Allenatori nerazzurri: Giampiero Ventura

08.11.2016 09:00 di Andrea Chiavacci Twitter:   articolo letto 1044 volte
Allenatori nerazzurri: Giampiero Ventura

Il calcio più bello e spettacolare visto a Pisa dopo il fallimento del 1994. Il se vogliamo possiamo che diventa realtà e una promozione in A sfumata per i tanti infortuni. Giampiero Ventura proprio a Pisa nel 2007 ha ritrovato la strada giusta che lo ha portato a quasi 70 anni alla carica più alta, quella di C.t. della nazionale. Purtroppo la bella favola nerazzurra terminò con l'esonero nella primavera del 2009.

L'arrivo tra mille perplessità ma poi  di colpo comincia lo show. Nell'estate 2007 Pisa è in festa per il ritorno in B dopo 13 anni. Il condottiero della promozione è stato piero Braglia, ma il tecnico di Grosseto ha già firmato con la Lucchese. In città c'è un po' di ansia perchè il gruppo promozione viene praticamente disgregato. Per la panchina il presidente Covarelli sceglie Giampiero Ventura. Un allenatore esperto e vincente ( ha portato in A Lece e Cagliari nella seconda metà degli anni 90) ma reduce da stagioni poco convincenti e da una sfortunata retrocessione in Serie C  con il Verona che comunque aveva preso all'ultimo posto e riuscì a portare ai playout persi contro lo Spezia. Si punta su tante scommesse. L'attaccante Castillo, 6 reti al Frosinone e arrivato in B solo dopo i 30 anni, il talento ancora discontinuo del romanista Alessio Cerci e il centrocampista della Sangiovannese Gael Genevier, a cui vengono affidate le chiavi del centrocampo malgrado non abbia mai giocato in B prima di allora. L'unica certezza tra i nuovi è Vitaly Kutuzov. Ventura ,malgrado la conferenza fiume di presentazione al B e B hotel, parla soprattutto attraverso il lavoro. La squadra fin dall'estate studia molto la fase offensiva cambiando decisamente impostazione di gioco rispetto alla stagione precedente. Già in Coppa Italia arriva la bella vittoria in rimonta a Pistoia contro il Brescia e al San Paolo di Napoli un supergol di Kutuzov spaventa gli azzurri che vinceranno solo ai supplementari con la tripletta di lavezzi al suo esordio in Italia. Il buongiorno si vede dal mattino anche in campionato quando a Bari il Pisa gioca un primo tempo spettacolare ma non va in gol. Nella ripresa ci pensa due volte Castillo che regala ai tifosi la prima grande gioia della stagione. In avvio le perplessità sono soprattutto  su Cerci, un mancino che Ventura posiziona a destra. Ventura punta sul 4-2-4 e la squadra vola soprattutto in trasferta. Dopo le sconfitte interne con Frosinone e Brescia arrivano ben sei successi di fila che portano la squadra al primo posto dopo 18 anni in B. Memorabili le gare di Treviso e Bergamo dove i nerazzurri danno lezioni di calcio. Si subisce qualcosa di troppo ma si segna a raffica. Castillo, Kutuzov e Cerci sono inarrestabili, D'Anna è decisivo nel fare le due fasi, al centro Braiati fa legna e Genevier disegna le geometrie giuste. In difesa Zoppetti e Zavagno, con Braglia giocò mezzora, macinano chilometri mentre al centro Trevisan ci mette il fisico e Raimondi passa da essere un terzino di grande impeto a fulcro della costruzione del gioco dal basso. Lanci precisi e ripartenze che lo portano a segnare il suo primo gol in B nel 3-1 al Piacenza. Al termine di quella gara che lascia il Pisa in testa al campionato un tifoso esclamerà:" E' il Pisa più bello che ho visto dai tempi di quello di Luca Giannini". Forse non più forte ma sicuramente spettacolare. Il Pisa di Ventura entusiasma tutti e con quella stagione 1989-90 la similitudine con il bel gioco d'attacco non è certo un offesa. Inoltre Castillo riuscirà con 21 reti a battere il record di gol in B di Lamberto Piovanelli che resisteva proprio da 18 anni.

Solo la sfortuna fermò quella squadra.  Pisa sogna la A. Il calcio di Ventura è davvero spettacolare e anche un 3-3 contro il Modena non fa certo storcere la bocca nessuno. Il se vogliamo possiamo diventa un ritornello a cui tutti cammin facendo iniziano a credere. In trasferta la squadra ha un passo incredibile, 12 vittorie a fine stagione con le goleade di Spezia e Frosinone ancora vive negli occhi dei tifosi, ma saranno soprattutto gli infortuni a frenare i nerazzurri. Quello più grave capita a Cerci a Brescia, ma anche Castillo, Kutuzov, Zoppetti e altri finiscono la stagione tra gli acciacchi. Sfuma il sogno della promozione diretta anche perché Chievo Verona e Bologna viaggiano a mille, ma anche Lece Albinoleffe e Brescia. I nerazzurri mantengono il sesto posto che vale i playoff. Con 61 reti fatte la gara più bella è forse uno 0-0 a Modena quando Frezzolini parò di tutto. Ai playoff il Pisa affronta il Lecce. All'andata viene subito annullato un gol a Castillo sul filo del fuorigioco, poi un gran gol di Tiribocchi porta la finale e la Serie A verso il salento. Al ritorno il Pisa perde 2-1 al Via Del Mare ma due giorni dopo si merita comunque l'applauso dell'Arena. Covarelli però lascia Pisa, perchè Perugia è Perugia, e arriva il nuovo presidente Luca Pomponi che vuole portare Costacurta. Il Pisa è già in ritiro a Norcia in silenzio stampa. Ventura alla fine resta ma non è la stessa cosa.

Finale amaro. Partono Castillo, Cerci e Kutuzov. Il giocattolo si rompe. Va detto comunque che con Ventura qualche scampolo di bel calcio si vede comunque. Soprattutto contro l'Empoli. I nerazzurri vincono 3-0 al Castellani e 2-0 all'Arena giocando le gare più belle della stagone 2008-2009. A 9 giornate dal termine il Pisa sembra ormai salvo ma poi arrivano 4 sconfitte di fila e l'esonero dopo la sconfita a Cittadella. Finisce male una storia che sapeva di favola. Ma finisce male soprattutto per il Pisa che a fine stagione retrocede con Giordano in C e poi arriverà anche il fallimento. Per Ventura Pisa è il trampolino di rilancio. Andrà a Bari, dove Conte lo aveva un po' imitato nel gioco, disputando una prima grande stagione in A ( ma alla seconda arrivano le dimissioni) e poi l'avventura al Torino che riporta prima in A e poi in Europa. A 68 anni Ventura arriva ad allenare la nazionale italiana che sta cercando di portare ai mondiali in Russia del 2018. Con Pisa c'è stato un gran feeling per il bel gioco che da queste parti mancava da troppo tempo ma non un grande amore anche se applausi e cori soprattutto nella prima stagione non sono mancati. A pelle Ventura non è il tipo di allenatore che fa innamorare i pisani. Più bravo a parlare di tattica che di cuore. Sicuramente un grande allenatore , professionale e molto preparato. Non è però un gladiatore e bada più alla forma che alla sostanza. Anche se va detto che un po' di bellezza ha saputo regalarla.