Fabrizio Ferrigno a TP: "Caro Pisa sei sulla strada giusta. Assurdo che ancora non si sappia chi giocherà in Serie C"

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29.08.2018 13:30 di Andrea Martino Twitter:   articolo letto 2846 volte
Fabrizio Ferrigno
Fabrizio Ferrigno

32 presenze, 8 reti e la statura carismatica dei grandi leader, sportivi e non. Fabrizio Ferrigno ha disputato una sola stagione in maglia nerazzurra, ma l'annata 2006-2007 dall'intera tifoseria pisana è ricordata come una delle più belle ed emozionanti di sempre, anche al di là della promozione finale in cadetteria. Il gruppo allenato da Piero Braglia poteva vantare una lunga schiera di ottimi calciatori e prima ancora grandi uomini, capitanati dal numero 8. Dopo la strepitosa parentesi nel Pisa la carriera della talentuosa seconda punta è terminata nel breve volgere di pochi anni, ma la vita lavorativa di Ferrigno è rimasta legata al calcio. 

Da trascinatore in campo si è trasformato in direttore sportivo di successo, firmando da protagonista il ritorno tra i professionisti del Messina e vivendo annate importanti con la Paganese, con cui nel 2017 è stato anche insignito del premio come "Miglior direttore sportivo della Lega Pro" per la stagione 2016-2017. Il legame con la Torre non si è mai reciso, e in qualche occasione è stata ventilata l'ipotesi di un ritorno nelle vesti proprio di Ds.

"Seguo sempre il Pisa. E' una piazza che mi è rimasta dentro il cuore e sulla pelle", spiega con entusiasmo Ferrigno. L'ex capitano nerazzurro prima di analizzare il presente della società guidata da Giuseppe Corrado si sofferma sulla situazione generale del calcio italiano. "Tralasciando la Serie A, che è iniziata regolarmente soltanto in virtù delle centinaia di milioni di euro che le ruotano attorno e grazie alla spinta decisiva apportata al movimento da Cristiano Ronaldo, penso si possa affermare che il calcio italiano è vicino alla completa distruzione": Parole e toni duri, che secondo il direttore sportivo hanno anche dei precisi colpevoli: "Quello che era il gioco più bello del mondo è stato rovinato dalle schermaglie del potere. Non ci sono più i valori di un tempo, quando si giocava per regalarsi e regalare delle emozioni. Adesso i club sono in mano per lo più a imprenditori senza scrupoli, che badano esclusivamente ai loro interessi. E ai vertici delle leghe ci sono esponenti che non conoscono il calcio vero".

"E' inammissibile che a fine agosto il campionato di Serie C non sia ancora partito - prosegue l'ex numero 8 nerazzurro - ed è ancora più grave che ancora le società regolarmente iscritte non conoscano i gironi ed il calendario. Si va a penalizzare il lavoro degli staff tecnici e dei ragazzi che sudano in ritiro da due mesi ormai". "Se si unisce questa situazione al quadro della Serie B si raggiunge l'inverosimile. Il campionato è partito quando deve ancora esserci l'ultimo grado di giudizio. Si continuerà a giocare in 19? Si passerà a 20? Si tornerà a 22? Trovo tutto questo assurdo e dannoso". Secondo Fabrizio Ferrigno buona parte delle colpe sono da ascrivere alle decisioni prese troppo alla leggera da chi gestisce il calcio: "Non si può fare le cose sempre all'italiana, cambiando le regole in corsa quando la stagione è già iniziata. Le riforme dovrebbero essere messe nero su bianco un anno prima rispetto alla loro applicazione".

L'ex direttore sportivo di Messina e Paganese passa poi ad analizzare nello specifico la gestione del mercato del Pisa, non risparmiando elogi al suo omologo nerazzurro Roberto Gemmi: "Mai come quest'anno penso che il Pisa sia sulla strada giusta per conseguire dei bei successi. Soprattutto lo scorso anno sono stati acquistati moltissimi ottimi giocatori, senza però un'idea di fondo che facesse da linea guida. Gemmi invece è stato molto bravo a portare avanti il suo lavoro con metodo e scrupolo, seguendo un criterio ben preciso condiviso con la proprietà e l'allenatore. Stanno allestendo una rosa funzionale ai concetti di gioco di mister D'Angelo". Un percorso che però ha attraversato anche dei periodi negativi: "Oltre alla scorsa stagione, che è stata indubbiamente deludente sul piano sportivo, credo che anche nell'annata precedente la società abbia sbagliato qualcosa a causa della scarsa esperienza. A Corrado e soci però non si può di certo imputare niente: società così sono purtroppo rarissime nel calcio di oggi, e si può soltanto apprezzare la volontà di imparare dagli errori fatti rispettando sempre la parola data sugli investimenti e le ambizioni. Vogliono tradurre le parole in fatti: già questo è un biglietto da visita di rilievo".

Errori di valutazione e di gestione di alcune situazioni e di certi periodi della stagione: il freno ai successi sportivi del Pisa secondo Ferrigno derivano da questa fonte. "Non è corretto fare paragoni, ma se si pensa alla seconda esperienza di Braglia a Pisa si trovano molti punti di contatto con la stagione scorsa. Sono stati commessi degli errori di gestione a tutti i llivelli, che hanno finito per inficiare gli sforzi e i soldi spesi. Quando si cambiano tre allenatori in un campionato le problematiche non sono soltanto a livello tecnico. Adesso però la filosofia è mutata radicalmente, per merito anche dei nuovi interpreti a partire da Roberto Gemmi". Un direttore sportivo che Ferrigno conosce molto bene e che gode della sua piena stima: "E' l'uomo giusto per il tipo di campionato che vuole fare il Pisa. Quando arrivò Petrachi nessuno gli avrebbe pronosticato i successi che ha raggiunto a oggi. Mi auguro che le vittorie di Gemmi possano iniziare proprio dall'esperienza in nerazzurro".

Da un centravanti ad un altro, il Pisa è passato da Eusepi a Moscardelli al centro dell'attacco e del progetto. "Eusepi è un ottimo calciatore, ma anche lui ha risentito della cattiva gestione della scorsa stagione. Non è mai colpa soltanto di una sola persona quando i risultati non arrivano. Nel calcio si vince e si perde tutti insieme, dal presidente che tira fuori i soldi al magazziniere. MI auguro per lui che a Novara possa ritrovare serenità e gol. Moscardelli invece per esperienza, caratteristiche tecniche e carisma non ha bisogno di presentazioni. Acquistandolo, Gemmi e D'Angelo hanno voluto porre in testa al gruppo un calciatore in grado di dare l'esempio sia in campo che fuori. Anche da questo accorgimento si capisce che la strada imboccata dalla società è quella giusta".

In chiusura di intervista Ferrigno illustra la sua attuale condizione lavorativa: "Sono stato contattato prima dell'inizio della stagione dalla FeralpiSalò, dalla Reggina e anche dall'Avellino. Purtroppo però non si è concretizzato niente a causa di alcune divergenze sui progetti e sul modo di intendere il lavoro. Ma sono sereno, e come sempre ottimista. L'opportunità giusta arriverà". E l'ultimo pensiero non può che essere per Pisa ed il suo pubblico: "Sempre forza Pisa! Un abbraccio a tutti i tifosi nerazzurri!".