Numeri 1: Alessandro Nista, l'erede (mancato) di Zenga

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02.04.2014 13:00 di Andrea Chiavacci  articolo letto 5736 volte
Numeri 1: Alessandro Nista, l'erede (mancato) di Zenga

La parola eredità è forse costata caro ad Alessandro Nista. Il portiere di Collesalvetti nel 1987 prese il posto tra i pali della porta nerazzurra di Alessandro Mannini, una bandiera di quel Pisa anni 80, tra lo scetticismo generale.

Nista era si un giovane di belle speranze, dopo aver fatto tutta la trafila nelle giovanili del Pisa, ma aveva poca esperienza nel calcio vero; solo 3 presenze quando nel 1985-86' andò in prestito al Sorrento in C1. L'impatto è positivo con un grande girone di Coppa Italia,  dove Nista subisce appena 2 reti in 5 partite e il Pisa vince il girone davanti alla Juventus, dopo averla battuta all'Arena. L'esordio in campionato non è altrettanto buono quando il Milan degli Olandesi plana sull'Arena con un netto 3-1. Nista però se la cava egregiamente e alla fine è protagonista di una splendida salvezza, subì 28 gol disputando tutte le 30 partite, culminata nel mitico 2-0 al Torino con doppietta di Faccenda. Il portiere nerazzurro fa anche il suo esordio nella Nazionale Under 21, disputerà 3 gare, e molti lo vedono come futuro erede di Walter Zenga, per somiglianza e stile; simili anche nel modo in cui si arrabbiano dopo aver subito un gol. In Nazionale a Nista sono fatali gli ultimi minuti del quarto di finale dell'europeo contro la Francia, dove subisce  2 reti sia all'andata che al ritorno in zona Cesarini, che costano l'eliminazione agli azzurrini. La stagione seguente Il Pisa e Nista partono ancora forte in Coppa Italia, i nerazzurri arriveranno sino alla semifinale; poi qualcosa si rompe con il  disastroso avvio di campionato, con 14 gol al passivo in appena 8 incontri, e dopo il 4-1 subito in casa dalla Juventus il titolare diventa Grudina e finisce ai margini della prima squadra.

Chiusa l'esperienza sotto la torre, Nista va in Inghilterra nel Leeds dove trova poco spazio a causa di un grave infortunio. Torna in Italia dove si rilancia in provincia con l'Ancona,  ed è protagonista della prima storica promozione in A dei marchigiani. Il campionato di serie A , a soli 27 anni, sarà l'ultimo disputato da Nista come titolare. Subisce 19 reti nelle prime 5 partite, alla fine saranno 59, e in un'intervista al Corriere della Sera del 9 Ottobre 1992 dichiara:"le nuove regole che ci impediscono di prendere il pallone con le mani ci penalizzano. Eppure dovrebbero considerarci una specie protetta. Sai ora quanti gollonzi vedremo a mai dire gol"Nista , dopo la retrocessione, si prende la soddisfazione di arrivare da attore principale in finale di Coppa Italia,  nel 1993-'94, con l'Ancona nonostante il 6-1 subito contro la Sampdoria, tutti i gol presi nell'ultima mezz'ora nella decisiva gara di ritorno al Ferraris. Ancora serie A con Parma e Torino ma solo 2 presenze in dal 1995 al 2001, anno con cui chiude la carriera agonistica a  36 anni.

Due curiosità: Nista ha subito il primo e ultimo gol in Italia di Marco Van Basten; il primo nel già citato Pisa-Milan del 13 Settembre 1987, con rigore ripetuto due volte, l'ultimo in Ancona-Milan finita sempre 3-1 per i rossoneri, con un colpo di testa, il 9 Maggio del 1993. La seconda riguarda un Parma-Milan del 19 Novembre 1995: Scala aveva infortunati sia il titolare Bucci, sia Giovanni Galli. Tutti pensavano al sicuro impiego di Nista, terzo portiere dello squadrone gialloblù, ma alla fine a sorpresa venne fatto esordire un certo Gianluigi Buffon. Nista è stato comunque un ottimo interprete del ruolo e meritava maggior fortuna. Dopo il ritiro è diventato allenatore dei portieri ed attualmente cerca un posto dopo esser stato un anno alla Juventus e 3 all'Inter, in due riprese,  con Benitez, Leonardo e Stramaccioni. A Pisa Nista alzò anche una Mitropa Cup nel 1988 all'Arena con il 3-0 sul Vaci Izzo .

Andrea Chiavacci