Pontedera-Pisa, il Punto Tecnico

 di Black Dog Twitter:   articolo letto 790 volte
Pontedera-Pisa, il Punto Tecnico

Primo tempo col baricentro molto basso e poco possesso palla, secondo che inizia con maggior controllo della manovra e dopo il gol praticamente sempre in controllo: così il Pisa ha scritto la vittoria sul campo del Pontedera.

PAROLA-CHIAVE: Pazienza. E’ ’unica vera costante del match dei ragazzi di Rino Gattuso. Prima nel non farsi prendere dalla fregola di seguire il Pontedera sull’arma del ritmo forsennato a tutti i costi (a costo di qualche rischio) poi una volta rientrati in campo cercando progressivamente di imbastire trame nella tonnara della trequarti granata. 

L’EPISODIO-SIMBOLO: La rete sfiorata da Varela al 53’. Perché oltre ad attestare la crescita della pericolosità dell’uruguayano, segna l’entrata nel vivo del gioco di Mannini, finalmente liberato dalle catene di terzino puro della prima frazione della gara: il modo in cui si libera e la prepotenza con cui va al cross fanno capire agli avversari che sarà più dura chiudere tutti i varchi.

ATTACCO Isolato in tutti i sensi fino a oltre alla mezz’ora, sia nel venir servito sia nei compiti di pressing deputati ai soli Montella e Varela (col contributo a volte di Sanseverino). Poi con la squadra più alta la coppia offensiva diviene più fastidiosa (è Montella a prendere la punizione dalla quale nasce il corner del gol). Resta la sensazione che se non ci pensa Varela sia dura segnare. Una notazione di merito per Cani, il cui ingresso come a Ferrara si mostra molto utile una volta in vantaggio, vista   la sua capacità di fa rifiatare la squadra.

CENTROCAMPO Finalmente con la mediana a tre che però nel primo tempo soffre come se fosse a due di fronte all’aggressività del Pontedera (che manda in confusione soprattutto Ricci). Tanti errori e incapacità di far salire la squadra fino allo scadere del primo tempo perché le seconde palle sono tutte dei granata (e anche perché Gattuso chiede di stare schiacciati sulla difesa quando impostano i locali). Dopo la pausa però la presenza di un trio in mezzo consente di far scorrere la palla anche in spazi stretti in attesa del momento buono. Grazie anche al contributo di Mannini, vero tuttocampista, che diviene il quarto elemento essenziale per allargare la manovra.

DIFESA Lo schieramento a cinque è un invito al Pontedera a far male. Anche perché Disanto che si muove tra le linee è un problema, in particolaar modo per un Golubovic confuso in entrambe le fasi. Ma l’idea dei tre in mezzo alla fine funziona perché a rivedere le azioni confuse d’attacco dei granata fino all’ora di gioco c’è sempre uno tra Rozzio, Fautario e soprattutto un Crescenzi (cresciuto di condizione) a tamponare o raddoppiare. E una volta in vantaggio questi tre non perdono mai la lucidità.