Pisa-Pro Piacenza, il Punto Tecnico

 di Black Dog Twitter:   articolo letto 899 volte
Pisa-Pro Piacenza, il Punto Tecnico

LA NECESSITA’ DI ESSERE ANCHE FISICI e non solo creativi, la difficoltà a rimanere in equilibrio con una mediana di soli due elementi, la difesa a tre che non garantisce solidità se la squadra si allunga: questo ha narrato Pisa-Pro Piacenza.

PESO E’ quello che dà il Pisa al suo attacco a inizio secondo tempo, puntando su una maggiore fisicità. In primis con l’ingresso di Finocchio, più presente come stazza di un Floriano, vedi lo scombiccherato ma efficace assist ad Arrighini nel tiro murato nell’area piccola dal quale nasce il corner del gol. E poi con l’insistita ricerca di fare massa in area sui calci da fere massa in area: la rete di Sini è una replica dell’incornata di Rozzio a inizio primo tempo neutralizzata da un plastico volo di Alfonso. A scusante di Floriano il fatto che un tridente irregolare come quello formato da lui, Arrighini e Arma avrebbe bisogno di una manovra palla a terra più intensa e meno estemporanea.

CONTRAPPESO E’ quello che comunque riescono a garantire pure gli attaccanti di fronte alle voragini che inevitabilmente si aprono con una mediana che non solo è a due, ma ha un elemento dal passo troppo cadenzato in fase di non possesso (Iori). Nel primo tempo Floriani e Arma spendono due cartellini gialli per disinnescare pericolosi contropiede con la squadra spezzata in due (soprattutto il giallo del marocchino evita che la Pro Piacenza vada dritta verso la porta). In fase di filtro il problema non è solo Iori (che lascia passare Porcino nell’occasione ospite al 44’) bensì anche del 3-4-3 che era da un girone d’andata che non si vedeva: Costa e Pellegrini sono costretti a stare troppo alti per troppo tempo mancando la rapidità in costruzione.

ZAVORRA E’ quel che diviene la difesa a tre, che servirebbe per garantirsi più copertura invece nel primo tempo rende la squadra più fragile perché appena la squadra perde palla non recupera bene le posizioni, non riuscendo a suffragare l’uomo in meno a centrocampo. Nel secondo tempo formazione più compatta e poi una volta in vantaggio anche la difesa copre meglio il campo.