Pisa, vorrei ma non posso. Per il salto di qualità servono rinforzi

25.12.2018 18:00 di Marco Pieracci Twitter:   articolo letto 1816 volte
Pisa, vorrei ma non posso. Per il salto di qualità servono rinforzi

Forte con le deboli, debole con le forti. L'andamento del Pisa in questa prima parte del campionato si potrebbe sintetizzare così. Almeno fino all'ultimo scivolone casalingo di domenica con la Pro Patria, che ha interrotto un filotto di tre vittorie consecutive. Le altre quattro sconfitte sono arrivate infatti in altrettanti scontri diretti, con Piacenza, Robur Siena, Entella e Carrarese. Partite nelle quali sono emersi tutti i limiti tecnici e caratteriali di una squadra che ha dimostrato di non essere pronta per la lotta al vertice fallendo gli esami più importanti. Emblematica la scoppola di Carrara che non può essere derubricata a semplice incidente di percorso. Il Pisa non è mai riuscito a rimontare quando si è trovato in svantaggio e questo non può essere un caso. 

La quinta posizione in classifica, con 28 punti, rispecchia abbastanza fedelmente le potenzialità attuali della formazione nerazzurra. In estate la società ha deciso di contenere i costi, puntando su un gruppo più giovane. Scelta ineccepibile sul piano meramente aziendale, ma rischiosa su quello sportivo. Moscardelli doveva essere il nuovo leader ma dopo una partenza incoraggiante si è infortunato e non è più riuscito a ritrovare una condizione ottimale. La problematica coesistenza con Marconi, centravanti dalle caratteristiche fin troppo simili, ha complicato ulteriormente le cose. Non è un caso che l'ex Alessandria abbia segnato con regolarità quando si è trovato a sostenere da solo il peso dell'attacco o con una seconda punta rapida come Masucci al suo fianco. 

Mancano esperienza, soprattutto in difesa, e un pizzico di qualità a centrocampo in cui Di Quinzio è l'unico giocatore dotato di fantasia. La dipendenza dalle giocate del numero 10 nerazzurro è stata fin troppo evidente. Così come quella dalle accelerazioni di Lisi. Abbandonate le velleità di primo posto, per giocarsi le proprie carte ai playoff il Pisa ha bisogno di alternative. D'Angelo sta svolgendo comunque un buon lavoro, valorizzando il materiale che gli è stato messo a disposizione ma per competere con le altre big del torneo servono rinforzi in ogni reparto. Non in porta, dove Gori ha confermato di essere un top assoluto per la categoria.