Prato-Pisa, il Punto Tecnico

 di Black Dog Twitter:   articolo letto 1337 volte
Prato-Pisa, il Punto Tecnico

LA PRESSIONE TRASFORMATA IN CARICA AGONISTICA, il movimento senza palla in occasione del gol e che era latitato nelle ultime uscite in casa, una nuova sicurezza sui palloni alti difensivi sebbene da testare con ulteriori prove: questo ha narrato Prato-Pisa.

GRINTOSI Sono gli undici nerazzurri che scendono in campo al Lungobisenzio per la prima volta a meno sei dalla vetta, seppure ci sia da giocare ancora una partita rispetto alla capolista Ascoli. Un peso psicologico che può schiacciare e toglierti serenità. Il Pisa invece lo trasforma in leva per mulinare subito le gambe, andando in pressing relativamente alto e con i difensori che vanno al rude uno contro uno fino a centrocampo. La squadra di Braglia non lesina anche i falli, intelligentemente quasi tutti prima della trequarti. Colpisce la trasformazione di Misuraca in interno. Alcune caratteristiche non potrà mai averle ma ci sta mettendo tanta intelligenza nell’adattarsi, vedi alcuni interventi al limite (compreso un recupero incorrendo come un medianaccio all’84’recupero di fronte alla panchina del Prato che chiede fallo); e inoltre come si fionda sul rigore respinto da Pelagotti, arrivando prima dell’avversario tanto da prendere fallo a favore ed evitare la rete su ribattuta.

SEMPLICI Sono i tocchi e gli spostamenti nell’azione che decide la partita. Una nota di merito per Beretta, che sull’appoggio di Lisuzzo non cerca l’avventura né di prendere punizione ma con due tocchi rapidi appoggia a Iori. Il regista nerazzurro si era mimetizzato ai radar locali già al momento del fallo laterale di Pellegrini. E come fece nell’1-0 ad Ascoli, prima che qualcuno lo pressi calibra un pallonetto in area dove Misuraca, muovendosi già al momento dello stop di Beretta, si è fiondato in anticipo. Qui il numero 11 ritrova lo spunto del trequartista qual è con la girata morbida a disinnescare il tentativo di chiusura di Rickler. Poi ci pensa Arma a rubare il tempo al diretto avversario e al portiere. Un’azione che combina colpi di genio ad essenzialità, miscela scarseggiata negli ultimi mesi all’Arena Garibaldi e che urge ritrovare anche in versione casalinga.

VOLANTI Sono i difensori del Pisa sui palloni alti. Puntuali nelle chiusure lontano dalla porta e concentrati sui cross in area. Il ritorno di Rozzio da questo punto di vista sembra aver ridato nuove certezze, soprattutto alla luce delle distrazioni di testa palesate in difesa nelle precedenti due uscite esterne ad Ascoli e L’Aquila. Serviranno squadre più precise del Prato nel gettare palloni in area (ma questo è anche merito della pressione sui portatori di palla ai lati e in mezzo) però è anche vero che Bocalon, Fanucchi e Rubino (entrato dopo l’intervallo) fin qui di testa avevano segnato diverse reti.