Pisa-Juventus Under 23 2-1. L'analisi della partita

07.04.2019 13:00 di Andrea Chiavacci Twitter:    Vedi letture
Pisa-Juventus Under 23 2-1. L'analisi della partita

In una giornata poco brillante sul piano del gioco il Pisa dimostra di saper vincere anche in maniera diversa. Soffrendo e sfruttando al massimo le palle inattive. Il 2-1 in rimonta sulla Juventus Under 23 è comunque meritato perché la squadra ha voluto a tutti i costi il successo e lo ha difeso con le unghie e con i denti non concedendo grosse chance ai talentuosi, ma un po’ inesperti, bianconeri. Difficoltà che sono aumentate dopo l’uscita in barella di Verna e le difficoltà a restare in campo di Birindelli nel finale, dopo che Meroni era uscito per crampi e le sostituzioni erano terminate.  Per Verna una forte contusione al muscolo ma ne sapremo di più nei prossimi giorni. Le note liete oltre al tredicesimo risultato utile di fila sono una consolidata fase difensiva puntellata in maniera perfetta dai nuovi entrati e il ritorno al gol di Marconi dopo il lungo infortunio. Dall’inizio del 2019 è la quarta vittoria in rimonta, non è certo un caso.

Sorpresi dal ritmo e dalla forza fisica. D’Angelo conferma nove undicesimi della squadra che ha vinto ad Albissola e cambia la coppia d’attacco. Pesenti e Marconi partono insieme per la prima volta dall’inizio. La Juventus Under 23 è ferita dalla sconfitta per 4-0 con la Pistoiese e parte forte. I bianconeri ci provano da lontano con Kastanos e Alcibiade ma Gori è sempre attento.  Sotto porta è più pericoloso il Pisa che sfiora subito il gol al 5’ con Marconi su cross di Minesso, ma da quel momento i nerazzurri non riescono a far gioco soffrendo i ritmi e la fisicità della squadra di Zironelli che viaggia a mille sulle fasce e non rinuncia anche ai metodi pesanti e al gioco duro, con il Pisa che protesta con i metodi un po’ all’inglese dell’arbitro Bitonti. A sinistra Masciangelo fa ammattire Birindelli e sforna cross a ripetizione. Nel mezzo Gucher e Verna soffrono e gli attaccanti ricevono pochi palloni rasoterra e soffrono inizialmente nei duelli aerei. Sui cambi di campo la Juventus Under 23 mette in difficoltà il Pisa e proprio da questo tipo di situazione nasce il vantaggio degli ospiti: Del Prete lancia da destra per il solito Masciangelo che stoppa e mette a centro area, la palla sfila sulla sinistra senza che nessuno intervenga, lo stesso Del Prete segue l’azione e anticipa Di Quinzio battendo Gori di destro. Il gol non scuote inizialmente il Pisa che rischia su un altro cross da destra e poi per poco non si fa del male da solo con Meroni che, nel tentativo di anticipare Olivieri sul solito cross di Masciangelo,  rinvia addosso a Benedetti innescando una carambola che fortunatamente termina in calcio d’angolo.

Decisive le palle inattive. Spesso nei gol del Pisa è fondamentale il gioco da fermo e questa situazione diventa una ciambella di salvataggio per colorare anche un pomeriggio che sembrava grigio come il cielo sopra l’Arena. Nella prima occasione anche la dea bendata aiuta la squadra di D’Angelo: corner di Minesso da sinistra, Olivieri anticipa di testa Pesenti e in pratica serve di Quinzio, buona la sua prova anche in fase di non possesso,  che trova la deviazione di Alcibiade e rimette in pari le cose. Nel finale di tempo su punizione del solito Minesso è Benedetti, ancora una volta tra i migliori,  a sfiorare il gol in una proiezione offensiva. Nella ripresa il Pisa entra in maniera più decisa e sfiora subito il gol con Gucher, che inizia a rubar palla con continuità,  e poi con Pesenti che calcia alto da pochi passi sugli sviluppi di un corner calciato da destra. Il Pisa però soffre in contropiede e Birindelli è provvidenziale su Mokulu servito da Toure che nella ripresa ha spinto moltissimo sulla destra. D’Angelo corre ai ripari e accantona il 4-3-1-2 passando al 3-5-2. Quindi fuori Minesso e dentro Brignani con Lisi e Birindelli più alti per arginare la manovra juventina e infatti dalla parte del numero 2 pisano Masciangelo non sfonda come nel primo tempo. Sembra una mossa conservativa, ma in realtà è il cambio vincente anche perché Brignani là dietro non sbaglia niente. Il gol partita arriva manco a dirlo da fermo: angolo di Gucher, stacco imperioso di Pesenti e tocco da due passi di Marconi. Il Pisa adesso può gestire meglio la partita ma l’infortunio di Verna complica le cose, anche perché deve uscire lo stesso Meroni per i crampi. Non entra Moscardelli  e allora spazio a Buschiazzo che va in difesa e a Marin che prende il posto di Verna. Era già entrato Izzillo al posto di Pesenti e il Pisa di fatto resta con una sola punta. Qui emerge la bravura di Marconi che è fantastico nel tener palla e bravo a dare una mano ai compagni. La Juventus Under 23 pur restando nella metà campo nerazzurra  è tutta in qualche cross di Toure e in un colpo di testa abbondantemente a lato di Zanimacchia. Come ad Albissola nei sei minuti di recupero, stavolta c’erano, il Pisa è scaltro e bravo a far passare il tempo. Ma soprattutto, la squadra sembra un società di mutuo soccorso. Ognuno aiuta il compagno in difficoltà e i reparti restano ben collegati. 

Saper soffrire è un merito.  Una squadra diventa grande quando vince partite del genere. Non sempre puoi imporre il tuo gioco e i tuoi ritmi dall'inizio alla fine, devi dimostrare di saper cavalcare anche le onde più alte e inattese. Le partite con squadre di seconda fascia nascondono insidie più grandi di quelle con le big dove la squadra, a partire da gennaio, gioca più sciolta e impone il suo gioco. Contro le "piccole" hai tutto da perdere e quando ti manca un po' di benzina diventa difficile portarle a casa, considerando poi che la squadra non segnava due gol in una partita da un mese. Un plauso ancora una volta va ai nuovi entrati, segno che dalla panchina D'Angelo può attingere energie importanti. Sono successi che danno fiducia per portare a casa almeno un terzo posto che garantirebbe un ingresso ai quarti di finale dei playoff. Per gli spareggi sarà fondamentale recuperare Liotti, De Vitis e adesso Verna, un giocatore che era in crescita e purtroppo si è fermato sul più bello. D'Angelo finora è riuscito a far fronte alle assenze in maniera egregia e dovrà essere bravo anche a gestire le energie fisiche e nervose spese in questi mesi. Il bicchiere però stavolta è decisamente pieno, del resto i numeri lo dimostrano. Vincere quattro partite di fila con il minimo scarto è segno di grande compattezza e maturità.