Pisa-Ancona, il Punto Tecnico

 di Black Dog Twitter:   articolo letto 772 volte
Ernesto Starita
Ernesto Starita

Grinta, qualità e senso del sacrificio: così il Pisa ha scritto la vittoria sull’Ancona.

PAROLA-CHIAVE:  Umiltà. Perché una volta in vantaggio i nerazzurri non si vergognano a schierarsi in nove dietro la palla. E con criterio, nel senso che ognuno ha sempre cercato di aiutare il compagno vicino. E che quando si sono abbassati lo hanno fatto per stanchezza, altrimenti non si spiegherebbero le uniche due azioni pericolose in area degli ospiti.

L’EPISODIO-SIMBOLO:  L’espulsione di Di Mariano. Perché la reazione nervosa del subentrato dell’Ancona che gli costa l’espulsione nasce da una tenaglia pisana. Mannini non lo molla e come un fulmine arriva Ricci a farsi sentire sulle caviglie per rubargli palla. Tutto questo al 75’, a dimostrazione di come l’elettricità del Pisa non cali mai di tensione.

ATTACCO Intensità e colpi individuali. Come esemplificato dal cambio di campo di Starita che Lupoli addomestica quando la palla sembra uscire fuori per poi spedire sul primo palo, chiamato dal movimento di Cani, anticipato in extremis da Mallus. E poi il gol. La grinta di Starita nel recuperare palla a ridosso dell’area avversaria e a riciclarla bene per Verna più l’aggressione dell’area piccola: sulla respinta la prende Ciani ma accanto a lui ci sono i suoi due compagni di reparto, anche loro arrivati prima dei difensori ospiti.

CENTROCAMPO Una volta uscito Di Tacchio la mediana ha più difficoltà nel portare avanti palloni puliti. Perché mentre Ricci si sdoppia nel garantire equilibrio e tamponare, a Sanseverino non riesce di fare il “Ricci”, nel senso che una volta in possesso fa confusione nell’impostare. Positivo come con il passaggio al 4-4-2 il reparto non perda coesione. Anzi, Sanseverino fa bene l’operaio sulla fascia, e con Mannini sull’altro lato i ribaltamenti di fronte riescono ad alleggerire la pressione.

DIFESA Un po’ in sofferenza a destra, perché Golubinov appare ancora un po’ acerbo quando la spinta dalla sua parte è forte. Per il resto tanta compattezza con la nota lieta della freddezza di Forgacs nel buttare via la palla in alcune situazioni calde.