Pisa-L'Aquila, Il Punto Tecnico

 di Black Dog Twitter:   articolo letto 1057 volte
Pisa-L'Aquila, Il Punto Tecnico

UN ATTACCO CHE IN CASA GIOCA TROPPO DI POSIZIONE, il centrocampo che accusa il pressing alto, la difesa che soffre le squadre che giocano con un trio di trequartisti dietro un’unica punta: questo ha narrato Pisa-L’Aquila.

SUI PIEDI E’ dove finisce il pallone servito in avanti alle punte, che ancora una volta all’Arena Garibaldi raramente vengono lanciare nello spazio rasoterra. Un peccato mortale soprattutto se una squadra gioca col tridente come il Pisa. Ci si basa molto sull’istinto e poco su schemi speciali, e a a volte si alza la palla pur di arrivare il prima possibile verso la porta. E nell’errore finiscono gli stessi attaccanti quando devono scambiare tra loro. Sintomatico un contropiede quattro contro quattro al 13’: Floriano a sinistra cerca un cambio campo per Arrighini tagliando la palla con un lungo pallonetto che costringe il compagno a perdere attimo e profondità (è costretto a  defilarsi).

SUL PORTATORE E’ il modo con cui L’Aquila allunga e spezza il centrocampo nerazzurro quando si trova a dover impostare, con chi porta palla spesso in difficoltà. Nel primo tempo di frequente Paci (che ha molto gesticolato per questo) dà la palla a Caponi che si trova a venti-venticinque metri dalle mezzali Iori e Ricciardi. I quali a loro volta galleggiano in un mare di maglie bianche ospiti, poco aiutati anche dai terzini a loro volta bloccati dai trequartisti avversari. E di loro ci mettono qualche tocco di troppo (ma qui si torna alla mancanza di un ampio raggio di scelte strategiche in fase offensiva).

SUL TREQUARTISTA E’ dove va in affanno il Pisa quando affronta squadre con questa figura tattica. Le ultime tre sconfitte casalinghe sono arrivate con squadre che hanno piazzato uno o più disturbatori tra le linee di centrocampo e difesa. Il Folrì sullo 0-0 dopo circa mezzora dal 4-3-3- passò al 4-4-1-1, e l’Ascoli giocò col 4-2-3-1. E proprio come contro i bianconeri basta una giocata della mezzapunta esterna a mandare in tilt la difesa. Se con i marchigiani Nardini si accentrò tagliando fuori Costa, con L’Aquila il terzino tiene sì la posizione ma non chiude su Pacili perché deve dare un’occhiata a Scrugli che taglia senza palla in sovrapposizione. A quel punto è Floriano che deve chiudere ma non accorcia e si mette solo davanti. Ancora una volta, poi, i centrali rimangono ingessati in mezzo. Tanto che come avvenne con Perez, sull’unico centravanti presente va l’altro esterno (Pellegrini con l’Ascoli, Mandorlini con gli abruzzesi).  Ancora una volta si evidenzia la mancanza del difensore più reattivo del lotto, Rozzio.