Il doppio ex Emanuele D'Anna: "A Piacenza ho mosso i primi passi nel calcio vero. Che ricordi di Pisa... "

25.01.2019 19:00 di Andrea Martino Twitter:    Vedi letture
Emanuele D'Anna
Emanuele D'Anna

Con 72 presenze ufficiali fra campionato e coppa, una stagione e mezzo in cadetteria e sei mesi in Serie C, Emanuele D'Anna si è ritagliato un posto speciale nella memoria dei tifosi nerazzurri. Con il Pisa il jolly della metà campo ha centrato la storica promozione in B del 17 giugno 2007, ed è stato anche sfortunatissimo protagonista della retrocessione dalla cadetteria due anni dopo in concomitanza con il centenario del club di via Battisti. L'ex numero 7 nerazzurro ha anche disputato due stagioni di Serie B con il Piacenza all'inizio della sua carriera, e proprio da questa esperienza siamo partiti nel viaggio dei ricordi insieme a lui.

"A Piacenza sono particolarmente legato perché lì ho potuto muovere i primi passi nel calcio dei grandi", spiega. "Arrivai in punta di piedi nell'estate del 2003 - continua - e con grande umiltà e sacrificio mi guadagnai molto spazio. Riuscii a giocare molte partite, trovando una certa continuità in un torneo la cui difficoltà era molto più alta rispetto a oggi. C'erano squadroni pazzeschi, emergere era molto complicato". "Sarebbe bello rivedere Piacenza e la sua squadra in Serie B", ammette l'ex cursore di fascia nerazzurro. "E' una piazza molto importante nel panorama calcistico nazionale - prosegue - e mi auguro che la società attuale riesca a raggiungere questo obiettivo proprio nell'anno del centenario".

"Hanno costruito una buona rosa. Sono riusciti a trovare la giusta continuità, necessaria nel campionato di Serie C per primeggiare e lottare per il vertice". "Conosco molto bene il direttore biancorosso, Matteassi - sottolinea D'Anna - è un grande ragazzo e un profondo conoscitore di calcio. Ha assemblato un gruppo costituito da elementi di categoria, e penso che possano arrivare fino in fondo". "Come per il Pisa, però - specifica l'ex numero 7 nerazzurro - prevedere adesso dove potrà arrivare è prematuro. Ci sono ancora troppe partite da giocare e tantissimi scontri diretti. L'equilibrio nel Girone A è grande, e tutto si deciderà nelle ultimissime giornate. Quest'anno ancora di più il girone di ritorno determinerà tutto".

Un girone di ritorno al quale il Pisa si è affacciato con una rosa potenziata dal mercato invernale. "La società nerazzurra ha operato molto bene sul mercato", commenta Emanuele D'Anna. "Sono stati bravi ad andare a colmare le lacune che erano state evidenziate nel girone di andata. Il Pisa aveva già un'ottima rosa, ma presentava probabilmente poche alternative in alcuni ruoli, e aveva un'età media troppo bassa in difesa. Per vincere in questa categoria serve anche l'apporto di giocatori pronti e navigati. Adesso ci sono nella rosa, e i presupposti per risalire la classifica ci sono tutti".

Emanuele D'Anna ha avuto l'opportunità di lavorare, lo scorso anno, con Luca D'Angelo. Le parole dell'ex nerazzurro nei confronti dell'allenatore sono sincere e ricche di elogi. "Ho conosciuto un grande conoscitore di calcio. Ama la tattica applicata al bel gioco, e soffre tantissimo quando la sua squadra non vince". "Lo scorso anno a Caserta ottenemmo meno di quanto meritato nel girone di andata, pur giocando veramente bene - spiega - nel girone di ritorno mettemmo a posto un paio di situazioni tecniche, e con i risultati e la fiducia crescente siamo riusciti ad ottenere più punti di tutti. Mi auguro con tutto il cuore che il mister possa percorrere la stessa strada anche con il Pisa. Ne ha tutte le possibilità". "Luca D'Angelo è un allenatore molto aperto, a cui piace confrontarsi con lo spogliatoio". "Lo scorso anno mi teneva in grande considerazione - sottolinea con un pizzico di orgoglio - ero uno dei più anziani nel gruppo, e spesso ci siamo confrontati su questioni di campo e di tattica. E' stata un'esperienza veramente gratificante. E' un allenatore schietto, trasparente, senza filtri. Lascia i giocatori molto liberi fuori dal campo: è il suo modo di responsabilizzare l'atleta, che in allenamento e in partita deve sempre dare il 120% senza alibi".

In chiusura l'ex numero 7 nerazzurro spiega cosa significano per lui le piazze di Piacenza e Pisa. "A Piacenza sono entrato in contatto con una grande società e con la prima tifoseria calda e passionale della mia carriera. Rispetto a Pisa sono sempre stati in minor numero, ma non hanno mai fatto mancare la loro vicinanza alla squadra. Riguardo a Pisa, invece, penso di poter racchiudere tutto in una data: 17 giugno 2007. Quella promozione in B ha significato tutto sia per la squadra che per la città".