Pontedera-Pisa 0-2. L'analisi della partita

17.12.2018 13:00 di Andrea Chiavacci Twitter:    Vedi letture
Pontedera-Pisa 0-2. L'analisi della partita

Un Pisa concreto, solido e spietato sotto porta. La squadra di D’Angelo riesce finalmente a vincere e convincere contro una squadra che veniva da un momento magico come il Pontedera. Al Mannucci i nerazzurri subivano il predominio territoriale da parte dei granata nel primo tempo pur concedendo pochi tiri e rendendosi pericolosi nel finale con Moscardelli e Di Quinzio. La svolta nella ripresa con il gol lampo di Marconi e con il gioiello di Di Quinzio. Entrambi vanno a segno per la terza domenica di fila. Bene il centrocampo guidato da Gucher e progressi anche in difesa dove Brignani ha sostituito egregiamente Masi che ha dato forfait all’ultimo istante. Non punge il grande ex Daniele Mannini. Una vittoria che porta la squadra al quarto posto e riporta entusiasmo alla tifoseria. Con alcuni interventi importanti sul mercato di gennaio il Pisa può ancora puntare ad un campionato di alta classifica.

Superare il momento difficile. D’Angelo ha dovuto far fronte all’ennesima emergenza difensiva. Masi dopo essere uscito per un problema muscolare con l’Arzachena compare nella formazione iniziale ma si fa male nel riscaldamento e così tocca di uovo a Brignani. Meroni ha accusato un fastidio nella rifinitura del sabato e Buschiazzo è costretto a giocare con un tutore alla spalla. Nel Pontedera manca solo Caponi e Mannini torna titolare. Le squadre si schierano a specchio con il 3-5-2 ma all’inizio è il Pontedera ad alzare i ritmi. Il Pisa soffre soprattutto la vivacità di Lavigna e la corsa di Calcagni, che in partenza alimenta l’azione a sinistra di Mannini. I nerazzurri restano un po’ sorpresi a centrocampo dal dinamismo granata però incassano bene i colpi e in un tempo concedono solo un tiro da fuori a La Vigna, un’occasione sciupata da Pinzauti e una collezione di tiri dalla bandierina. Dopo la mezzora il Pisa esce dal guscio grazie soprattutto a Di Quinzio che inizia a giocare più vicino agli attaccanti e a Gucher che assieme a De Vitis prende coraggio e metri a centrocampo. Moscardelli non sfrutta un’indecisione di Biggeri su cross da sinistra di Liotti, complice anche Mannini che è bravo ad ostacolare il tiro dell’attaccante nerazzurro. Ma la vera grande palla gol arriva proprio allo scadere quando Biggeri si riscatta deviando un bel tiro di Di Quinzio. I nerazzurri sono stati bravi a superare il momento difficile e a non subire gol quando la pressione del Pontedera era forte.

Cambio di passo. I buoni segnali del finale di tempo vengono confermati dall’ottimo approccio della ripresa dove il Pisa trova subito il gol con una bella manovra corale nello stretto: Gucher prende palla sulla trequarti e serve De Vitis che vede Zammarini libero a destra, cross perfetto e Marconi come un cobra si avventa sulla sfera e gira in rete di testa. Gol da vero attaccante , al primo pallone giocabile in area della sua partita. Il Pisa gioca più sciolto ma concede un’occasionissima al pontedera con La Vigna troppo solo a destra che mette in area, Tommasini svirgola , Pinzauti, contrastato da Buschiazzo, si gira e calcia a rete ma Gori controlla in due tempi. Mancato il pareggio i granata si distraggono con Serena che perde palla banalmente e favorisce Di Quinzio che punta l’area, finta du avversari e segna di destro. Applausi. Il numero 10 nerazzurro conferma il suo momento magico e si rivela determinante per i piani offensivi del Pisa. Per il resto la squadra controlla senza affanno e sfiora anche il tris con una voleé di poco Marconi e due tiri di Lisie  Gucher respinti da Biggeri. La squadra è apparsa compatta e brava a calarsi nello spirito battagliero di una partita sentita molto dagli avversari. L’attesissimo Daniele Mannini è stato tra gli ultimi ad arrendersi ma è andato un po’ a strappi, senza riuscire a fare la differenza mostrando anche un po’ di nervosismo nel finale in una scaramuccia con Marconi. Il pubblico pisano però non ha dimenticato Mannini dedicandogli un coro nel riscaldamento che il numero 7 granata ha apprezzato molto. Una curiosità: in una gara molto combattuta alla fine non c’è stato neppure un ammonito con l’arbitro De Angeli che ha usato un metro uniforme. 

Confermare i progressi con un mercato all'altezza.  La vittoria vale il quarto posto che alla vigilia dell'impegnativa settimana natalizia rappresenta ossigeno puro. Se il Pisa uscirà bene anche dalle prove con Pro Patria in casa e Novara e Cuneo fuori può ancora ambire a un campionato da protagonista. Per rendere competitiva la rosa servono almeno due difensori esperti , un centrocampista in più non guasta malgrado il reparto disponga di giocatori di qualità e quantità e forse anche un altro attaccante che in casi d'emergenza può essere utile. Il manico è buono ma va completato, e questo è il momento giusto. In difesa malgrado l'emergenza sono arrivati segnali positivi non solo perché da due gare non si prendono gol. Buschiazzo e Brignani hanno giocato con maggior personalità. A centrocampo finalmente chi deve fare il leader si assume le proprie responsabilità. Vedi alla voce Gucher, senza dimenticare la duttilità di De Vitis e ovviamente la qualità di Di Quinzio e la corsa di Lisi e Zammarini, finalmente tornato a buoni livelli. Davanti si inizia a segnare con regolarità come confermano i numeri: 10 gol nelle ultime cinque partite se si conta anche quella di coppa a Novara. In quattro di queste è andato in gol Marconi. Reti sempre importanti e belle, spesso decisive come quella di ieri. Forse il Pisa a una punta rende di più, ma ieri l'esperimento con Moscardelli non è andato male. Per un attaccante conta la sostanza: se al primo pallone la butti dentro hai ragione te. E nell'ultimo mese Marconi ha avuto sempre ragione. Altro dato da sottolineare è quello del trend positivo in trasferta. Cinque vittorie in tre mesi non sono poche. Adesso però serve un Pisa più incisivo e capace di fare la partita anche all'Arena, come accaduto con l'Arzachena, se vuole avere grandi ambizioni.