Ascoli-Pisa, il Punto Tecnico

 di Black Dog Twitter:   articolo letto 1333 volte
Ascoli-Pisa, il Punto Tecnico

LA CAPACITA’ DI FARE I PADRONI in casa d’altri nel primo tempo, l’incapacità di reggere il ritorno degli avversari nel secondo tempo, l’irrinunciabile tremendismo di Napoli: questo ha narrato Ascoli-Pisa.

PERSONALITA’ È quella mostrata dal Pisa nella prima parte di gara. Pressing alto da un lato a costringere l’Ascoli a far girare la palla orizzontalmente fra i quattro difensori (che non riuscivano a imbastire la manovra) dall’altro a recuperare palla in attacco grazie a continui raddoppi. E a completare l’atteggiamento maturo a ridimensionare per 45 minuti quella che è considerata la seconda forza del campionato, il fatto di mantenere la calma nonostante la mala distribuzione dei cartellini gialli a danno dei nerazzurri. Logico il vantaggio e per poco anche il raddoppio mancato di un niente.

MOLLE È il Pisa a inizio secondo tempo, al quale non serve passare dal 3-4-3 al 3-5-2 con l’ingresso di Misuraca per Frediani ad evitare che i difensori siano esposti all’uno contro uno. La squadra si abbassa troppo presto anche perché stanca. Iori e Morrone finiscono la benzina (manca un sette polmoni che li eviti di andare in riserva in partite molto tirate) ed è indicativo come nell’azione dell’1-1 proprio l’ex-centrocampista di Livorno e Parma vaghi in mezzo ai passaggi dei bianconeri. Poi, ovviamente, ci si mette una difesa stranamente in sofferenza di fronte all’argento vivo di Perez e compagni, soprattutto Sini e a volte Paci, apparsi improvvisamente macchinosi.

ELETTRICO È Napoli, essenziale col suo movimento a scombussolare le difese, come su Tuttopisa era già stato evidenziato alla prima trasferta di campionato, contro il Santarcangelo. La rete nasce da una sua percussione centrale che crea scompiglio. Gli rubano palla, ma intanto i centrocampisti sono saliti a supporto. Morrone, che induce Addae allo sbaglio rincorrendolo, e Iori, che ha libertà per inventarsi il gran pallonetto breve per la stoccata di Arma. Napoli negli ultimi 20 minuti fa anche la punta centrale, sprecando una buona occasione per la solita fretta nel concludere e tanta stanchezza: serve che altri corrano quasi ai suoi livelli per dare più profondità alle avanzate.