Luca Trotta:"Impressionato dalla didattica della PSS"

Il preparatore atletico degli allievi nazionali dell'AcPisa1909 parla del suo approccio con la PSS nella prima puntata di questa rubrica dove, periodicamente, tecnici e corsisti della scuola, parleranno di tematiche tecniche e organizzative della Pis
27.10.2012 15:10 di La Redazione Twitter:    Vedi letture
Luca Trotta:"Impressionato dalla didattica della PSS"

"Sono contento della proposta di Lorenzo Vannozzi di iniziare questa collaborazione con tuttopisa.it.
La scuola di formazione per giovani allenatori Pisa Soccer School iniziata grazie alla spinta di Roberto Baggio a Pisa ha bisogno di essere comunicata, capita, spiegata. Al tempo stesso vorrei struttare questa opportunità per far crescere il desiderio degli stessi corsisti di raccontare la loro esperienza, il loro vissuto dentro la scuola e dentro la loro società sportivo, coi nostri docenti ma anche coi suoi bambini.
Iniziamo questa collaborazione cogliendo lo spunto di Luca Trotta, collaboratore a Fisiokinetic di Simone Casarosa, vice presidente della PSS, e preparatore atletico del Settore Giovanile dell'AC Pisa 1909.

Adriano Bacconi
Presidente PSS"

 

 

Al termine del primo corso di base della Pisa Soccer School nel quale come corsisti abbiamo conosciuto a fondo il metodo di Mister De Paoli e in particolare la sua applicazione alle categorie giovanili dalla scuola calcio agli esordienti, siamo stati a contatto con docenti di varie discipline tutte inerenti la metodologia di allenamento, lo sviluppo motorio, la tecnologia applicata al calcio, la psicologia e la respirazione.

La cosa che mi ha più impressionato è stata la didattica, non lezioni frontali, slide e di tanto in tanto pratica in campo, ma lezioni in codocenza, seguite o da immediate sessioni in campo o da working groups in cui si lavorava davvero nel creare esercitazioni che poi venivano riproposte in campo.
Arrivati in campo si è passati da osservatori nell'apprendere il metodo a veri e propri esecutori pronti al dibattito con i docenti stessi. Ho notato una crescente consapevolezza nei propri mezzi da parte di tutti, siamo diventati in poco tempo un gruppo che condivide idee che si scambia informazioni, che va oltre al campanilismo delle società.
Basti vedere come abbiamo gestito le Olimpiadi dei Bimbi, prima grande prova sul campo, nel quale ogni bambino si è sentito bravo come l'altro senza necessariamente sapere chi fosse o dove giocava il bambino a cui passava la palla.
Oltre alla didattica, il "metodo" mi ha aperto un piccolo mondo, che mette lo spazio e la comunicazione al centro di un percorso di sviluppo cognitivo di un bambino che forse non diventerà Baggio ma divertendosi imparerà, migliorerà e crescerà, dentro e fuori dal campo.

Un altro mio compagno di corso e di gruppo, Damiano Batisti, laureando in Scienze Motorie scrive:
"Inizialmente non avevo ben chiaro il metodo e l’ideologia della Pisa Soccer School, ma soltanto una vaga concezione di utopia calcistica osservabile in quel calcio blaugrana quasi fantascientifico. Adesso invece, posso affermare con certezza che, grazie a questa nuova metodologia e concezione del calcio, rivoluzionaria e altamente innovativa, si sia fatto un piccolo passo per degli obiettivi che possono diventare realtà.
La fortuna di partecipare ad un corso particolare e differente dai soliti studi calcistici, mi ha dato la possibilità di poter osservare e insegnare il calcio con “occhi diversi”, con “occhi nuovi”, che non si limitano alla semplice forma o struttura del contenuto, dei mezzi di allenamento, ma colgono ogni suo aspetto particolare, utilità ed efficacia.
Sapersi immedesimare nella favola, nella battaglia o nella conquista del castello è la parte che sicuramente mi ha entusiasmato e colpito in modo maggiore per poter agire in determinati aspetti tecnico-tattici-motori attraverso la fantasia e il coinvolgimento dei bambini.
In questi giorni, come preparatore atletico del settore giovanile della società A.C. Cascine Sportiva, sto iniziando ad attraversare i primi “percorsi infuocati”, le prime “rapide” e “zone di alta tensione” per costruire un certo tipo di percorso coordinativo-motorio con la partecipazione di tutti i bambini.
Credo vivamente in questo progetto e penso che impegnarsi a condividere e portare avanti un’idea così preziosa possa dare i sui frutti nel minor tempo possibile."

Luca Trotta, laureato in scienze motorie, preparatore atletico Allievi Nazionali A.C. Pisa 1909