativo di una grande partita che però non serve a regalare tre punti al Pisa raggiunto due volte. Ottima la prova anche nel 2-1 con il Perugia, poi la squadra cala e in panchina Menichini sostituisce Cozza. Quello di Pontedera è l’unico gol di questa seconda avventura nerazzurra che si chiude con l’eliminazione nella semifinale playoff a Frosinone, dopo che all’andata Daniele aveva avuto la grande chance per portare in vantaggio i nerazzurri all’alba della partita. Una svolta mancata, che inciderà molto sul doppio confronto con i ciociari. A fine anno le strade di Mannini e del Pisa si separano e Daniele passa al Lecce. Andrà meglio la terza volta quando ancora Lucchesi, assieme a Gennaro Gattuso, convince Mannini a tornare a Pisa. Sarà serie B, ma questa è un'altra storia.

Logarzo decisivo. Nel gennaio 2001 Francesco D’Arrigo cerca un centrocampista in grado di dare ordine e qualità in mezzo al campo, dopo aver bocciato Ivan Del Prato acquisto di spicco dell’estate prelevato dall’Albinoleffe. Il centrocampista viene ritenuto troppo lento e la società lo cederà al Mantova, Del Prato poi si riprenderà una clamorosa rivincita due anni dopo portando in B l’Albinoleffe proprio a spese del Pisa. A quel punto c’è un ritorno di fiamma per Pasquale Logarzo che due anni prima era stato tra i protagonisti del ritorno in C1 a suon di record prima di esser ceduto alla Spal. Logarzo non è brillante come nella prima esperienza in nerazzurro, dove realizzò sei reti più quella invalidata dallo 0-2 a tavolino contro il Prato nel giorno della festa promozione rinviata. Logarzo però diventa decisivo quando la squadra si ritrova inaspettatamente nelle parti basse della classifica realizzando un gol pesantissimo su rigore al modena capolista nella gara giocata sul neutro di Arezzo dopo la squalifica dell’Arena per i disordini nel derby con il Livorno, nella  gara sospesa per i seggiolini lanciati in campo. Un 1-1 che di fatto mette il Pisa al riparo da ogni sorpresa. Logarzo segnerà sempre su rigore nel pareggio per 1-1 con la Reggiana alla penultima di campionato, prima di chiudere definitivamente in nerazzurro sette giorni dopo nella sconfitta per 2-1 a Como.