Eziolino Capuano: "L'abolizione della C2 è l'origine dei problemi della Serie C. Con Gemmi e D'Angelo il Pisa è in buone mani"

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18.07.2018 13:30 di Andrea Martino Twitter:    Vedi letture
Eziolino Capuano: "L'abolizione della C2 è l'origine dei problemi della Serie C. Con Gemmi e D'Angelo il Pisa è in buone mani"

Il Pisa lo ha incontrato da orgoglioso avversario nella stagione che terminò con la promozione in cadetteria al termine della finale playoff con il Foggia. Ezio Capuano, per tutti Eziolino, è uno degli allenatori più preparati e con più esperienza in Serie C. Un bagaglio nel quale ci sono molte vittorie, tanti traguardi prestigiosi raggiunti, e parecchi ricordi ed aneddoti legati anche alle problematiche che la categoria ormai da molti anni presenta.

Il difficile e complesso quadro della prossima stagione in Serie C, con molti club alle prese con la disperata rincorsa all'iscrizione, secondo mister Capuano porta nome e cognome di un grande colpevole. "L'abolizione della C2, o della Seconda Divisione della Lega Pro, ha portato ai disastri attuali". "La Serie C unica - prosegue l'ex tecnico di Arezzo e Sambenedettese - porta tutti a fare grandi progetti, a sognare, a toccare con mano l'illusione della promozione in B, che per molti club rappresenterebbe il paradiso in terra. La realtà dei fatti però dice che al di sotto di questa categoria adesso non c'è niente. Chi retrocede o fallisce va incontro ad un'infinità di problematiche, che invece prima potevano essere gradualmente ammorbidite con una C2".

Il tecnico originario di Salerno spiega anche quale potrebbe essere una soluzione valida per impedire che le società azzardino il passo più lungo della gamba. "Per come è concepita la Serie C, è normale che alcuni club provino a fare delle scommesse, investendo più di quanto in realtà potrebbero fare. E' un po' come al casinò: si entra, si prendono tante fiches quante si vuole, e se poi la scommessa va male si esce con le tasche vuote. Nel calcio però ci sono in gioco anche le passioni e le emozioni della gente, dei tifosi: quando una società fallisce chi ci rimette maggiormente, perché non riceve alcun indennizzo, sono le persone che sostengono la squadra. Per questo motivo penso che uno strumento utile per evitare che i presidenti e le società si indebitino oltremodo nella costruzione della rosa sia l'introduzione di una fidejussione obbligatoria per tutti i contratti che superano i 50mila euro. Se un giocatore percepisce un ingaggio superiore, si deve allegare all'accordo anche questo documento che certifichi le reali disponibilità della società. Se non c'è, il contratto non è valido. Altrimenti si continuerà purtroppo a vedere casi come quelli che si sono verificati negli ultimi giorni".

Lucchese, Reggiana, e in Serie B capisaldi del calcio italiano come Bari e Cesena. "E se aggiungiamo Vicenza e Modena, che ho vissuto direttamente sulla mia pelle e dal cui fallimento non ho ottenuto neanche un euro, ci rendiamo conto che purtroppo questa situazione di crisi non ha soluzione di continuità. Spesso è stato detto 'mai più un caso come...', ma poi ci si ritrova sempre alle prese con i fallimenti", è il commento amareggiato di Capuano.

"Anche la regola sull'utilizzo degli Under e l'introduzione delle squadre 'B' secondo me sono soltanto illusioni - continua mister Capuano - com'è possibile che un ragazzo di 24 anni debba sentirsi vecchio? Il calcio italiano parte da un presupposto sbagliato: pagare chi fa giocare i giovani. Così facendo non ci si rende conto che si tolgono forzatamente dei posti di lavoro, e oltretutto si dà una possibilità fittizia al ragazzo di fare carriera. Trascorso l'anno, sfruttato a dovere il calciatore, si passa oltre imponendo lo sfruttamento ad altri profili". "Bisognerebbe invece partire dal presupposto che chi è bravo e meritevole deve giocare: se chi ha queste potenzialità ha 20 o 21 anni, tanto meglio. Non si deve aver paura di lanciare i giovani, né si deve essere pagati dalla Lega per farlo".

Dopo una lunga disamina sulla situazione generale della Serie C, Eziolino Capuano passa ad analizzare brevemente la realtà del Pisa Sporting Club, partendo da quelli che secondo lui sono i due punti fermi della prossima stagione. "Con Gemmi e D'Angelo il Pisa è in ottime mani. Ho lavorato insieme al direttore ad Arezzo, e posso dire che la società nerazzurra ha fatto un'ottima scelta affidandogli la costruzione della rosa. E' ancora giovane, ma ha già molta esperienza alle spalle e le capacità tecniche ed umane per svolgere al meglio il compito assegnatogli. Conosce i giocatori e tira dritto per la sua strada, cercando di raggiungere l'obiettivo prefissato. Anche mister D'Angelo a livello umano è una sicurezza, così come per quanto riguarda l'aspetto tecnico. A Caserta ha fatto benissimo, e anche prima ha ottenuto buoni risultati. Questa accoppiata potrebbe rivelarsi vincente per il Pisa".

Alcune voci riportate nei giorni scorsi hanno indicato in Pietro Perina (portiere classe 1992) uno dei nomi finiti sul taccuino di Roberto Gemmi. "Lo conosco bene - spiega Capuano - a gennaio l'ho voluto fortemente a San Benedetto del Tronto nonostante non avesse quasi mai giocato da settembre a Cosenza. E' un ottimo portiere, e se Gemmi l'ha messo nel mirino significa che può fare bene anche a Pisa".

In chiusura l'ex allenatore di "Samb" e Arezzo si sofferma sugli addii di Lisuzzo e Mannini. "Sono due bandiere per il calcio pisano. Hanno dato tantissimo a tutto l'ambiente, e hanno portato i valori della tifoseria e del club nello spogliatoio. Ma come in tutti i rapporti di lavoro si arriva ad un punto in cui si devono fare delle scelte. Se la società ed i due giocatori hanno deciso di compiere il passo dell'addio sicuramente lo hanno fatto valutando bene tutte le variabili".