Pisa-Prato, il Punto Tecnico

 di Black Dog Twitter:   articolo letto 1181 volte
Pisa-Prato, il Punto Tecnico

UNA SQUADRA PIU’ COMPATTA finché ha retto la forma generale, la maggior ricerca di profondità, le fasce che rimangono un problema, diversi elementi che sembrano svuotati mentalmente: questo ha narrato Pisa-Prato.

STRETTI Sono come si schierano i giocatori nerazzurri anche in orizzontale in fase di non possesso. Miglior interprete di questo nuovo atteggiamento tattico è Finocchio, sempre molto vicino ai due mediani nel punto dove l’avversario ha la palla e poi pronto a ritornare a tamponare sulla fascia di competenza appena il Prato cambia gioco. Un lavoro, il suo, che viene progressivamente meno nel secondo tempo, causa anche una stanchezza dovuta all’aver salato le due precedenti partite per infortunio. E dopo l’intervallo è una sorta di fatica generale (diversi i giocatori a mezzo servizio e nulle le alternative in mezzo al campo) a rendere il Pisa più lungo sia orizzontalmente che verticalmente.

PROFONDI E’ quel che ha chiesto ai suoi Christian Amoroso al debutto in panchina. Le ali non scappavano in avanti ma partivano più arretrate, così da evitare che la squadra giocasse troppo sul portatore di palla; e che una volta riconquistato il pallone fosse possibile provare ad articolare una manovra invece di lanciare lungo. Una strategia riuscita parzialmente per diversi motivi, dal fatto di non avere ancora sicurezza con tali schemi alla mancanza di un regista vero che scelga bene i tempi fino a due punte che al momento in area di rigore si smarriscono (Arma alle prese con problemi fisici, Arrighini con la testa ancora troppo pesante per giocare leggero). E poi ai lati i meccanismo si inceppa anche per attuali limiti individuali.

SMARRITI Sono Pellegrini e Floriano, che appunto arrugginiscono il lavoro delle catene sulle fasce. Pellegrini non sbaglia i tempi d’inserimento ma troppi controlli e passaggi, che oltre a Finocchio mettono in difficoltà Misuraca che va in appoggio. Floriano poi sembra la copia sbiadita del giocatore che ci avevano raccontato fosse stato inseguito a gennaio dalle squadre più ambiziose di Lega Pro. Fantasia ai minimi termini, indicativo il triangolo in area con Arma al 18’ quando va a sbattere su un giocatore del Prato come un medianaccio qualsiasi. E poi al 38’ parte in contropiede tagliando dal centro verso destra, ma una volta passata la metà campo sbaglia clamorosamente la misura del passaggio ad Arrighini allargatosi a sinistra.