Pisa-Carrarese, Il Punto Tecnico

 di Black Dog Twitter:   articolo letto 1191 volte
G. Giovinco
G. Giovinco

LA GRANDE DIFFICOLTA’ DI CREARE PALLE- GOL PULITE nelle partite in casa, la fatica una volta persa palla contro squadre abili nelle ripartenze sempre nelle gare casalinghe, la mancanza di un modulo alternativo al 3-5-2 (o degli uomini giusti per farlo) quando c’è da provare a cambiare l’andamento del match: questo ha narrato Pisa-Carrarese.

SPORCHE Sono la maggior parte del conclusioni del Pisa secondo una definizione che si usava una volta. Andate a riguardarvi la sintesi della gara: a parte sulla punizione di Giovinco, Calderoni compie parate normali o viene centrato da distanza ravvicinata. Il tiro di Iori da dentro l’area è figlio di un leggero ritardo nei tempi del suo inserimento e del passaggio di Morrone. Niente di particolarmente grave ma tale azione è la summa della sensazione di precarietà che trasmette ogni azione nerazzurra negli ultimi venti metri, come se mancasse quella sicurezza che invece in trasferta si è palesata più volte. Tanto che nella fiammata iniziale del secondo tempo la squadra non riesce a sfruttare nemmeno un Giovinco mai così convinto e vivace nel galleggiare tra la linea di centrocampo e attacco.

RINCORSE Sono quelle affannose dei nerazzurri al momento di fronteggiare una squadra che dà vita a ripartenze veloci ed efficaci come la Carrarese quando dal 63’ passa al 5-3-2. Misuraca ne è l’esempio suo malgrado. Nello scorso Punto Tecnico ne avevamo tessuto le lodi perché sta facendo oltre quel che sono le sue caratteristiche sottolineando però che alcune peculiarità non te le puoi inventare dall’oggi al domani. E così eccolo non riuscire a chiudere su Gorzegno in occasione della rete che decide la partita nonostante sia spalla a spalla con l’avversario.

IMMUTABILE E’ il 3-5-2 nelle partite in casa nonostante il Pisa così ne abbia vinte una appena nelle ultime sei all’Arena Garibaldi. Tanto che per dare vivacità all’attacco si preferisce inserire ue punte nuove senza rischiare un modulo alternativo. Braglia si era sempre giustificato dicendo che era meglio un punto sicuro piuttosto che rischiare di perdere alla ricerca dei re punti. Per quella legge del contrappasso che il calcio prima o poi legifera, questa volta il conservatorismo è stato punito. E con la beffa che la squadra per la voglia di non deludere il pubblico si è sbilanciata da sola al 90’ su calcio d’angolo a favore.