Andrea Parola: "Moscardelli sarà il trascinatore del Pisa. A Reggio Emilia hanno lasciato solo macerie"

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21.07.2018 13:30 di Andrea Martino Twitter:    Vedi letture
Andrea Parola: "Moscardelli sarà il trascinatore del Pisa. A Reggio Emilia hanno lasciato solo macerie"

125 presenze in Serie A e 92 gettoni in Serie B sono il biglietto da visita di Andrea Parola, ex mediano dall'ottima visione di gioco che partì dalla sua città natale, Pisa, più di 20 anni fa, per il lungo percorso nel calcio professionistico che l'ha portato a giocare da protagonista in tutte le categorie.

L'ultima esperienza importante vissuta in Serie C è stata quella della Reggiana, di cui è stato capitano e trascinatore. Una piazza che nei giorni scorsi ha visto fallire il proprio storico club nonostante la proprietà avesse sbandierato proclami ambiziosi. "C'è veramente tanto rammarico adesso a Reggio. Onestamente nessuno si aspettava, soltanto due mesi fa, un epilogo del genere - spiega l'ex centrocampista di Samp e Triestina - la proprietà straniera nella persona di Mike Piazza si era presentata con grandi progetti e forti ambizioni. Però poi si sono scontrati con la realtà del calcio in Italia, soprattutto in terza serie. Hanno speso molto, ma purtroppo i risultati non sono arrivati. Forse pensavano di raggiungere con più facilità i loro obiettivi. Da un giorno all'altro purtroppo è finita l'illusione: a Reggio sono rimaste soltanto le macerie". E adesso? Qua è il futuro della storica società granata? "Ci sono alcune cordate che si stanno delineando per andare a presentare le loro offerte al sindaco Vecchi. Mi auguro che un club glorioso come la Reggiana possa ripartire dalla Serie D. L'Eccellenza sarebbe uno smacco".

Secondo Andrea Parola una delle motivazioni principali che periodicamente portano al fallimento di molti club è da ricercare negli scarsi ricavi garantiti alle società. "Mi soffermo principalmente sulla Serie C, visto che già dalla Serie B ci sono i contributi delle televisioni che sopperiscono a gran parte delle problematiche - spiega l'ex nerazzurro - purtroppo nella nostra categoria una società non ha praticamente ricavi, eccetto pochissime piazze che richiamano un numero ingente di tifosi allo stadio. Gli sponsor sono pochi, le entrate dai diritti tv sono soltanto briciole. La Serie C è un bagno di sangue, purtroppo la realtà dei fatti è questa. Per fare un campionato di vertice servono almeno 5-6 milioni: adesso sono pochissime le società che possono permettersi un esborso così grande".

Una di queste società è proprio il Pisa, a detta di Parola. "Pisa deve tenersi strettissima l'attuale proprietà. Fino all'anno scorso conoscevo quasi tutta la dirigenza, e anche quest'anno conosco molte persone. Sono seri, ambiziosi, solidi, hanno dei progetti reali da portare a compimento. Basti pensare all'idea dello stadio: per quanto tempo si è ragionato sul nulla? Corrado e il resto della società hanno messo nero su bianco questo progetto, e sono fiducioso che possa arrivare sino alla realizzazione. I soldi non mancano: adesso il club ha bisogno di pazienza, tempo, e anche fortuna. Perché alla fine di tutto è il campo che decreta se i risultati sportivi sono soddisfacenti o meno".

E proprio i risultati hanno portato nella passata stagione ad una forte delusione in tutto l'ambiente. "Ho seguito tutta la stagione, e purtroppo è stata un'annata sfortunata - commenta l'ex mediano - prendiamo l'esempio della partita di ritorno con la Viterbese. Il Pisa ha messo ai paletti gli avversari per quaranta minuti, ma forse non l'avrebbe spuntata nemmeno se avesse giocato un giorno intero. Il calcio è così". "Conosco molti dei ragazzi che sono ancora attualmente in rosa, e posso garantire che sono professionisti seri e uomini dai grandi valori. Lo stesso si poteva dire per il direttore Raffaele Ferrara: è un grandissimo lavoratore, ma non ama farsi vedere. Preferisce operare dietro le quinte, senza la luce dei riflettori: insieme ai suoi collaboratori macina migliaia di chilometri ogni anno per visionare dal vivo partite e calciatori".

Del gruppo nerazzurro Parola conosce anche Lisuzzo e Mannini, arrivati ai saluti finali con l'avventura all'ombra della Torre. "Sono due ragazzi meravigliosi, che godono di grande considerazione in tutto l'ambiente calcistico grazie alle carriere che hanno alle spalle. So che le strade con il Pisa si divideranno, ma non conosco a fondo le ragioni. Però sicuramente le parti si saranno parlate a lungo, senza nascondersi: se la società ha scelto questa strada, è giusto e lecito che la percorra senza alcun ripensamento". L'ex centrocampista a Trieste ha condiviso lo spogliatoio con il nuvo centravanti nerazzurro Davide Moscardelli, e ci offre il suo personale ritratto: "E' un ragazzo d'oro. Oltre all'aspetto tecnico e tattico, che penso non si possa mettere in discussione, Moscardelli è un uomo spogliatoio. E' un trascinatore, ha doti innate di leader, e con il suo carisma è da esempio per tutti i compagni. La società sicuramente lo ha scelto anche per queste sue doti umane: è una forza della natura, e farà benissimo anche a Pisa. Anche perché l'ho minacciato (ride, ndr): gli taglio la barba se non si comporta bene".

"Penso di prendermi un anno di pausa dal calcio - conclude Andrea Parola parlando del suo presente e dell'immediato futuro - ho giocato gli ultimi due anni in Eccellenza, ma non è il calcio che piace a me. Nel frattempo ho intenzione di collaborare e aiutare un mio carissimo amico di Pisa, imprenditore, che produce birra".