Pisa-Ascoli, Il Punto Tecnico

 di Black Dog Twitter:   articolo letto 1505 volte
Pisa-Ascoli, Il Punto Tecnico

LA DIFFICOLTA’ A LEGGERE LA PARTITA IN CORSA, l’inconsistenza del centrocampo nel proteggere la squadra, un attacco che è diventato un rebus: questo ha narrato Pisa-Ascoli.

IGNORATO E’ il mediano dell’Ascoli Addae, un armadio che ha dominato a centrocampo perché non c’era mai qualcuno che lo andasse a chiudere davvero in quanto i nerazzurri, preparato il match in un certo modo, non sapevano come fare. In fase di impostazione il centrocampista bianconero è abile in quanto fa cose semplici ma messo sotto pressione sbaglia quasi sempre, penalizzato dal piede potente ma poco istruito. Nonostante ciò nel corso della partita non è mai stato trovato un antidoto alle sue giocate basiche. Visto che si era deciso di rilancialo fra lo scetticismo generale, si poteva dirottare il tuttofare Napoli a fare il cane da guardia di Addae.

GUARDATO E’ sempre Addae in occasione della rete-partita, avviata da lui. Arma è costretto a provare a chiudere alle sue spalle, Iori e Morrone sono distanti a triplicare sulla fascia destra, Misuraca lo fronteggia a tre metri di distanza e Napoli a sinistra nella terra di nessuno. Il centrocampo nel frattempo è passato a tre eppure il filtro manca, perché Morrone dopo il primo tempo ha il fiato corto e non c’è un altro vero elemento di rottura come Caponi o in parte Mandorlini. Che sarebbe ancora più necessario quando gli avversari giocano con molti uomini sulla trequarti, con movimenti taglia-fuori a ingannare Costa (perde l’assist-man Nardini in quanto a disagio nella difesa passata a quattro) Paci (Grassi) e Lisuzzo (Tripoli). Con la ciliegina amara sulla torta: Pellegrini disadatto alla difesa a quattro e letteralmente divorato da Perez.

SPAESATO E’ il potenziale attacco atomico del Pisa. L’inedito e asimmetrico tridente Arrighini-Arma-Napoli ha portato spesso i due bomber a togliersi lo spazio vitale a vicenda. E Napoli più largo a giocare con confusione le seconde palle create dal suo pressing. Non è un caso che l’unica azione pericolosa manovrata abbia visto Arrighini giostrare liberamente nello spazio generatosi in quel momento nella difesa avversaria, e quindi a sinistra; con Arma allargatosi subito a destra a ricevere l’assist di Morrone. Uno squarcio di quanto il Pisa con la generosità e grinta messe in campo  avrebbe potuto far male a un Ascoli che a volte ballava, ma via via facilitato dalla prevedibilità in costruzione dei nerazzurri.