Alessio De Petrillo: "Mercato difficile, ma Gemmi ha operato bene. C'è voglia di calcio adesso"

06.09.2018 19:00 di Andrea Martino Twitter:    Vedi letture
Alessio De Petrillo
Alessio De Petrillo

Il mercato, lo spogliatoio, gli obiettivi e le gravi difficoltà del calcio italiano a tutti i livelli. Alessio De Petrillo, tecnico con numerose ed importanti esperienze su panchine prestigiose in Serie C come Monza, Prato, Alessandria e Gubbio, si è soffermato su questi temi in quella che dovrebbe essere l'ultima settimana priva di impegni ufficiali per il Pisa Sporting Club.

L'allenatore pisano dà un'opinione ben precisa del mercato condotto dal Pisa e dal suo direttore sportivo: "Roberto Gemmi ha dovuto lavorare in un mercato molto complesso, per di più con l'obbligo di raggiungere degli obiettivi ben precisi delineati dalla società". "Un buon direttore sportivo, da quello che mi hanno insegnato, si vede principalmente nelle uscite - continua - e quindi credo che sia stato bravo ed abbia dimostrato delle ottime qualità". "E' vero che adesso la squadra ha 11 Over, e restano ancora tre caselle libere - puntualizza l'ex allenatore del Prato - ma è inutile andare ad occupare per forza questi tre posti con la semplice motivazione che è meglio avere tre alternative in più. Sono sicuro che qualora vengano ravvisate delle lacune in questi giorni, la società si muoverà nel mercato degli svincolati per andare ad operare con precisione". Uno dei tanti giocatori svincolati accostati negli ultimi giorni ai colori nerazzurri risponde al nome di Giovanni Tomi, lo scorso anno titolare alla Sambenedettese. De Petrillo ne traccia un identikit: "E' un elemento che per la Serie C rappresenta una certezza ed un valore assoluto. E' un ottimo difensore, ed ha la grande qualità di avere nel piede almeno 3-4 gol all'anno. E' dotato infatti di un calcio molto potente, pulito e preciso, in grado di fare male dai calci piazzati. Si integrerebbe alla perfezione nel gruppo allestito da Roberto Gemmi".

Anche il pensiero sulla rosa allestita per la stagione 2018-2019 è decisamente positivo: "Vedo una rosa completa e competitiva. Secondo me è molto più omogenea rispetto allo scorso anno, e sono stati superati alcuni difetti che nello scorso campionato sono balzati all'occhio in maniera importante". "Sul piano della mentalità, dello spirito agonistico e dell'affiatamento credo che siano stati fatti molti passi avanti - spiega De Petrillo - senza dimenticare che nella passata stagione l'ambiente ha scontato anche la grande tolleranza dimostrata nel campionato di Serie B". Sostegno anche al lavoro e alla figura di Luca D'Angelo: "Credo che sia il tecnico giusto per questa piazza. I presupposti e le componenti per fare bene ci sono".

Il campionato, al netto del valore tecnico e umano della rosa nerazzurra, secondo De Petrillo si presenta altamente competitivo. "Ci sono molte compagini ben attrezzate, in grado di rivaleggiare con il Pisa per i primissimi posti - commenta Alessio De Petrillo - al contrario di molti penso che la Juventus B, almeno nei primi mesi, farà fatica a stare al fianco di Novara, Virtus Entella, Siena, Carrarese e Pisa stesso. Alla lunga invece credo che usciranno fuori anche loro, perché per filosofia societaria e disponibilità economica dubito che si accontenteranno di partecipare. Credo che, se verranno confermati i gironi abbozzati negli scorsi giorni, le squadre che si contenderanno i primi posti saranno quelle che ho citato. Ovviamente con la presenza della classica sorpresa che non manca mai".

Un campionato che, salvo ulteriori stravolgimenti, dovrebbe finalmente iniziare il prossimo 16 settembre. "Questi continui slittamenti da una parte hanno complicato il lavoro dei vari staff tecnici, ma hanno anche consentito alle società di valutare meglio le rose e individuare subito le lacune da migliorare e i difetti da cancellare". "Adesso comunque c'è tanta voglia di giocare". Secondo De Petrillo quindi il rinvio dell'inizio della Serie C potrebbe costituire un vantaggio per alcune società: "Sono d'accordo con il direttore del Pontedera, Giovannini, quando afferma che lo slittamento del campionato giova soprattutto a quelle squadre che, nella normalità dei fatti, avrebbero fatto più fatica nelle prime uscite ufficiali". Al di là di questo però ci sono tutte le problematiche e le brutte pagine scritte dal calcio italiano in una delle estati più complicate degli ultimi anni. "Se si guardano i nomi dei club falliti negli ultimi mesi - conclude De Petrillo - ci si rende conto di come l'intero sistema debba essere riformato, partendo dalla base. Società come Avellino, Cesena, Bari, Reggiana, Modena hanno abbandonato il professionismo. Quando qualche anno fa venne cancellata la Serie C2 si credeva che questa mossa avrebbe giovato a tutto il movimento, e invece questa scelta non ha fatto altro che aggravare i problemi cronici del nostro calcio. Si dice che si vuol premiare le società e le proprietà virtuose, ma la realtà dei fatti è che dalla Serie A in giù ci sono moltissimi avventurieri".