Pisa-Avellino, il Punto Tecnico

 di Black Dog Twitter:   articolo letto 515 volte
Pisa-Avellino, il Punto Tecnico

Primo tempo generoso ma con giocate affrettate, l’errore che mette la partita in salita subito dopo l’intervallo, l’abnegazione per reagire ma senza lucidità: così il Pisa ha scarabocchiato la sconfitta con l’Avellino.

PAROLA-CHIAVE: Annebbiata. E’ la squadra nerazzurra appena va sotto. Tutto il peso di un’annata maledetta si fa sentire, comprese le energie che scarseggiano. E anche se l’avversario viene messo un po’ alle corde, al Pisa manca sempre il tocco decisivo da fare con freddezza per colpirlo (ultimo passaggio o conclusione che sia).

L’EPISODIO-SIMBOLO: il tiro alto di Mannini al 76’, il primo vero tentativo in porta. Perché’ nell’azione di forza che porta il capitano al tiro c’è tutta la saldezza morale di cui è in possesso il gruppo di Rino Gattuso e allo stesso tempo però la scarsezza di energie fisiche e mentali anche nei capo branco.

ATTACCO le punte non hanno avuto scampo, se non vengono seguite dai difensori ospiti ci pensano i centrocampisti a mordergli le caviglie. In più anche nei rari spunti sulle fasce non ci sono mai in movimenti in sincrono. Poco cambia con i sostituti se non che nel 4-2-4 finale almeno i campani (per la fisicità garantita da Cani) vanno ogni tanto in difficoltà: ma mai abbastanza.

CENTROCAMPO Angiulli e Verna confermano di non avere le caratteristiche per poter portare troppo il pallone o cambiar gioco (sono centrocampisti da due tocchi e poi inserimento senza palla). Di Tacchio è l’ultimo a arrendersi come sempre, ma l’errore nella rete che decide la gara è il simbolo di come questa squadra sia ormai incapace di coniugare dedizione alla causa e chiarezza di idee dopo mesi logoranti.

DIFESA soffre un po’ in velocità quando gli avversari partono in contropiede, ma lavora bene sui raddoppi e suona anche la carica in avanti con i vari Golubovic, Lisuzzo e soprattutto Longhi. Tradita ancora una volta però dalla scarsa copertura del centrocampo (vedi le difficoltà di Golubovic nel secondo tempo).