Pontedera-Pisa 1-1. L'analisi del match

 di Andrea Chiavacci Twitter:   articolo letto 631 volte
Michele Pazienza
Michele Pazienza

Inutile girarci intorno, la prestazione dei nerazzurri a Pontedera è stata deludente. Un passo indietro rispetto al derby vinto con il Livorno e alle ambizioni legittime di una squadra che aveva messo sotto la capolista. La bella reazione vista nel finale che ha portato al definitivo 1-1 grazie a un'autorete di Spinozzi non cancellano un primo tempo, e forse anche qualcosa in più, in cui il Pisa non è stato in grado di calarsi nello spirito di una gara che il Pontedera ha giocato con le sue armi: corsa e aggressività. I granata raddoppiavano le marcature e recuperavano palla, i nerazzurri erano incapaci di far prevalere la loro superiorità dal punto di vista tecnico. Alla fine il pari è giusto ma un po' di amarezza resta.

Poca attenzione e centrocampo bloccato. Pazienza per la prima volta da quando siede sulla panchina nerazzurra Pazienza decide di confermare l'undici della settimana precedente. Forse un premio per il derby, ma stavolta la squadra sbaglia completamente l'approccio e non solo. Dopo 40 secondi suona il primo campanello d'allarme: punizione da destra di Caponi verso centro area, la tocca appena Grassi di testa e il pallone sfiora il palo. Il Pisa replica all'occasione, bella palla di Maltese per Eusepi che poi non dà forza al tiro, ma soffre l'atteggiamento dei granata che raddoppiano sui portatori di palla. Maraia schiera un 3-5-1-1 con Pinzauti unica punta e Grassi che si sacrifica molto e spesso va a pressare Mannini che viene di nuovo schierato da terzino destro. Il capitano fa la differenza se gioca più vicino alla porta avversaria, è un dato di fatto.  Se con il Livorno la marcatura su Doumbia era stata azzeccata, stavolta il capitano si trova in difficoltà e inizia a fare la differenza solo nel secondo tempo quando il Pontedera cala e concede maggiore spazio sulle fasce. E' però nel mezzo che i granata imbrigliano il Pisa. Maltese e De Vitis arrivano sempre secondi sul pallone e quando ne sono in possesso non riescono a costruire gioco e anche Gucher non è il leader visto settimana scorsa. L'ex Caponi gioca in precarie condizioni ma al 31' calcia la punizione che sblocca la gara: anche stavolta la difesa nerazzurra è ferma e Risaliti mette in rete da pochi passi . Il Pontedera ha il suo punto forte proprio sulle palle inattive, è il sesto gol finora, infatti Pazienza a fine gara sarà molto arrabbiato con i suoi per non aver curato questo aspetto. Ingrosso e Carillo non sono stati ad altezza derby e Lisuzzo stavolta è rimasto in panchina per tutta la gara. La reazione dei nerazzurri è tutta in in una bella combinazione tra Eusepi e Gucher con l'austriaco che trova Contini pronto a deviare in angolo.

Il cuore c'è ma il pari arriva solo su autorete.  All'inizio del secondo tempo Pazienza lascia la squadra invariata sia negli interpreti che nel modulo di gioco. La musica non cambia e allora dopo 10 minuti il tecnico nerazzurro getta nella mischia Maikol Negro al posto di uno spento De Vitis. Si passa dal 4-3-3 al 4-2-3-1 con Maltese e Gucher davanti alla difesa e Negro con Masucci e Giannone alle spalle di Eusepi. Maraia toglie Pinzauti e inserisce il bomber Pesenti reduce da un infortunio. Tatticamente però non cambia niente. La scossa per il Pisa arriva su un contropiede di Giannone, poco prima il Pontedera chiede un rigore per un presunto mani in area pisana di Gucher, con l'esterno che si fa tutto il campo palla al piede e calcia sul secondo palo; contini respinge, poi dopo una serie di rimpalli Masucci scheggia la traversa. Proprio Masucci va a fare la punta quando Pazienza toglie Eusepi, generoso ma poco incisivo al tiro, e anche Maltese per inserire Peralta e izzillo che porta equilibrio in mezzo. Il Pontedera è stanco e il Pisa cresce e crea occasioni. Mannini inizia a incidere e proprio su un suo cross Spinozzi anticipa Filippini mettendo alle spalle di Contini. Un pari sofferto ma alla luce di quanto si è visto il risultato è giusto. 

Sedici risultati utili ma troppi pareggi.  Il Pisa prosegue la sua striscia positiva. Sedici risultati utili sono tanti ma il dato va contestualizzato. Infatti, per puntare al primo posto sono tanti anche 8 pareggi. Soprattutto se ottenuti con squadre di seconda fascia come lo stesso Pontedera. La differenza il Livorno la sta facendo proprio in queste partite e nella continuità, escluso la partita di Pisa, di andare in gol in tutte le partite. I nerazzurri invece sono rimasti a secco già 6 volte portando a casa ben 5 risultati a reti bianche. Al momento va difeso soprattutto il secondo posto, sarebbe fondamentale in caso di playoff, da un Siena che è lì a due punti e con due partite in meno. Per sapere davvero quanto vale il Pisa dicembre e gennaio sono decisivi. Dopo l'Arezzo, macherà Filippini per squalifica, i nerazzurri riposano e prima della fine dell'anno solare affronteranno gli scontri diretti con l'Olbia all'Arena e con il Siena al Franchi. L'inizio del 2018 sarà decisivo per il mercato. Oltre al tanto reclamato terzino destro di scorta, servono ricambi all'altezza in attacco e a centrocampo ma anche qualche giocatore di categoria in grado di fare il definitivo salto in alto.