Grosseto-Pisa, Il Punto Tecnico

 di Black Dog Twitter:   articolo letto 1014 volte
S. Morrone
S. Morrone

LA POSSIBILITA’ DI FAR MALE CON LE RIPARTENZE se in campo c’è Floriano, l’utilità di Morrone quando gioca vicino alle punte, lo snaturamento di Arrighini questo ha narrato Pisa-Ascoli.

ACCELERATO E’ Floriano, che quando va negli spazi può diventare imprendibile. Si era già intravisto a Gubbio quando fece l’assist per la rete di Berretta. Lo ha dimostrato chiaramente in Maremma con la rete. L’ex ala del Barletta attacca la linea a quattro biancorossa schierata all’altezza del centrocampo quando Morrone va incontro al pallone addomesticato da Arma, e continua a correre per chiamare il passaggio. Infine non si ferma anche se lo sgraziato Monaco sembra poter intercettare il pallone. Se in casa nelle volte in cui ha giocato titolare i suoi spunti e tocchi d’estro si sono spesso rivelati controproducenti vista la lentezza della manovra (tanto da costringere Braglia a sostituirlo) in trasferta forse è stato troppo messo da parte (mai schierato titolare all'ala prima di sabato scorso e a Pontedera nemmeno un mniuto in campo) visto che Frediani da un mese a questa parte sembta di nuovo caduto in un periodo di netta involuzione.

ATTACCATO E’ Morrone, che in quella specie di 4-1-4-1 che disegna Piero Braglia allo Zecchini sfrutta il fatto di non dover pensare a fare legna per altri (ci pensa un  Caponi puntuale e tosto davanti alla difesa). E torna il libero e bello in appoggio all’attacco come nella prima parte della stagione, anche grazie al fatto che il Grosseto viaggia con quei ritmi bassi che fanno la fortuna di squadre un po' imbastite come il Pisa. Quando va a prendere la palla di Paci riciclata da Arma, l’ex-centrocampista del Parma è in linea con gli altri tre attaccanti, permettendo di andare in parità numerica  contro la sopraccitata linea locale. E prima Morrone era stato protagonista di due ficcanti incursioni in piena area di rigore .

SFASATO E’ Arrighini, costretto in diversi frangenti a fare l’uomo di fatica sulla fascia. Con Morrone e Iori più accentrati questa volta può svariare meno, e ne soffre. Tanto da innervosirsi subito (casca in un paio di provocazioni dei biancorssi nella prima mezzora) e va a volte in affanno in fase di contenimento. C’è chi dice che i grandi (vedi Tevez ed Eto’o) si sanno sacrificare. Ma Arrighini prima di tutto ha ancora una carriera da attaccante puro da far fiorire. E poi ha un potenziale offensivo enrome, e se ingabbiato (o peggio depotenziato) allora forse al suo posto sarebbe meglio Finocchio, che ha piede, fisicità e più attitudinea lottare sulla fascia. Certo che mettere in panchina uno dei migliori giocatori in assoluto dei tre gironi della Lega Pro non avrebbe comunque senso. E un bel dilemma.