Pisa-Brescia, il Punto Tecnico

 di Black Dog Twitter:   articolo letto 548 volte
Pisa-Brescia, il Punto Tecnico

Voglia di vincere nonostante le gambe girino a fatica, coraggio nei cambi e capacità di soffrire: così il Pisa ha scritto la vittoria contro il Brescia.

PAROLA-CHIAVE: Chiarezza. Nella prima partita alla luce del sole dopo tre notturne i nerazzurri hanno muscoli stanchi e il cervello un po’ annebbiato ma un’idea sempre ben chiara in testa: provare a vincere la partita. Non ingannino alcune pause e gli errori individuali, la squadra per tutto il match è stata animata dalla voglia di andare a segnare. Come spiegare altrimenti il costruirsi e realizzare un palla-gol dalla rimessa di fondo dopo aver appena rischiato qualche secondo prima di andare sotto.

L’EPISODIO-SIMBOLO: La corsa di Verna alle calcagna di Morosini nel ribaltamento ospite che ha portato al contropiede due contro uno che poteva dare il colpo fatale al Pisa. Nonostante la grande stanchezza psico-fisica sopraccennata e gli ottanta metri di campo percorsi, il centrocampista nerazzurro tiene bene in mente che fare fallo può forse evitare la rete ma causare comunque un gran danno (l’espulsione sarebbe stata inevitabile) e addirittura riesce a un po’ a disturbare l’avversario.  E’la summa della sovraumana forza di volontà che permette al gruppo d andare oltre i limiti della preparazione monca.

ATTACCO Rino Gattuso fa girare i tre attaccanti per non dare punti di riferimento, ma Cani è un po’ rallentato dagli acciacchi e Varela timido per oltre mezzora. La difesa avversaria però comincia ad esserne disorientata sul finale di tempo e l’allenatore nerazzurro coglie l’attimo per bene due volte. Prima inserisce Peralta che parte qualche metro indietro come un falso nove e una più immediata transizione della palla in avanti. Poi visto Mannini stanco ripristina la punta centrale, Eusepi, per far agire non uno ma due elementi come guastatori liberi di muoversi (nel frattempo Varela ha cominciato a prendere più sicurezza). Non è un caso che al di là che l’1-0 sia una grande giocata individuale, a perfezionare la bella palla sul secondo pallo a Eusepi sia Varela con una buona scelta di tempo.

CENTROCAMPO Con Di Tacchio che fa un altro passo avanti nella condizione, tale reparto gestisce la palla con maggior convinzione e va in appoggio alle punte. Quando hanno la palla i lombardi però la mediana nonostante gli ospiti tengano i terzini bloccati fa fatica ad accorciare le distanze sia nel pressing alto sia nel cercare di proteggere la difesa, pegno del resto inevitabile alla stanchezza per la quarta partita in tredici giorni di una squadra che per due settimane non si era allenata. Però nessuno molla mai, vedi le botte che danno e prendono i tre lì in mezzo e Sanseverino che nel 4-4-2 finale sulla fascia sinistra non si smarrisce.

DIFESA Ne primo tempo non sempre riescono i tempi d’uscita su una delle due punte che arretrano per innescare l’altra, vedi l’azione del salvataggio di Lisuzzo nata sia dalla lettura sbagliata di Del Fabro che dalla lentezza di Golubovic nel provare a far scattare il fuorigioco.  Non viene però mai persa la capacità di aiutarsi a vicenda e anche di adattarsi, vedi Longhi che per pochi minuti fa il centrale di sinistra di una difesa a cinque con Avogadri terzino.