Robur Siena-Pisa 1-0. L'analisi della partita

A cura di Andrea Chiavacci
08.11.2018 13:00 di La Redazione Twitter:   articolo letto 570 volte
Robur Siena-Pisa 1-0. L'analisi della partita

Le ambizioni del Pisa si scontrano con la dura realtà. Dopo Piacenza ed Entella, arriva la terza sconfitta stagionale a Siena contro una squadra forte ma che fino a ieri sera non aveva ancora vinto. Poco gioco, poche idee, pochi tiri in porta da parte dei nerazzurri. Il Siena non ha dovuto fare molti sforzi per portare a casa l'1-0 finale, ma rispetto alla squadra di D'Angelo ha messo in campo maggior volontà e cattiveria agonistica meritando la vittoria. 

Troppo rinunciatari. Se il Pisa di Chiavari era andato a pressare troppo alto l'Entella, quello di Siena ha badato a non subire troppo gli avversari nei primi minuti. Rinunciando però a costruire il gioco, lasciando il pallino sempre in mano agli avversari che si schierano a sorpresa con un 3-4-1-2. Mignani per la prima volta passa alla difesa a tre, mentre D'Angelo cambia i tre interni di centrocampo rispetto a domenica e in difesa si rivede Masi a causa della squalifica di  Liotti. Marin lotta ma non è un regista ed Izzillo cerca soprattutto di spezzare i ritmi, mentre De Vitis, al rientro dal primo minuto, non è nella serata migliore. La mediana soffre la grinta degli avversari, soprattutto quella di Gerli e del piccoletto Vassallo che arrivano quasi sempre primi sul pallone. Il gioco sulle fasce è praticamente  nullo con Lisi e Birindelli che spingono raramente e la davanti Marconi e Masucci vedono pochi palloni. Proprio Masucci si fa male al flessore al 35' e D'Angelo fa entrare Cuppone sperando di portare maggiore velocità. Ma il giovane attaccante non inciderà sulla partita. Il Siena non fa nulla di trascendentale ma il trequartista Aramu con la sua buona tecnica mette spesso sotto pressione la difesa nerazzurra e gli attaccanti Gliozzi e Cianci ( due gol  annullati: uno per fuorigioco e l'altro per un fallo su Masi) fanno sempre movimento. Dietro Meroni ( nella posizione di Liotti)  se la cava meglio di Masi e Brignani, che vanno spesso in difficoltà nei disimpegni. Quando la squadra prova ad impostare dal basso la palla finisce sempre agli avversari. 

Distrazione fatale. All'alba del secondo tempo arriva il gol partita: angolo di Aramu, difesa nerazzurra di marmo e Gliozzi può staccare tranquillamente a rete anticipando Izzillo. Quello che lascia perplessi è la reazione passiva dei nerazzurri. Il Siena ha messo la partita sul suo binario e cerca di proteggere il risultato, il Pisa per almeno mezzora continua a giocare come se nulla fosse accaduto. Gori tiene in partita il Pisa su un bel tiro di Gerli, poi D'Angelo prova a cambiare qualcosa. Fuori  Birindelli e Izzillo, dentro Cernigoi e Di Quinzio. Non cambia però il 3-5-2 con Cuppone che va a fare la mezzala e Cernigoi a fianco di Marconi in una versione poco redditizia di un attacco con il doppio centravanti.Anche perchè cross precisi ne arrivano pochi, sebbene Di Quinzio porta un po' di vivacità sul centro sinistra, con De Vitis che si sposta nella posizione occupata da Izzillo. Proprio Di Quinzio e De Vitis sono gli unici due che impegnano seriamente il portiere Contini. L'ex portiere del Pontedera esalta i suoi riflessi soprattutto sul colpo di testa ravvicinato di De Vitis, dopo un'azione in mischia stile rugby del Pisa quando sul cronometro sta èper scoccare il minuto numero 100. Infatti l'arbitro Carella ha dovuto allungare il recupero dopo l'infortunio dell'assistente Mittica. Finisce così, tra la delusione dei nerazzurri. Inutile dire che a Lucca servirà ben altro per mettere un freno a questo break negativo.

Numeri impietosi contro le big. Sarà anche un campionato spezzettato e falsato dai tanti rinvii ma in 9 partite giocate un'idea sul Pisa inizia a prendere forma. Sicuramente i nerazzurri sono deboli con i forti: tre scontri contro tre favorite in trasferta e tre sconfitte. Meritate e anche piuttosto nette nella sostanza, al di là del risultato. I numeri sono impietosi: zero gol fatti e ben sei subiti. Nelle altre sei partite sono arrivati 14 punti, ma quando il gioco si fa più duro i nerazzurri per il momento escono di scena. Non sono squadra da primissimi posti, inutile girarci intorno. Adesso serve anche un altro atteggiamento da parte della proprietà. Basta trovare scuse per i campi in sintetico o far sempre finta che va tutto bene. Occorre un cambio di passo anche da parte di chi comanda. Quando le cose non vanno si deve far sentire la propria voce. Perdere con le big ci può stare se la qualità è inferiore, ma quando manca la voglia di vincere e lo spirito giusto non può essere accettato in maniera passiva. Venendo all'area tecnica va detto che D'Angelo fa quel che può, forse l'unica cosa che gli si può imputare è quella di non avere un piano B al classico 3-5-2 che al momento crea grandi difficoltà quando la squadra viene presa in contropiede. Per il mercato è ancora presto, ma Gemmi avrà il suo da fare se a gennaio si vuole alzare l'asticella. Altrimenti sarà dura competere con le favorite.