Uno schiaffo al tatticismo e tanta fame, ma non è ancora chiusa

30.05.2019 13:00 di Andrea Chiavacci Twitter:    Vedi letture
Il primo gol di Marconi
Il primo gol di Marconi

La voglia di imporre il proprio gioco e di andare a cercare il gol hanno vinto sul tatticismo e il calcolo. Arezzo-Pisa è stato uno spot al calcio di C che finalmente strappa un sorriso nell'annus horribilis della terza serie con una partita da categoria superiore da parte di due squadre sempre propositive. Il primo tempo della doppia semifinale playoff è andato al Pisa, con merito, grazie a un palpitante 3-2 in casa di una squadra che prima di ieri non aveva mai perso al Comunale in questa stagione. Gol, grandi giocate e qualche errore da entrambe le parti, ovvero tutto quello che chiedi a una partita di calcio. Chi crede di aver già in tasca la finale probabilmente non riesce nemmeno a godersi le emozioni di un playoff dove gli stati d'animo e i ribaltamenti di fronte improvvisi la fanno da padrone. Ieri sera come a Carrara il Pisa è andato sotto, ma ha dimostrato che non a caso aveva rimediato a sei situazioni di svantaggio nel girone di ritorno. Una squadra che ha fame e non molla mai, ma che sa anche giocar bene. Ci portiamo a casa le istantanee della doppietta di Marconi, del capolavoro di Di Quinzio, del salvataggio di Gucher e del rigore parato da Gori. Ma la gara di ieri ci ha detto che anche l'Arezzo è davvero molto forte e puo mettere in difficoltà i nerazzurri con i cambi di ritmo imposti soprattutto da Serrotti e in avanti dispone di due diavoli come Cutolo e Brunori. Fiducia ma antenne estremamente dritte in vista della gara di domenica all'Arena.
 

Scelte azzeccate. Un bravo va sicuramente ai due allenatori, ottimi nel dare un'identità alle proprie squadre.D'Angelo come sempre non stravolge il Pisa ma cambia qualcosina. Dopo un mese torna titolare Marconi con Moscardelli che parte nella panchina nello stadio dove era stato protagonista nelle ultime due stagioni. Una scelta tecnica e non certo dovuta a un eventuale peso del fattore ambientale. Una scelta azzeccata non solo per la doppietta di Marconi, il primo di testa e il secondo su rigore, ma perché il centravanti di Follonica è stato determinante nello sviluppo del gioco d'attacco e nelle sponde. Così come Masucci si erge a punto fermo con la sua velocità e imprevedibilità, come nell'episodio del rigore netto fischiato ai suoi danni, e D'Angelo ancora una volta si dimostra capace di saper gestire tutta la batteria d'attacco  dando spazio nel finale a Pesenti e Moscardelli, bravo nel tener palla. De Vitis è tornato a fare la mezzala ma ha un po' sofferto Serrotti, meglio quando è tornato dietro nel 3-5-2 visto nell'ultima parte di gara quando  l'innesto di Izzillo a centrocampo e lo spostamento a destra di Lisi hanno riportato maggior equilibrio. Fondamentale in vista del ritorno il rientro di Marin dalla squalifica e un possibile recupero di Verna almeno per uno scampolo di gara. Positivo anche il quarto d'ora di Liotti che sulla sinistra diventa un'arma in più nel possibile cambio di modulo in corsa.  
 

Maggior fisicità. Come accennato prima non può esser casuale il fatto che questa squadra sia brava a ribaltare il punteggio. Non può essere solo carattere, ma anche grande energia, fisicità e gestione dei cambi. Forse in questi due aspetti sta la differenza nella gara molto equilibrata di ieri sera. La maggior prestanza fisica dei nerazzurri e una rosa meno corta dell'Arezzo. Ma non va dimenticato che la squadra di Dal Canto con il suo collaudato 4-3-1-2 ha messo in difficoltà il Pisa giocando a mille all'ora grazie ai suoi brevilinei e tirando tantissimo da lontano soprattutto con Serrotti e il trequartista Belloni. Malgrado la sconfitta anche Dal Canto ha azzeccato la mossa spostando il primo a fare la mezzala, puntando sul numero 39 come trequartista. Brunori e Cutolo davanti si sapeva bene che erano brutti clienti, e i centrali nerazzurri qualche sofferenza l'hanno patita, mentre in difesa l'Arezzo si è dimostrato vulnerabile soprattutto quando vengono attaccati i terzini. In particolare Sala, molto più bravo in fase di spinta, ma ieri il Pisa ha preferito un altro tipo di gioco rispetto a quello di sfondare sulle fasce puntando alla precisione dei lanci di Gucher e De Vitis dalla trequarti. E anche qui D'Angelo è stato buon profeta, dimostrando di saper cambiare abito a seconda delle serate. Infine un plauso a Gori, bravo a tenere i nervi saldi e parare il rigore di Cutolo negando il pari all'Arezzo in una serata non semplice per lui. Un penalty nato da un'ingenuità di Lisi in area su Brunori. Adesso testa all'Arena per giocarsi qualcosa di grande. Con calma e sangue freddo.