Che fine hanno fatto? Ex di cui si sono perse le tracce

04.04.2014 09:00 di Nicolò Gambassi  articolo letto 1241 volte
Che fine hanno fatto? Ex di cui si sono perse le tracce

Ritorna l'appuntamento alla riscoperta di alcuni ex nerazzurri di cui negli ultimi anni non si è più sentito parlare.

Iniziamo da Mauro Rosin, portiere del Pisa di D'Arrigo nella stagione 1999-2000, quella della finale persa all'ultimo minuto contro il Brescello. Dopo l'ottima stagione disputata Rosin, ricordato anche per aver disputato il derby contro il Livorno con una mascherina protetettiva al volto per la rottura del setto nasale (Livorno-Pisa 1-1 rete di Varricchio), disputa una stagione all'Albinoleffe e sei al Montechiari con cui chiude la carriera nel 2007 a 43 anni. Attualmente è il preparatore dei portieri dei Giovanissimi Regionali (anno '99) del Feralpi Salò, squadra militante nel giorne A della Lega Pro, ma ricopre anche l'incarico di preparatore dei portieri del settore giovanile della Villanovese (2° categoria), squadra di Villanuova sul Clisi in provincia di Brescia.

Arrivò a Pisa nella prima stagione di Covarelli il terzino di spinta Nazzareno Scopelliti, fortemente voluto da Manuele Domenicali che portò con sè il blocco-Gela composto anche da Montalbano, Cuffa e Giardina. In realtà il terzino disputò una stagione al di sotto delle aspettative partendo da titolare ma venendo accantonato con l'esonero dei Domenicali così da disputare solamente 15 presenze in maglia nerazzurra. Nella stagione successiva viene ceduto in C2 all'Andria dove disputa 29 presenze condite da ben 5 reti. Nelle stagioni successive gioca prima a Martina Franca poi nell'Igea Virtus prima di far ritorno alla “casa madre” Gela nel 2009 dove contribuisce nuovamente a portare la squadra siciliana in serie C1. Nell'anno successivo disputa però solo 6 presenze e così nel 2011 passa al Licata in serie D, dove rimane per due stagioni contribuendo alla salvezza della squadra. Nell'ottobre 2013 all'età di 35 anni firma per il Pro Favara squadra militante in Eccellenza siciliana.

Nicolò Gambassi