Teramo-Pisa, il Punto Tecnico

 di Black Dog Twitter:   articolo letto 1133 volte
Piero Braglia
Piero Braglia

Il 3-5-2 che la squadra digerisce ormai con un po’ di fatica, ancora un cambio di modulo avversario che manda in difficoltà la tenuta difensiva, la capacità di far male quando il ritmo del match non è altissimo: questo ha narrato Teramo-Pisa.

TRA LE LINEE E’ il modo in cui viene infilata la formazione di Piero Braglia nei frangenti nei quali i biancorossi accelerano, a dimostrazione che i nerazzurri con il 3-5-2 ormai accusano nette battute a vuoto. In particolar modo nella seconda metà del primo tempo, quando Iori patisce troppo il pressing e perde palloni anche banali e il Teramo ha campo libero nella terra di nessuno che diviene quella porzione di campo tra il centrocampo e la difesa pisane. Ne è un esempio l’azione che porta al rigore per gli abruzzesi. Al 38’ Lapadula a metà campo sradica la palla a Iori e con un tunnel supera Lisuzzo preso alla sprovvista, traversone che Paci intercetta di testa spedendo in corner (poi indica verso Iori come a sottolineare che non può perdere palloni così; e dall’angolo nasce il clamoroso filler con tentativi a ripetizione tra i quali quello salvato sulla linea da Frediani e poi la traversa). Al 40’ Sini esce su Lapadula e viene risucchiato fuori, Iori è murato e nella palla filtrante Mandorlini si trova a coprire in difesa entrando in modo ingenuo su Dipaloantonio, commettendo il fallo punito con il calcio di rigore.

DALLE FASCE E’ dove il Pisa soffre quando gli abruzzesi passano dal 5-3-2. Come accaduto col Forlì, la modifica dell’assetto avversario provoca nuove difficoltà. Frediani (con colpe molto relative) si dimostra disadatto a coprire da solo tutta la fascia quando gli avversari raddoppiano sul suo lato. Anche perché i tre centrali sono lenti nell’andare in seconda battuta (vedi Paci in occasione del cross che genera la traversa di Lapadula) e Mandorlini, oltre a essere un po’ morbido nei propri ultimi venti metri, col peso dell’ammonizione che ha addosso va troppo lieve su Di Matteo in occasione dell’azione dell’1-1, timoroso di un secondo giallo.

IN MEZZO E’ la parte centrale del campo nella quale il Pisa riesce a metter pressione al Teramo quando l’andamento cella patita è meno sincopato. Prova ne sia il gol dello 0-1. Floriano e Frediani vanno a pressare il portiere che ha ricevuto un retropassaggio, poi sul rinvio di Tonti Lisuzzo intercetta e con un corto pallonetto centrale serve Misuraca sulla trequarti. IL numero 10 nerazzurro è abile a evitare due avversari e servire in corridoio Costa per l’assist vincente ad Arma. Con Arrighini serviranno ancora più azioni del genere, perché l’attaccante pisano necessita di essere lanciato in velocità contro difese colte di sorpresa.