Pistoiese-Pisa 0-2. L'analisi della partita

15.10.2018 13:00 di Andrea Chiavacci Twitter:   articolo letto 1197 volte
Luca D'Angelo
Luca D'Angelo

L’importante era tornare a vincere e ritrovare la gioia per un gol che mancava da 430 minuti. Nel complesso il Pisa ha vinto con merito a Pistoia, ma la partita ci racconta anche di quanta fatica abbia fatto la squadra di D’Angelo ad imporre il proprio gioco nel primo tempo. La Pistoiese è una squadra in grande di difficoltà ma fino al guizzo di Masucci che ha cambiato la partita (rigore guadagnato, espulsione di Muscat e trasformazione di Moscardelli)  il Pisa aveva fatto il solletico agli arancioni. A quel punto i nerazzurri sono stati bravi a chiudere subito la pratica con De Vitis sfruttando al meglio la superiorità numerica.

Tante novità, ma pochi pericoli nel primo tempo. D’Angelo schiera il sesto Pisa diverso in sei giornate di campionato, segno che in un modo o nell’altro sta ancora cercando la vera identità della sua squadra. Non ci sono infortuni e non c’è tempo di pensare al turn over, le scelte sono tecniche e sono anche piuttosto importanti. In difesa Meroni viene preferito a Buschiazzo al fianco di Brignani e Liotti, con Masi che resta ancora in panchina. A centrocampo fuori Gucher e Di Quinzio, dentro Marin che si piazza davanti alla difesa e Cuppone, che è un attaccante e nel complesso ha fatto bene, a fare la mezzala. Davanti viene scelto Masucci per portare maggior velocità al fianco di Moscardelli.  In sostanza il doppio attaccante viene momentaneamente accantonato e si punta su un centrocampo che deve dare maggior sostegno all'attacco, anche attraverso gli inserimenti tra le linee. Il modulo non cambia ma nelle idee di D’Angelo cambia il modo di interpretare il 3-5-2. La Pistoiese presenta il nuovo acquisto Ceccarelli. Indiani rischia la panchina cercando di badare al sodo e affidarsi al contropiede. Il Pisa non è preciso e rischia grosso su una ripartenza di Davini chiusa dal doppio intervento di Brignani e Liotti. Le buone intenzioni offensive del Pisa sono frenate dalla paura di sbagliare e dai troppi errori in fase d'impostazione palla a terra. Sulle fasce c’è poca spinta con Zammarini ( ancora impiegato da esterno e non da mezzala)  che sbaglia troppi passaggi e un Lisi non sempre  preciso al cross, anche se va detto che riesce a garantire sempre  una buona corsa. Nell’arco di 45 minuti si registra solo un tiro debole di Masucci, un cross di Lisi sul quale Cuppone non arriva per un soffio, e un tiro di quest’ultimo che sorvola la traversa mentre l’arbitro sta per fischiare la fine tra gli sbadigli del pubblico. Dall’altra parte poco lavoro anche per Gori che non fa fatica a bloccare un tiro di Latte Lath e si distende bene su una punizione da lontano di Picchi.

Masucci suona la sveglia. Nella ripresa i due allenatori  inizialmente non cambiano niente, poi al 54’ arriva la svolta. Lancio lungo di Brignani che sorprende la difesa arancione, Masucci coglie l’attimo e si invola in area dove Muscat lo stende. Rigore solare ed espulsione giusta. Moscardelli trasforma il penalty di sinistro e rompe il digiuno, dando un senso a una prova personale fino a quel momento molto deludente. In cinque minuti si chiude la gara: prima Gori è bravo a respinge un tiro di Rovini, poi De Vitis si avventa in area su un tiro sbagliato di Lisi e raddoppia con un guizzo da attaccante puro. Poco dopo uscirà ma al di là del gol il suo contributo in mediana è fondamentale, così come quello di Marin che da vice Gucher ( subentrato poi a De Vitis) ha confermato le sue doti di personalità e carattere. Nell’ultima mezzora il Pisa, con una Pistoiese in disarmo e svuotata dopo l’espulsione di Muscat, controlla senza affanni la gara. Brignani prende una botta alla caviglia e per non rischiarlo D’Angelo fa entrare Masi, che si becca subito un giallo. Anche Moscardelli esce acciaccato ma il tecnico pisano aveva già deciso di cambiare completamente l’attacco inserendo Cerngoi e Marconi. Nel finale Gucher, Zammarini e Lisi potrebbero sfruttare meglio le ripartenze, ma ormai la gara è chiusa. Non la riapre neppure l’arbitro Robilotta che concede un maxi recupero di sette minuti, totalmente inutile alla piega che ormai aveva preso la partita. Mercoledì all’Arena arriva la Pro Piacenza. Un avversario che in trasferta ha vinto tre partite su tre, ma fatica in casa, e ci dirà qualcosa in più sul valore attuale del Pisa.