Paulo Futre, la prima volta e la sud esplode, ma è questione di un attimo

06.04.2015 12:00 di Andrea Chiavacci  articolo letto 912 volte
Paulo Futre, la prima volta  e la sud esplode, ma è questione di un attimo

Sono tante le storie che accompagnano gli aneddoti dei tifosi della Regia. Oltre 96 anni di calcio in Emilia e quasi tutti vissuti nel mitico stadio Mirabello che saluta per la prima volta la serie A nel 1993 e assieme alla massima ribalta nazionale, dal mercato autunnale arriva un grande del calcio mondiale: Paulo Futre.

Il portoghese va a rinforzare la squadra di Marchioro che dopo l'esaltante stagione 1992-'93 si scontra con la dura realtà del calcio dei grandi. Un calcio che sta cambiando che apre per la prima volta le porte alla pay-tv e che ampia la forbice tra grandi e piccole. La Reggiana arriva alla sosta autunnale, per la gara decisiva per il pass a USA '94 della nazionale azzurra contro il Portogallo, con appena 6 punti e nessuna vittoria. Dal mercato autunnale però Franco Dal Cin, che ai tempi di Udine portò Zico in bianconero, vuole portare un big in Emilia per cercare la salvezza. Il suo pallino è Paulo Futre, portoghese dal talento incredibile e paragonato a inizio carriera a Maradona. Un giocatore dal talento cristallino pari alla fragilità della sua struttura ossea che ne ha condizionato la carriera. Dopo aver vinto la Coppa Dei Campioni nel 1987 con il Porto e aver dato il meglio di se all'Atletico Madrid formando una coppia pazzesca con l'attaccante brasiliano Baltazar. Futre nel 1993 è al Marsiglia, dopo un breve ritorno in patria al Benfica, fresco vincitore della neonata Champions League ma in odore di debiti e di guai. Il Milan gli fa la corte, a Capello piace da impazzire, ma alla fine con l'assenso dei rossoneri Dal Cin la spunta e Futre viene presentato agli increduli tifosi granata. L'unica incognita è come detto la condizione fisica e la sfortuna che perseguita il lusitano.

L'esordio è previsto per il 21 novembre allo stadio Mirabello contro la sorprendente Cremonese di Gigi Simoni trascinata dai gol del gigante Andrea Tentoni. A Reggio è in costruzione lo stadio Giglio ma i tifosi vogliono salvarsi qui, dove hanno passato tutta la loro vita ad inseguire il sogno della serie A. Marchioro schiera dall'inizio Futre e fa esordire anche l'altro nuovo straniero, il rumeno Dorinel  Mateut, dopo il taglio di Ekstroem accanto a Michele Padovano. Completa la terna di stranieri il portiere della nazionale brasiliana Taffarel, arrivato dai rivali del Parma in cambio di Bucci. La giornata è fredda, il cielo terso ma il vecchio e piccolo stadio reggiano ospita comunque 15.000 spettatori. Dopo un primo tempo equilibrato la Reggiana è decisamente più offensiva nel secondo tempo. Il momento magico arriva al minuto 64: Inizia tutto da un lancio di Taffarel e l'azione sembra non finire mai, il pallone lo toccano un po' tutti, poi Morello apre a destra per Futre che entra in area finta su Lucarelli e di sinistro batte Turci sul primo palo e corre soto la curva sud impazzita di gioia e tutto lo stadio che scandisce il suo nome, in maniera spontanea senza speaker in aiuto. E' il primo gol italiano del portoghese ed è la prima vittoria in A della Reggiana, perchè poi Mateut raddoppia nel finale e mette il sigillo al primo storico successo in A. Però l'imprevisto è sempre dietro l'angolo e nel finale Futre si fa male. Uscirà aiutato dal massaggiatore e da un uomo della panchina, mentre tutto lo stadio lo applaude.

Il portoghese chiude qui la stagione. La Reggiana fatica ma vince contro l'Inter, pareggia con la Juve, batte il Parma e con un gol di Esposito a San Siro batte il Milan e resta in A, il primo maggio del 1994. Futre tornerà in campo nella stagione successiva ma giocherà appena 12 partite segnando 4 gol, segnato dai soliti guai muscolari, e non potrà far niente pee evitare la retrocessione. Andrà da Capello al Milan ma troverà poco spazio. Andrà al West Ham e tornerà anche all'Atletico Madrid prima di chiudere la carriera nel 1998 in Giappone con lo Yokohama Flugels a soli 32 anni. 

Dopo 22 anni tutto è cambiato. Già nel 1995 la Reggiana trasloca al Giglio e oggi deve dividere il suo stadio con il Sassuolo. Il Mirabello è ormai distrutto e i tifosi mal digeriscono la convivenza con i neroverdi e ogni estate contestano il trofeo Tim che si gioca in quello che oggi è chiamato Mapei Stadium, per amore dei soldi. Resta quella prima vittoria e quella salvezza storica , quel grido di gioia e di dolore, quella corsa di Futre

 

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