Calcio & cucina, a tavola con TuttoPisa

 di Alessio Mazzanti  articolo letto 147 volte
Calcio & cucina, a tavola con TuttoPisa

Come tradizione, TuttoPisa vi propone alcune ricette tipiche delle città che affronterà il Pisa in campionato. 

Questa settimana la nostra rubrica si concentra su : Monza

 

Minestrone brianzolo

 

Ingredienti

200 g di riso
200 g di fagioli borlotti sgranati e lessati a parte per 45 minuti
100 g di lardo macinato
2 zucchine tagliate a dadini
3 carote
1 cipolla
2 canne di sedano tagliate a fette sottilissime
mezza verza a foglie ben pulite
3 pomodori da sugo spellati
3 patate di media grossezza
2 foglie di salvia
1 rametto di rosmarino
1 mazzetto di prezzemolo
uno spizzico d'aglio
qualche cotica di maiale
croste di formaggio grana.

Preparazione
In una pentola con circa 3 litri d'acqua fredda e salata, mettere il lardo e un battuto d'aglio e prezzemolo. Unire tutte le verdure (tranne le foglie di verza e i fagioli) e iniziare a cuocere a fuoco basso e a pentola incoperchiata per 2 ore. Una volta pronti, aggiungere i fagioli e la verza (quest'ultima cuoce d'inverno in mezzora e d'estate in un'ora). Prima di versare il riso, spezzare le patate se ancora fossero intere o a tocchetti. Il riso cuoce in ventisei, ventisette minuti, circa; di conseguenza, d'inverno, il riso va aggiunto appena dopo le verze. E' usanza fare cuocere anche le cotiche di maiale e le croste di formaggio, preventivamente ammollate in acqua per mezza giornata.

 

Polpette monzesi in umido

 

Ingredienti

kg. 0,500 di fettine di maiale sottili, grandi come una carta da gioco
gr. 100 di salame crudo tritato
1 uovo intero
1 cucchiaio di prezzemolo tritato
1 foglia di salvia tritata
¼ di spicchio d’aglio ben schiacciato e tritato
2 cucchiai di grana grattugiato

 

Preparazione

Pestare leggermente le fettine, stenderle sul tavolo di cucina e spalmare su di ognuna un leggero strato dell’impasto formato mischiando bene tra loro tutti gli altri ingredienti. Arrotolare le fettine, formando delle polpette grosse come un dito pollice e metterle a freddo nella padella con burro abbondante e in modo che l’apertura di ognuna sia contro quella dell’altra, per evitare che si aprano col calore.

Quando cuociono da circa mezz’ora a fuoco forte e son tutte diventate bianche, si possono rimuovere senza paura che si aprano, si salano e si coprono con due grossi pomodori tritati o un cucchiaio di salsa fresca sciolta in mezzo bicchiere d’acqua. Abbassare il fuoco al minimo e lasciarle cuocere coperte per un totale di due ore.

 

Polenta dolce

 

Ingredienti (per 4 persone)

400 g di farina gialla
2 l di latte
6 uova
80 g di zucchero
200 g di burro
400 g di amaretti
cannella
sale


Preparazione

1. Scaldare il latte con un po' di sale.
2. Quando il latte bolle versarvi la farina gialla a pioggia mescolando continuamente con la frusta evitando la formazione di grumi ("frati").
3. Quando la polenta è giunta a metà cottura (ossia quando è piuttosto consistente) toglierla dal fuoco.
4. Sbattere i tuorli delle uova con un po' di cannella e burro ammorbidito tenendo ben mescolato.
5. Ridurre in polvere fine gli amaretti e incorporare un po' alla volta le uova.
6. Unire un po' alla volta questi ingredienti alla polenta mescolando continuamente in modo da ottenere un composto omogeneo.
7. Ungere col burro una tortiera e infarinarla leggermente per non far attaccare il dolce ai lati.
8. Versare il composto nella teglia e cospargerlo di zucchero.
9. Cuocere a fuoco moderato finché la superficie non avrà assunto un colore dorato.

 

 

Ossobuchi alla monzese

 

Preparazione

Gli ossobuchi monzesi si lasciano in un solo pezzo e si cuociono arrosto invece che in umido come quelli milanesi. Si possono far cuocere anche da soli, ma il sistema migliore è quello di farli cuocere insieme all’arrosto di codino, che di tutte le parti del vitello è la più simile e quindi richiede lo stesso tempo di cottura. Infatti, sia l’uno che l’altro hanno una parte cartilaginosa che, nella lentissima cottura, dà un sugo più colloso che negli altri arrosti.

Si mette sul fuoco tutto a freddo con abbondante burro, salvia e rosmarino e si cuoce a lungo coperto e a fuoco bassissimo, salando sin dal principio. Se l’arrosto di codino è del peso di circa un chilo, l’ossobuco di Kg 1 cuoce contemporaneamente; se no, è bene controllare per togliere prima l’ossobuco in modo che non si sfaccia troppo.

Appena rosolato, alcuni lo bagnano con poco vino rosso, che si fa evaporare subito. Servito insieme all’arrosto di codino forma un magnifico piatto di arrosto misto e risulta migliorato anche nel gusto.

Quando l’ossobuco è cotto, l’osso si sfila in un solo pezzo facilmente e si affetta la polpa a fette alte cm. 5.