Arezzo-Pisa, il Punto Tecnico

 di Black Dog Twitter:   articolo letto 998 volte
Ricci batte il rigore
Ricci batte il rigore

Tenuta mentale, cambiamento di  modulo e gioco duro nei momenti topici: così il Pisa ha scritto il pareggio sul campo dell’Arezzo.

PAROLA-CHIAVE: Presenza. Perché i nerazzurri non spariscono mai dal campo. Né quando con una formazione senza tre elementi-cardine e di esperienza vanno sotto a freddo, né quando a inizio secondo tempo la scossa di Rino Gattuso sembra essersi dispersa negli spogliatoi. Risultato: anche quando non rischia niente l’Arezzo non ha mai la sensazione di poter portare a casa la vittoria senza sudare. Il Pisa della scorsa stagione questa partita non l’avrebbe mai rimediata (esattamente un anno fa ci fu la sconfitta esterna con la Pro Piacenza in un match dall’andamento simile a quello di sabato scorso).

L’EPISODIO-SIMBOLO: Il fallo da dietro di Mannini su Carlini al 53 dopo la linea di metà campo centrocampo che gli costa l’ammonizione, che fa il paio con quello nell’identica porzione di terreno di Montella sempre sullo stesso giocatore due minuti prima. Esempi da un lato di un Pisa smarrito da un 4-4-2 con diversi giocatori a disagio in ruoli che sentono poco addosso (Sanseverino ala, Montella e Starita in un attacco a due punte) tanto che di lì a poco Gattuso modificherà lo schema; ma dall’altra parte immagine di una squadra disposta a ballare sul confine tra entrate maschie e gioco falloso piuttosto che arrendersi a quel che sembrava un destino scritto (locali più in palla fisicamente e più sicuri).

ATTACCO Senza Ciani manca profondità, anche perché Montella-Starita è una coppia troppo leggera e che oltretutto non può contare sulla velocità di manovra. Anche perché a destra Sanseverino ala è un vero pesce fuor d’acqua, che rallenta l’azione e sbaglia spesso gli appoggi. Non migliora molto con l’ingresso di Lores, che gigioneggia. Decisivo il passaggio al 4-2-3-1 dopo venti minuti della ripresa. In primis perché i trequartisti diventano i primi recuperatori di palla, vedi Lores che appoggia  Ricci nell’azione che porterà al rigore. Poi così viene sfruttata meglio la rapidità delgi elementi più leggeri, vedi Peralta che taglia a chiamare il passaggio di Verna prima di venire atterrato in area.

CENTROCAMPO Ricci e Verna non possono sdoppiarsi e la squadra contro il centrocampo a tre dell’Arezzo patisce un po’ nel filtro. Ma se il Pisa rimedia la partita è grazie a questo reparto. L’azione che porta al rigore dell’1-1 è una delle tante dove Ricci e Verna si scambiano orizzontalmente per cambiare campo.

DIFESA Lo aveva spiegato Dario Polverini pochi giorni prima ospite a Il Neroazzurro di 50 Canale: Golubovic e in parte anche Forgacs fanno fatica a tenere la linea uniforme per far scattare il fuorigioco. Il rigore che dà il vantaggio alla formazione aretina nasce perché Golubovic è tre metri dietro i suoi compagni di reparto tenendo in gioco Feola.  Pilastro Rozzio, che con decisi e puntuali uno contro uno ha risolto alcune situazioni spinose.