Andrea Arrighini: "Il Pisa ha le armi per fare male alla Triestina. Meritiamo la vittoria"

05.06.2019 11:00 di Andrea Martino Twitter:    Vedi letture
Andrea Arrighini: "Il Pisa ha le armi per fare male alla Triestina. Meritiamo la vittoria"

Ieri sera come di consueto è andata in onda la puntata settimanale de "Il Neroazzurro". Negli studi di 50 Canale uno degli ospiti della trasmissione è stato l'ex attaccante del Pisa, attualmente al Carpi, Andrea Arrighini. Il giocatore pisano ha illustrato la sua opinione sulla finalissima che metterà gli uomini di mister D'Angelo di fronte alla Triestina.

"Il Pisa ha vissuto un 2019 pazzesco. Vedo una squadra in salute", spiega Arrighini. "La dimostrazione è la vittoria di Arezzo, in un campo mai violato prima - prosegue - questi risultati danno una spinta psicologica molto forte. Tutto il gruppo è coeso attorno all'allenatore. Anche questo è un fattore molto importante in vista della finale". "E poi è impossibile non sottolineare la spinta del pubblico. Sappiamo tutti che l'Arena Garibaldi sa dare uno stimolo e una carica che fanno la differenza".

"I nerazzurri possono contare su un ottimo allenatore, molto abile anche nella gestione del gruppo", sottolinea l'ex nerazzurro. "E' riuscito a dare una grande identità allo spogliatoio. Spero che stasera i ragazzi riescano ad incanalare il confronto". "Di fronte ci sarà una Triestina molto forte, con una coppia offensiva veramente ben assortita. Granoche e Costantino sono due elementi molto importanti per la categoria. Però il Pisa ha armi tattiche ben affinate, che potranno dare fastidio agli alabardati".

"Gli avversari dovrebbero giocare con il 4-4-2 e quindi il Pisa, con la presenza del trequartista, potrebbe essere avvantaggiato. Minesso o chi giocherà in quella posizione dovrà riuscire a determinare molte situazioni", sottolinea Andrea Arrighini. "Siamo arrivati nell'ultima settimana della stagione - prosegue - e quindi è normale che adesso si lavori maggiormente sul piano tattico. Forzare sul piano atletico è inutile: la condizione non può essere migliorata, si può soltanto lavorare sul piano psicologico dell'atleta, puntando a mantenere il fisico pronto allo sforzo". "La tensione è giusto averla in queste occasioni - spiega il giocatore del Carpi - ovviamente non deve soverchiare la concentrazione, perché altrimenti si va incontro ad una figuraccia. In partite come queste è impossibile non essere nervosi, tesi e anche un pizzico preoccupati: sono gli ingredienti necessari per mantenere alta la concentrazione".