Com'è nato l'amore per il Pisa? Colpa di quella partita contro il Rimini

 di Lorenzo V. Twitter:   articolo letto 504 volte
Com'è nato l'amore per il Pisa? Colpa di quella partita contro il Rimini

"Qual è stata la prima partita del Pisa che hai visto dal vivo? Che emozioni hai provato? Con chi eri? Qual'è stato il tuo primo idolo?" Toccherà a voi tifosi raccontarci come è nato l'amore per il Pisa inviandoci il racconto al nostro indirizzo mail redazione@tuttopisa.it. Settimanalmente pubblicheremo le vostre storie più belle ed appassionanti da condividere con tutto il popolo nerazzurro. Se volete potete anche allegare alcune foto riguardanti il vostro racconto.

Questo il racconto di Paolo Fulceri

Io sono di luglio 1966.

Anno 1975. Scuola elementare a Titignano. L’amichetto Andrea andava allo stadio, abbonato come il padre Osvaldo, in gradinata. E mi ci invitava sempre. Cominciai a mettere in croce il mio babbo.

Babbo. Lucchese, classe 1928. Tifoso, oltre che dei rossoneri di là del Foro, anche del grande Torino. A maggio del 1949 a 21 anni si trasferiva a Torino per lavoro (dove per altro rimase solo due mesi). Era felice, sarebbe andato a vedere qualche partita di quel grande Toro. Invece arrivò solo in tempo per partecipare ai funerali dopo la tragedia di Superga.

Io e il Pisa. Babbo, che non è mai stato un grandissimo tifoso (troppo forte il dolore di Superga, qualche eccezione solo per la nazionale italiana) e che non ha mai cercato di inculcarmi l’amore per i colori granata o rossoneri (dopotutto vive a Pisa dal 1949 e si sente molto pisano), acconsente, dopo tante mie insistenze, a portarmi a quella che diventa la prima partita della mia vita. Pisa Rimini, 18 gennaio 1976. Non so bene perché babbo decide di portarmi in curva sud. Il Rimini, primo in classifica e a fine della stagione promosso in B, vince 1-0 con un gol su punizione. Palla sotto la barriera e soprattutto sotto i miei occhi sofferenti di tifoso tradito alla prima “uscita” allo stadio. Il gol infatti è proprio sotto la sud e ricordo con affetto (ma sì…) la simpatica esultanza dei non moltissimi riminesi. Ricordo infatti che all’epoca in curva sud eravamo mischiati con i tifosi ospiti e non si scatenava neanche la guerra (bei tempi).

Ma quella sconfitta non mi demoralizza. Continuo a rompere le scatole a babbo. “Ok l’anno prossimo ti compro l’abbonamento ragazzi”. Ma non mi bastava. “Babbo, portami a Lucca per Lucchese Pisa”. A babbo si accendono gli special dei ricordi. Il Porta Elisa. Da quanti anni non ci andava? Forse dagli anni ‘50 con la Lucchese in B? Non ricordava neanche lui. Trascinato dal mio entusiasmo, compra i biglietti in tribuna coperta (non vuole rischiare nulla di ordine pubblico con un bambino) e mi porta a Lucca. Marzo 1976. Lucchese Pisa. La Lucchese passa in vantaggio. Mi chiedo se riuscirò mai a vedere un gol dei miei eroi allo stadio. Intorno a me tutti esultano. Mio padre si trattiene solo per rispetto del mio dolore.  Dopotutto ho solo nove anni. Ma quando Pulitelli e Zunino ribaltano il risultato, la tribuna coperta, compatta, si gira all’unisono a vedere un bimbetto esultante e felice. E babbo, tra il divertito (per me) e l’intimorito (per i suoi concittadini), fa una battuta, involontaria, che stempera la tensione “ho fatto partori’ la mi’ moglie a Pisa…”

Quante volte ho rifatto quel Lucchese Pisa a subbuteo con gli amici.

La passione per il Pisa era decollata. Quell’estate babbo mi portò pure a vedere l’amichevole estiva Pisa Torino (non ricordo se 2 0 o 2 1 per i granata). Il Toro aveva scelto anche l’Arena come uno degli stadi dove festeggiare lo scudetto conquistato in volata sulla Juve. Ricordo Patrizio Sala, poi diventato una roccia nel centrocampo del Pisa qualche anno dopo.

Dal 1976-1977 al 1984 sono stato abbonato in gradinata. Poi sono andato a studiare a Trieste,  ho vissuto in tante città e ho sempre seguito il Pisa soffrendo. Non dimenticherò mai lo spareggio contro l’Acireale del 1994. Visto da solo in tv in diretta a casa mia a Lecco. E la tristezza che seguì. Ma mai rassegnazione.

Tornato in Italia nel 2001 dopo una parentesi all’estero ho ricominciato a frequentare “assiduamente” l’Arena dal 2007 (presente con mia moglie per la finale Pisa Monza), approfittando del fatto che i miei vivono ancora là. E ora, dopo tanti anni, ho deciso. Anche se vivo a Roma, anche se non si sanno tutte le date delle partite (maledizione), farò l’abbonamento. E non da solo. Con mio figlio Eugenio di 7 anni. L’anno scorso ha visto Pisa Pontedera 1 1 e quest’anno quattro partite ahime tre perse 1 0 (Salernitana Avellino Cesena) e una pareggiata 1  1 (Pro Vercelli, ma che emozione per lui al gol di Cani).

È ormai tifosissimo malato come lo ero io. Ha vissuto anche l’emozione di visitare l’Arena Garibaldi con me il 9 aprile.

E chissà che l’anno prossimo non riesca portare lui e il nonno a vedere, tutti insieme, Pisa Lucchese a oltre 40 anni dal quel marzo al Porta Elisa. E se il babbo 90enne dovesse non dico esultare ma sorridere, speriamo di no, sarò io a scusarmi con la tribuna per i suoi natali di là del Foro.

 

PS miei idoli? Giorgio Barbana e Klaus Berggreen due numeri sette biondi con la fascia da capitano...