Pisa-Piacenza 2-2. L'analisi della partita

28.01.2019 13:00 di Andrea Chiavacci Twitter:    Vedi letture
Luca D'Angelo
Luca D'Angelo

Due punti in tre partite nel nuovo anno per un Pisa che meritava molto di più. Sviste arbitrali, sfortuna, ma anche qualche errore individuale frenano la squadra di D’Angelo, espulso per proteste, che aveva convinto sul piano del gioco mettendo sotto fin dall’inizio il Piacenza. Il 2-2 con i biancorossi è bugiardo e le recriminazioni sono giuste, purtroppo però la classifica vede il Pisa relegato al decimo posto.

Il rigore che cambia tutto. Senza voler andare a cercare alibi stavolta non si può iniziare a parlare della partita se non si mette sul piatto della bilancia l’episodio che l’ha cambiata e condizionata pesantemente. Con il Pisa avanti di due reti e in controllo del match il guardalinee di destra segnala all’arbitro Sozza un contatto tra Sestu e Gori. Il portiere nerazzurro respinge di pugno in netto anticipo e poi si ritrova addosso il numero 7 biancorosso. Al fischio dell’arbitro tutti pensano ad una punizione in favore del Pisa e invece Sozza indica il dischetto. Il Pisa protesta e dopo la trasformazione di terrani viene ammonito capitan Gucher, sarà squalificato come Marin ammonito nella ripresa, e poi negli spogliatoi D’Angelo viene a sapere della sua espulsione. L’allenatore nerazzurro viene allontanato per eccessive proteste dopo un diverbio con un giocatore del Piacenza. E’ un episodio che indirizza la gara. Il Pisa nella ripresa commette anche i suoi errori, con Minesso sotto porta e soprattutto con Gori che regala a Nicco il gol del 2-2. La squadra dopo il pari era scarica più a livello mentale che fisico. Lo stesso Gori evita una clamorosa beffa nel finale su un diagonale di Barlocco, ma sarebbe stato davvero troppo. A fine gara l'allenatore e la società, con il presidente Giuseppe Corrado, hanno alzato la voce contro gli arbitri. Stavolta è difficile dargli torto.

Non basta la doppietta dell’ex. Riavvolgendo il nastro della gara va detto che il Pisa l’aveva interpretata nel migliore dei modi. Su un terreno reso pesante dalla pioggia D’Angelo porta in campo due novità rispetto alla gara con l’Arezzo: in difesa Meroni torna titolare a destra al posto di Buschiazzo, in attacco Pesenti parte per la prima volta da titolare con Moscardelli che si accomoda in panchina. Tatticamente D’Angelo conferma il 4-3-1-2, mentre Franzini adatta Di Molfetta come terzino destro nel 4-3-3 e sceglie a sorpresa l’ex Porcari come regista al posto di Marotta. Al di là delle chiavi tattiche e di un terreno reso pesante dalla pioggia il Pisa ha decisamente più fame e determinazione dell’avversario. Dopo neppure un minuto Minesso imbecca Masucci che calcia a rete ma Fumagalli devia sul palo, poi De Vitis e Pesenti non riescono a concretizzare sul proseguo dell’azione. E’ il segnale che il Pisa c’è. La pressione è costante e il gol di Pesenti al 18’ è la logica conseguenza al predominio nerazzurro. In questo caso è bravo Di Quinzio a mettere a sedere due avversari e servire a centro area per l’ex di turno che non perdona. Il Pisa attacca con tanti effettivi e porta spesso in area avversaria anche De Vitis, di nuovo impiegato come centrale difensivo. I nerazzurri nei primi 45 minuti concedono solo un tiro al Piacenza con Della Latta che spedisce in curva. Verna fa legna e riparte, Lisi corre e sbaglia qualcosa nell'uno contro uno ( anche se nel finale una sua chiusura su Nicco è provvidenziale), Gucher illumina e Di Quinzio rifinisce quasi tutte le azioni. Al 30' il numero 10 nerazzurro mette Masucci in condizione di raddoppiare e ancora una volta Fumagalli si salva di piede. Il raddoppio arriva al 36’ ed è da manuale con apertura di Masucci per Gucher a destra, pronto cross che Pesenti deve solo spingere in rete. La vendetta è servita per l’attaccante nerazzurro, bravo non solo nei gol ma anche nel gioco di sponda e nello svariare sul fronte d'attacco. Ma purtroppo il rigore e lo svarione di Gori compromettono il grande primo tempo. I cambi non hanno inciso troppo, ma dopo il gol da centrocampo di Nicco la gara è sembrata segnata.

Sfortuna, ma anche numeri negativi. Se si cerca di analizzare più approfonditamente il momento dei nerazzurri va detto che tra Siena, Arezzo e Piacenza la squadra meritava di più al di là degli sbagli arbitrali che ci sono stati in tutte e tre le gare. Convincente nelle due partite in casa, meno in quella in trasferta, dove ha creato tante palle gol e ha trovato finalmente quell’identità di gioco cercata per tutto il girone d’andata.  I nuovi acquisti hanno sicuramente alzato il livello tecnico, anche se restano alcune incertezze. Troppi 5 gol subiti in tre partite, malgrado ieri la difesa si sia comportata molto bene concedendo davvero poco a una delle migliori squadre del campionato. Una differenza di 9 punti in classifica a favore degli emiliani che ieri non si è proprio vista. Restano comunque tante sei partite senza vittorie, in cui i gol subiti diventano 9. Solo a Cuneo (0-0) Gori ha mantenuto la porta inviolata da quando la squadra non ha più vinto. Quello del 2019 però è un altro Pisa non solo a livello di trame di gioco , ma anche per la determinazione con cui scende in campo. Il problema è che il tempo passa inesorabilmente e adesso la squadra si ritrova al decimo posto, frutto di un mercato estivo non all’altezza della situazione. I rimedi invernali purtroppo potrebbero non bastare, anche se quando rientreranno Liotti e Marconi la squadra avrà ancora più frecce a disposizione per il finale di stagione e per gli eventuali playoff. Non è detto che il mercato sia finito qui, sia in entrata che in uscita.