Pisa-Pontedera, il Punto Tecnico

 di Black Dog Twitter:   articolo letto 1116 volte
Pisa-Pontedera, il Punto Tecnico

LA NOVITA’ AGRODOLCE del tridente atipico,  la mancanza di cattiveria davanti alla porta, la scarsa coesione tra mediana e difesa nei momenti caldi: questo ha narrato Pisa-Pontedera.

NUOVO È il modo con cui Piero Braglia schiera l’attacco del Pisa. Un tridente particolare, con il continuo scambio di posizioni tra le punte che rimangono tutte abbastanza accentrate, tanto che Giovinco e Napoli soprattutto nel primo tempo fanno qualche passo indietro trasformando il 3-4-3 in 3-4-2-1. Con il giro palla lento del primo tempo il trio è più le volte che fa imbuto di quelle nelle quali dà respiro alla manovra. Nel secondo tempo le cose vanno meglio e non solo perché il Pisa rubando palla mette in moto con rapidità il tridente. Arma scala ad appoggiare, dando più spazi a Napoli e Giovinco, seppure quest’ultimo è notevolmente a disagio quando non gioca da seconda punta atipica. Invece dopo l’intervallo proprio Napoli aggredisce in continuazione lo spazio prima del pallone, tamto che diventa lui la punta più avanzata (vedi l’azione al 68’ quando calcia addosso a Ricci). Frediani al suo posto si muove con maggior semplicità e un minimo d’imprevedibilità.

USUALE È l’incapacità del Pisa di essere cattivo. Dodici tiri nello specchio, uno solo che costringe il portiere a una parata straordinaria, e lo compie un difensore (Lisuzzo). In più l’attaccante più pericoloso è Morrone, che contro il Pontedera non ha trovato la porta. Se ci si aggiunge che il gol di Arma nasce su assist involontario di Bartolomei(la sua spizzata inganna Ricci) il quadro è desolante.

ATAVICA È la difficoltà dei centrocampisti nel proteggere la difesa quando si schiacciano troppo davanti all’area. Come era accaduto contro la Pro Piacenza, anche in occasione della rete del Pontedera: Napoli-Misuraca-Morrone-Frediani non vanno in pressione su Bartolomei, il cui pallonetto prende a metà strada Sini e Dicuonzo, rimasti al limite (insieme a Lisuzzo) con Grassi che sguscia dietro tutti addirittura a passo d’uomo.