Dario Polverini: “Luca D’Angelo ha la preparazione ed il carisma per riportare Pisa dove merita”

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27.06.2018 13:30 di Andrea Martino Twitter:   articolo letto 1946 volte
Dario Polverini: “Luca D’Angelo ha la preparazione ed il carisma per riportare Pisa dove merita”

Professionalità, spirito di sacrificio ed empatia con la tifoseria. Pur trovando continuità soltanto per mezza stagione nel corso della sua esperienza a Pisa, Dario Polverini nell’ambiente nerazzurro è ricordato con grande piacere. Anche se i playoff di due anni fa coincisero con l’inizio del suo calvario personale dovuto al grave infortunio al ginocchio, fu uno degli artefici della cavalcata del gruppo guidato da Gattuso. Con il forte difensore centrale abbiamo parlato della sua ultima stagione al Racing Fondi, e delle impressioni sul Pisa e sul nuovo tecnico dei nerazzurri: Luca D’Angelo.

Suddividerei la mia stagione in due. Mi spiego meglio: a livello di squadra non posso certamente ritenermi soddisfatto, visto che ad agosto ho iniziato il campionato con il Modena per poi terminarlo a ottobre con il fallimento della società. A gennaio ho scelto di riavvicinarmi a casa andando a giocare nel Racing Fondi, ma la situazione era troppo compromessa e la salvezza ci è sfuggita ai playout”. “La decisione di andare a Modena – spiega Polverini – era maturata sulla base di due considerazioni: la mia esigenza di ritrovare fiducia in me stesso e su di me giocando da titolare, e le promesse fatte da mister Capuano sulla solidità della società canarina. Purtroppo tutti sappiamo quale fosse la realtà delle cose: dopo cinque giornate di campionato avevamo già tutto chiaro, ma non c’era più niente da fare. La situazione era disperata, e l’unica strada percorribile era il fallimento”.

A gennaio è arrivata la proposta del Racing Fondi, e l’ex centrale nerazzurro ha saputo sfruttare questa possibilità con grande professionalità. “Dopo il fallimento del Modena sono rientrato a Pisa, e con l’avvicinarsi di gennaio ci sono state forti discussioni con la società nerazzurra. Per regolamento potevo tornare in campo soltanto dopo la chiusura della finestra invernale di mercato, e dopo aver trovato l’accordo con il Pisa mi sono trasferito a titolo definitivo al Fondi. Qui ho finalmente ritrovato continuità, positività e la convinzione di essermi messo definitivamente alle spalle l’infortunio al ginocchio”. Adesso Dario Polverini ha alcune opportunità da valutare, per capire quale potrebbe essere la migliore per il suo futuro. “Ho avuto qualche contatto. Fortunatamente qualcuno ancora si ricorda che faccio il giocatore, nonostante gli ultimi due anni (ride, ndr). Ancora ovviamente non c’è niente di concreto, visto che l’organico delle società di Serie C assumerà dei contorni più definiti soltanto dopo il 30 giugno”.

Il forte difensore centrale nel girone di ritorno ha affrontato la Casertana di Luca D’Angelo, da pochi giorni nuovo allenatore del Pisa. “Affrontammo la Casertana nel posticipo del lunedì perdendo 1-0. E’ un tecnico giovane ma con una buona esperienza in Serie C, frutto anche dei molti anni trascorsi in categoria come calciatore. Personalmente non lo conosco, ma parlando anche con alcuni ragazzi che lo hanno avuto come allenatore, ho ricevuto soltanto commenti più che positivi sia per l’aspetto umano che per quello tecnico-tattico”. Polverini sa bene quanto l’aspetto caratteriale sia importante nel campionato di Serie C. “Due anni fa riuscimmo a trionfare grazie soprattutto alla grinta e alla fame di vincere che mister Gattuso seppe trasmetterci. Devo dire che, per come lo conosco, anche Mario Petrone è un tecnico che sotto questo aspetto non ci va giù morbido, ma probabilmente è arrivato troppo tardi per rimediare. Credo che D’Angelo sia una scelta che va nella direzione giusta: è una persona capace di diventare la guida carismatica sia dello spogliatoio sia dell’ambiente, e gli auguro tutto il meglio perché il Pisa e la città devono tornare in Serie B”.

Carattere e voglia di vincere che invece nel corso dell’ultima annata sono mancati ai nerazzurri: è questa l’impressione avuta da Dario Polverini come osservatore esterno. “Nei momenti di svolta della stagione il Pisa non è mai riuscito a fare il salto di qualità. In Serie C le occasioni si sfruttano con l’atteggiamento: soltanto con la tecnica difficilmente si ottengono degli ottimi risultati. Il campionato dei nerazzurri è stato buono, ma perché si rivelasse ottimo c’era bisogno di un pizzico di cattiveria in più”.

L’ex centrale nerazzurro chiude la sua intervista soffermandosi sulla situazione generale del campionato di terza serie, esprimendo la sua opinione sulla proposta dell’inserimento delle squadre “B” nei tre gironi. “Il quadro generale della Serie C è parecchio torbido. Ci sono ancora troppi personaggi privi di garanzie che girano intorno alle società, che finiscono per mettere in difficoltà sia realtà storiche come Modena o Vicenza, sia le realtà più piccole. Credo che, arrivati a questo punto, sia davvero meglio dire ‘meglio poche ma buone’. Ben venga una riduzione dell’organico dei club, se si traduce in stabilità economica e sicurezza per i tesserati”. “Non si può continuare a fare calcio come negli ultimi anni – continua – con continue penalizzazioni, classifiche riscritte a fine stagione ed esiti finali ribaltati in tribunale”. Una strada che potrebbe rivelarsi positiva, secondo Polverini, è quella dell’introduzione delle squadre “B”: “Sono presenti in molte nazioni europee, e funzionano perché sono state inserite in sistemi ben congegnati. Ovviamente la cosa da evitare è fare le cose all’italiana, quindi adottando una cura senza aver prima individuato la vera malattia. Ma in assoluto penso che questa novità potrebbe rivelarsi positiva, utile soprattutto per i giovani che potrebbero così mettersi realmente in mostra, testando la loro preparazione in un campionato duro come la Serie C”.