Carmine Gautieri: "Spero che il Pisa vinca i playoff"

13.05.2018 17:00 di Marco Pieracci Twitter:   articolo letto 899 volte
Carmine Gautieri: "Spero che il Pisa vinca i playoff"

Intervistato dal quotidiano La Nazione, Carmine Gautieri, primo tecnico nerazzurro di questa stagione, si augura un Pisa protagonista durante i playoff: "Auguro al Pisa tutto il bene possibile, a cominciare dai playoff che spero li veda vincitori e promossi in B il 16 giugno a Pescara: lo merita una tifoseria straordinaria, una società seria e con programmi ambiziosi e un gruppo di ragazzi in gamba e con qualità importanti. Il Pisa ha le carte in regola per arrivare fino in fondo. Questa è una squadra forte con individualità importanti per la categoria. Riuscirvi, ovviamente, sarà durissima perchè ai playoff può succedere di tutto: un episodio negativo può condizionare una partita e pregiudicare la qualificazione. Poi ci sono gli infortuni e le squalifiche, tutte variabili difficili da prevedere. E anche la condizione fisica: a questi appuntamenti è importante arrivare al top. Però come organico i nerazzurri sono una delle squadre meglio attrezzate. Fra le più accreditate ci sono sicuramente Catania, Trapani e Alessandria. Ma io non escludo che il Pisa possa ritrovarsi in finale una outsider. Ci sono diverse squadre che nell'ultima parte della stagione hanno fatto molto bene, sia pure a fari spenti. Penso in particolare al Monza: dopo il pareggio all'andata, in diversi storsero la bocca quando dissi che avevamo fatto risultato sul campo di una delle migliori formazioni del torneo, ma non credo di aver sbagliato. E poi occhio alla Casertana: non lo ha detto quasi nessuno, ma sono la squadra del girone C che nel girone di ritorno ha fatto più punti. Meglio anche del neopromosso Lecce e di Catania e Trapani".

Gautieri non ha sassolini nelle scarpe: "Non sono proprio il tipo e poi sono un uomo di calcio da sempre: so come funziona questo mondo. Con me, forse, non c'è stata molta pazienza, ma in una piazza come Pisa è normale che sia così: la tifoseria è calda ma giustamente esigente e vuole vincere. Con la società sono rimasto in buoni rapporti. Hanno fatto delle valutazioni e delle scelte che avevano tutto il loro diritto di fare, ma con me si sono comportati sempre con la massima correttezza e cordialità. Certo, sarei un ipocrita se dicessi che non mi piacerebbe essere al posto di Petrone a giocarmi un obiettivo così importante, ma questo penso sia normale per uno che fa il mio mestiere. Le critiche fanno parte del gioco. Per uno che vuole fare questo mestiere la cosa più brutta non sono i fischi, ma giocare in realtà dove il pubblico è scarso e non partecipa. A Pisa non si corre proprio questo rischio: è una piazza che vive il calcio sette giorni la settimana, sempre vicina la squadra. E se la domenica non sono soddisfatti di quel che hanno visto è giusto che critichino. Personalmente sono soltanto orgoglioso di aver lavorato, sia pure per poco, in una realtà del genere: fare calcio a Pisa è una responsabilità ma anche un onore".