Pisa-Lucchese, il Punto Tecnico

 di Black Dog Twitter:   articolo letto 1947 volte
Pisa-Lucchese, il Punto Tecnico

LA RINUNCIA ALLA FANTASIA (sempre che qualcuno in rosa ne possieda una buona dose), la fede non sempre ben riposta che prima o poi la partita si sblocchi con il colpo di un singolo, la voglia di vincere che non manca mai: questo ha narrato Pisa-Lucchese.

BANDITA E’ l’idea di giocarsela con la sorpresa, sia nella scelta del singolo sia con le sostituzioni. Se è vero che Piero Braglia rispolvera quel 3-5-2 che senza Costa era naufragato dopo le vuote prestazioni con Reggiana e soprattutto Pro Piacenza, è altrettanto palese che gli interpreti di tale modulo lascino poco spazio all’imprevedibilità. A partire dalle fasce, dove a quel ritmo l’ appoggio a Pellegrini permette alla difesa lucchese di organizzarsi quasi sempre; e dall’altro lato Napoli è innescato raramente e con l’appoggio lento di un comunque positivo Misuraca. In attacco Stanco e Arma si sbattono ma spesso sono in due contro cinque, e quindi il tentativo di sfondare con la forza rimane spesso sulla carta. Non che quando entri Giovinco dia quell’apporto di sfrontatezza che ci si attende da lui, con colpe relative però, visto che la squadra continua a sparare troppi palloni alti invece che sfruttare le sue doti palla a terra. Dice che la fantasia la potrebbe dare Frediani, che però secondo alcuni addetti ai lavori dà i meglio di sé solo con il 4-3-3.

PRUDENZA E’ quella che mostra il Pisa anche quando dopo la paratona di Di Masi mancano 20 minuti più recupero per sbloccare lo 0-0, forse proprio perché dalla panchina (chiunque ci vada) non puoi spremere più di tanto. Il 4-4-2 adottato dall’80’ non può essere considerata una mossa azzardata. Ma la filosofia di Piero Braglia è questa: quando non tutto gira come dovrebbe meglio uno 0-0 con una squadra da play-out che rischiare il tutto per tutto e incappare in una sconfitta (dal 77’ la Lucchese parte tre volte pericolosamente verso la porta di Pelagotti, creando qualche affanno di troppo). A fini della classifica una caduta casalinga cambierebbe poco ma non dal punto di vista del morale .

DESIDERIO E’ quello di vincere che scuote ogni elemento nerazzurro fino al 96’, sebbene dal 77’ in poi la squadra butta avanti palloni senza più molta convinzione. Ma in quel caso sono la stanchezza e la delusione a prendeew il sopravvento. Perché attaccare a testa bassa e non ottenere niente stanca, soprattutto quando è da cinque partite casalinghe che fai una fatica immane per segnare (Reggiana, Pontedera, Grosseto, San Marino e Lucchese).