Prato-Pisa 2-2 . L'analisi della partita

 di Andrea Chiavacci Twitter:   articolo letto 845 volte
Prato-Pisa 2-2 . L'analisi della partita

Inutile girarci intorno, quella di ieri è stata una colossale occasione persa. Il Pisa doveva dare continuità alla vittoria con il Cuneo e mettere pressioni alle rivali, su tutte il Livorno sconfitto in casa dal Pontedera,  e invece contro la ex ultima della classe è mancato quello scatto decisivo come già accaduto in questa stagione. La svolta verso l'alto non arriva mai. E' vero, la squadra ha rimediato al doppio svantaggio e creato tantissime occasioni da gol ma è mancata un po' di attenzione e lucidità soprattutto in fase di disimpegno.

Tante novità. A sorpresa Pazienza cambia molto rispetto alla squadra che ha battuto il Cuneo sette giorni fa. Mannini va ancora in panchina e a destra Lisi viene preferito a Giannone. Davanti Ferrante unica punta con negro alle sue spalle e il confermato Sainz Maza a sinistra. Si rivede De Vitis al fianco di Gucher in mediana. Il Pisa però si fa subito sorprendere con Piscitella che salta Birindelli e apre per Fantacci lasciato solo al limite dell'area, il suo tiro è deviato e finisce alle spalle di Voltolini. I nerazzurri però reagiscono con Negro che offre subito a Lisi la palla del pari e poi segna la sua quarta rete nelle ultime sette partite artigliando con il destro un passaggio basso di Birindelli da destra. A quel punto il Pisa insiste ma concede anche il fianco agli avversari in contropiede e soffre sulle fasce sia la spinta di Piscitella e Fantacci a sinistra che di Ceccarelli a destra. Senza contare qualche distrazione da evitare come il retropassaggio corto di Birindelli che mette Carletti davanti a Voltolini che rimedia in uscita. A sinistra Filippini e Sainz Maza provano a spingere ma lo spagnolo appare ancora una volta troppo lento. Allora si prova per vie centrali grazie soprattutto a De Vitis che offre una gran palla a Ferrante che con il mancino mette a dura prova Sarr. Sempre De Vitis sfiora il gol dopo l'ennesima palla inattiva calciata da Negro, ma nel momento di maggiore spinta arriva il raddoppio del Prato: punizione dal limite di Ceccarelli, deviazione della barriera Voltolini resta sorpreso ma stavolta poteva fare qualcosa di più.

Non basta l'assalto finale. Pazienza toglie Sainz Maza e Ferrante per inserire Eusepi e Giannone spostando Lisi a sinistra che andrà decisamente meglio. Carillo dopo qualche indecisione nel primo tempo esce per un problema fisico e accanto a Ingrosso si rivede Lisuzzo, che si porta fin da subito in avanti sui calci piazzati. Proprio sul Sindaco Sarr compie un grande intervento in uscita e De Vitis sbaglia di nuovo la mira. La squadra però tende a giocare in orizzontale perché il Prato chiude ogni spazio e Giannone porta troppo palla, anche se al quarto d'ora trova l'ispirazione per servire Birindelli a destra ma poi Negro perde l'attimo in area. Seminara grazia Voltolini da pochi passi e una volta scampato il pericolo il Pisa si getta nell'assalto finale. Le cose a livello tattico cambiano con gli ingressi di Masucci e Di Quinzio per Negro e De Vitis. Soprattutto Di Quinzio porta maggiore imprevedibilità e serve subito una gran palla a Birindelli che calcia alto. Nonostante la pressione il 2-2 arriva con una prodezza personale, un destro da distanza siderale di Gucher che finisce in rete . Il Pisa ci crede ma Sarr dice di no ai tiri di  Filippini e di Eusepi. Anche stavolta pur creando maggiori pericoli la squadra non ha sfruttato le tante situazioni create a gioco fermo. E questo è un dato su cui riflettere. 

Rimonte quasi sempre a metà.  Il Pisa in questo campionato è andata sotto poche volte ma a parte a Carrara la rimonta al primo gol subito non ha mai portato ai tre punti. Due pari al Mannucci con Pontedera e Prato, anche se raggiunti con spirito diverso, non possono bastare per vedere il bicchiere mezzo pieno. Seppur volenteroso , rinforzato dal mercatoe ben messo in campo da Catalano il Prato era un avversario da battere in un momento così importante della stagione. La squadra malgrado qualche affanno, soprattutto nei finali di gara , è più brava quando deve fare la "conservatrice" oppure quando gioca con le big . Dieci volte passata in vantaggio per prima e tre punti sempre portati a casa. Quando la gara diventa  frenetica il Pisa crea di più ma va sotto e presta anche troppo il fianco agli avversari  oltre a disunirsisi in fase di non possesso.La squadra crea di più ma solo Negro  inizia a segnare con una certa continuità , visto che è l'unico attaccante andato in gol nelle prime quattro gare del 2018. Per Ferrante non è certo una bocciatura, ma davanti adesso Pazienza deve trovare anche continuità nelle scelte. Le opzioni sono tante e adesso l'allenatore deve dimostrare di essere in grado di gestire una rosa competitiva e farla diventare una squadra vera al 100%. Dargli quella personalità  per essere più cattiva e non lasciare altri punti per strada contro le squadre di bassa classifica.