Gabriel Raimondi: "Sono ottimista. Al Pisa serve continuità nei 90', poi potrà darci grandi soddisfazioni"

10.10.2018 15:00 di Andrea Martino Twitter:   articolo letto 769 volte
Fonte: Il Neroazzurro - 50 Canale
Gabriel Raimondi
Gabriel Raimondi

Ieri sera, negli studi di 50 Canale, uno degli ospiti della sesta puntata de "Il Neroazzurro" è stato uno dei calciatori che in epoca recente è entrato nella storia del calcio pisano e nei cuori dell'intera tifoseria. Un giocatore che per sacrificio e attaccamento alla maglia è diventato di diritto una delle bandiere del Pisa: Gabriel Raimondi.

Tanti i temi toccati dal capitano nerazzurro: dal caos sui ripescaggi che ha caratterizzato gli ultimi mesi, fino all'avvio del campionato della squadra di mister D'Angelo. Proprio sulla squadra che sta disputando la stagione 2018/2019 il capitano spende le prime parole della serata: "Sono dell'idea che nel calcio si debba avere la forza di lasciar lavorare i professionisti. Soprattutto quando, come nel caso del Pisa, bisogna plasmare un gruppo nuovo". "Questo Pisa - prosegue l'argentino - dimostra, seppur a sprazzi, che sa come giocare a calcio e come fare male all'avversario. Si sono sempre impegnati, e quando il mister riuscirà a definire la quadratura del gruppo sono sicuro che la squadra ci darà grandi soddisfazioni".

L'ex difensore esprime anche alcune considerazioni tattiche sulla formazione nerazzurra. "Sono anni che nel calcio italiano vince chi subisce meno. La squadra subisce poco, qualche volta sono eccessivamente timorosi, ma siamo ancora a inizio stagione. Ma la cosa più importante è il carattere che il gruppo ha dimostrato nelle prime uscite: nei secondi tempi hanno sempre fatto la gara. Devono riuscire ad essere più continui nell'arco dei 90 minuti perché possono realmente lottare per i piani alti della classifica". "Da quello che ho visto finora - continua Raimondi - mister D'Angelo preferisce avere fra i tre centrali difensivi un elemento bravo ad impostare. E' un tipo di calcio molto costruttivo, nel quale si preferisce avere calciatori bravi a gestire la palla con i piedi".

"Generalmente nel calcio di oggi si cerca di difendere in undici all'interno dei propri 35 metri - spiega il capitano nerazzurro - è su questo che il Pisa deve migliorare. I nerazzurri devono trovare maggiore continuità di manovra, spingendo con convinzione per 70 minuti almeno. Non si deve far respirare gli avversari, bloccando le loro ripartenze e costringendoli soltanto a difendere. Penso sia nelle corde e nelle possibilità di questi ragazzi". "Paradossalmente - continua l'ex difensore argentino - la partita meno bella del Pisa in questo campionato è stata proprio quella terminata con la vittoria. Contro il Cuneo, vuoi perché era il debutto, vuoi perché c'era lo stadio pieno, i ragazzi sono stati parecchio piatti. Nelle partite successive ho visto tante cose buone. Molte idee. Sono ottimista".

Il capitano nerazzurro torna sulla questione della pressione che una piazza come Pisa inevitabilmente porta a chi indossa la maglia del Pisa. "L'Arena Garibaldi deve essere un'arma e uno stimolo in più. Il pubblico deve spingere la squadra, ma anche chi va in campo deve essere in simbiosi con la tifoseria, portandosela dietro. Però non tutti siamo uguali: in qualsiasi gruppo ci sono calciatori che soffrono terribilmente la pressione di 6-7mila spettatori tutte le domeniche". "Conservo un aneddoto molto simpatico ed esemplificativo di come il pubblico di Pisa può fare la differenza - continua Raimondi - nella semifinale playoff di ritorno con il Venezia ero squalificato, e quindi vidi la partita dalla tribuna. Dopo la partita scambiai qualche battuta con un ragazzo argentino molto giovane che giocava nel Venezia, il quale mi confessò che una volta arrivati con il pullman allo stadio e vista la folla di persone che già era sui gradoni o fuori dai cancelli, capirono di aver già perso 3 a 0. E la partita era terminata poi con il punteggio di 3-1".

In chiusura di puntata Gabriel Raimondi analizza brevemente la partita di domenica prossima, che il Pisa giocherà sul campo della Pistoiese. "A Pistoia c'è un grandissimo allenatore come Paolo Indiani. L'ho conosciuto nel mio ultimo anno da professionista a Pontedera. E' una grande persona ed un ottimo tecnico, con capacità incredibili. Il Pisa dovrà fare una partita veramente attenta. In questo avvio di campionato è un po' in difficoltà, e proprio per questo motivo ci sarà bisogno di una prestazione importante".