Spal-Pisa, Il Punto Tecnico

 di Black Dog Twitter:   articolo letto 930 volte
Spal-Pisa, Il Punto Tecnico

L’ATTITUDINE A SOFFRIRE già vista in altre trasferte difficili, il coraggio di spalmare sul campo più giocatori offensivi possibile in un momento delicato, la mancanza di un attaccante che finalizza in trasferta quando non c’è Arma: questo ha narrato Spal-Pisa.

TOSTI Sono tutti i nerazzurri in ogni momento del match. Sia quando arretrano in difesa nella parte centrale del secondo tempo riuscendo a far massa su ogni possibile situazione da gol estense. Sia quando provano a impostare o ripartire lottando su ogni seconda palla non vinta. Vedi i numerosi e intelligenti falli tattici dalla metà campo in su sia dei difensori che degli uomini degli altri reparti. Vedi Finocchio che in fase di ripiegamento fa valere la sua fisicità come sesto elemento di un centrocampo dove Morrone si spolmona pressando altissimo. Vedi Stanco che fa la guerra con chiunque gli capiti a tiro, incurante dei pochi palloni che gli vengono serviti. Vedi Frediani che fa il soldatino e intercetta di testa una palla pericolosa in posizione di uomo di destra di una difesa che a volte passa a 4. Vedi Lisuzzo, che usa il mestiere per aiutarsi anche con le braccia per quei contrasti che se così fatti l’arbitro fischia solo una volta ogni tanto (era uno dei segreti del Frosinone promosso in Serie la scorsa stagione).

CORAGGIOSA E’ la mossa di Piero Braglia quando dopo l’ora di gioco mette Dicuonzo avanzando Frediani per creare un 3-4-3. Schieramento che più la Spal si fa minacciosa, più lì allenatore nerazzurro riveste di potenziale offensivo inserendo prima Giovinco e poi Gyasi. Che siano i due a riciclare perfettamente il pallone scagliato in area in occasione della rete decisiva di Rozzio è un premio meritato, vista che portano in dote la vivacità nello stretto (dimostrata in questa occasione) e la freschezza sul terreno scivoloso.

MANCANZA E’ quella di Arma, che in trasferta è stato letale su azione ad Ascoli, L’Aquila e Prato. Stanco lotta, fa reparto, cerca di aprire spazi ma manca un difficile colpo di testa al 54’ su palla tesa da sinistra che il bomber marocchino ci aveva abituato a cogliere. Stanco paga comunque una manovra che non cambia mai passo, perché come ha ammesso Braglia la squadra non era molto in condizione a Ferrara (e comunque questa è la vera zavorra nelle partite casalinghe). Tale lentezza di manovra ha penalizzato anche Frediani, perché è un giocatore che deve andare in velocità.