Il doppio ex Alessio De Petrillo: "Adesso il Pisa ha tutto per vincere. Ad Alessandria ridimensionamento in corso"

01.02.2019 16:30 di Andrea Martino Twitter:   articolo letto 1495 volte
Il doppio ex Alessio De Petrillo: "Adesso il Pisa ha tutto per vincere. Ad Alessandria ridimensionamento in corso"

Domenica 3 febbraio il Pisa farà visita all’Alessandria per la ventiquattresima giornata del Girone A di Serie C. Seppur partite con due obiettivi differenti, la partita del “Moccagatta” metterà di fronte due formazioni attualmente alle prese con dei risultati poco soddisfacenti. Per presentare il match ed analizzarlo da un punto di vista privilegiato, abbiamo raggiunto Alessio De Petrillo, che oltre ad avere a cuore i colori nerazzurri è stato anche allenatore dei piemontesi.

Non si respira l’aria ottimale a Pisa. Purtroppo i risultati nel calcio determinano tutto, e in questo momento ai nerazzurri sta mancando la vittoria”, spiega. “Credo però che le prestazioni del 2019 siano più che confortanti – continua – adesso la squadra ha una quadratura molto importante. Lo spogliatoio è più maturo e consapevole dei propri mezzi rispetto alla prima parte della stagione. Lo si può apprezzare da come scende in campo e accetta di giocare alla pari con tutti gli avversari”. “La rosa adesso è altamente competitiva in ogni reparto. Si può forse dire che un paio di acquisti si sarebbero potuti completare in estate, ma è molto facile e riduttivo ragionare con il senno di poi”. “Non ci si deve dimenticare che il mercato del Pisa è stato molto complesso – prosegue il mister – Gemmi e Giovanni Corrado hanno dovuto lavorare sul doppio fronte delle entrate e delle uscite, e arrivati a fine agosto hanno valutato di aver fatto il massimo”.

Adesso il Pisa ha aumentato il tasso della qualità e dell’esperienza, ma anche prima del mercato di riparazione l’organico era buono”. “Lo diceva la classifica alla fine del 2018 – spiega De Petrillo – D’Angelo è stato molto bravo a mantenere la squadra su buoni livelli di rendimento e su altrettanto buoni risultati. I suoi meriti devono essere sottolineati. Adesso l’identità è naturalmente molto più forte e delineata, e anche le carenze sono state quasi completamente eliminate”.

Domenica il Pisa si troverà a sfidare una squadra che in casa, nelle 10 partite fin qui disputate, ha conquistato soltanto 5 punti. “Purtroppo l’ambiente di Alessandria è caratterizzato da una profonda frustrazione”. “In tanti vivono ancora di ricordi ormai troppo lontani nel tempo, come Rivera e l’Alessandria in Serie A negli anni ’50. Inoltre c’è un pizzico di disillusione per i ripetuti fallimenti dei progetti sportivi nonostante gli ingenti investimenti del presidente Di Masi”, prosegue Alessio De Petrillo. “La squadra ha dei buoni valori, che sono sicuramente superiori a quelli delle altre squadre invischiate nella lotta per evitare i playout – commenta – ma il cammino fino a questo punto è stato veramente deficitario. L’Alessandria ha vinto soltanto tre partite dall’inizio del campionato, tutte fuori casa. I tantissimi pareggi ottenuti servono a poco”. “Per quello che ho potuto conoscere di mister D’Agostino, mi sembra un giovane allenatore con delle buone idee. Ovviamente il suo percorso di crescita è ancora molto lungo”.

In chiusura De Petrillo esprime il suo pensiero su un fatto grave che ha visto protagonista proprio l’Alessandria, ampliando poi i concetti espressi alla situazione globale del calcio italiano. “Ciò che è accaduto domenica scorsa al “Porta Elisa” di Lucca è gravissimo”. “Onestamente quando ho visto il gesto di Giancarlo Favarin ho stentato a crederci – spiega – conosco benissimo il mister, sia personalmente che professionalmente, e posso assicurare che se è arrivato a tanto è perché è realmente esasperato da una serie di situazioni che con il calcio purtroppo c’entrano pochissimo. E’ stato giusto condannare e punire la sua testata, ma niente nasce senza una motivazione. Per cui anche quello che è accaduto prima, i presunti sputi e le offese, dovrebbero essere punite con maggiore severità”. “Purtroppo Lucca è soltanto l’ennesimo esempio di un calcio sempre più alla deriva. Da ottobre Favarin, i suoi giocatori e i dipendenti non riscuotono un euro. Che lavoro è questo? Dov’è la dignità? Soprattutto: dov’è la dignità di chi dovrebbe governare il calcio e trovare delle soluzioni a questi disastri?”. “Perché ogni anno si arriva ad assistere a fallimenti di società importanti e gloriose? – si sfoga De Petrillo – Mi sembra chiaro che ormai il calcio sia sfuggito di mano, e le soluzioni che vengono di volta in volta proposte sono soltanto delle toppe su dei buchi che si allargano di giorno in giorno. In Serie D ci sono club come Avellino, Cesena, Bari. In B sta fallendo il Palermo. Esempi come Corrado, Di Masi e pochi altri presidenti corretti, rispettosi delle regole e attenti ai bilanci, saranno sempre più rari. Il calcio italiano purtroppo è fatto su misura per gli avventurieri e i furfanti, e gradualmente anche le società sane si stuferanno di dover pagare anche per chi non ha il becco di un quattrino ma pretende comunque di fare calcio”.